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Rachele Furfaro, Le rocce nella scatola, Edizioni Junior, Bergamo, 2004



Presentazione di Clotilde Pontecorvo, Università di Roma "La Sapienza


Che cosa significa stare "dalla parte dei bambini", come riesce a stare Rachele Furfaro nella scuola così intitolata (prima solo infantile, poi anche elementare), di lei creata e alimentata, con passione e competenza?

Significa in primo luogo accoglierli, osservarli e farli parlare: far loro esprimere bisogni, emozioni, osservazioni, pensieri, giudizi e poi ascoltarli, poiché è effettivamente la cose più difficile per tutti gli adulti, eppure così preziosa e importante per qualsiasi educatore e insegnante. Ma affinché i bambini parlino, non è possibile interrogarli. Piuttosto, per esprimersi, bisogna che abbiano possibilità di fare esperienze positive in prima persona: ciò avviene se si vive in un ambiente educativo accogliente, rassicurante e sollecitante in cui ciascuno e tutti possano trovare il proprio spazio, far sentire il proprio punto di vista, provare il piacere e il gusto di scoprire e d'imparare cose nuove nel rispetto degli altri e delle regole di convivenza necessarie a vivere insieme in una comunità educante.

Il diversi capitoli del libro di Rachele Furfaro si snodano come una storia, con i suoi problemi da superare e le sfide con cui confrontarsi. E il percorso narrativo ha inizio con la narrazione e la rivisitazione della prima esperienza scolastica dell'autrice, insensata e frustrante, a contrasto con le attese e con il paesaggio delle pendici del Vesuvio in cui è collocata la scuola e che circonda la strada tra la casa e la scuole che Rachele percorre ogni mattina. Leggendo queste pagine mi sono chiesta quanto la salda vocazione pedagogica dell'autrice si sia forgiata proprio nel corso di questa esperienza infantile così negativa, oltre che nell'elaborazione concettuale e operativi che l'ha seguita! Sarebbe un bel tema d'indagine, quello di studiare attraverso quali esperienze di vita e di studio si diventa educatori e studiosi di educazione. E qui risulta decisiva la capacità di Rachele di mantenere vivo il suo vissuto emotivo di bambina piccola, respinta da una scuola impositiva e soprattutto disattenta.

La "storia" della scuola creata da Rachele inizia piuttosto con l'accoglienza, e mostra, attraverso il percorso d'entrata nella scuola infantile di bambini piccoli diversi, sia la molteplicità e la qualità differenziata degli spazi che i bambini possono esperire, secondo i propri gusti e le proprie preferenze, sia la cautela dell'adulto nel sostenere la bambina / il bambino in questa prima esplorazione e nel progressivo distacco dai genitori che l'accompagna. La posta in gioco è della massima rilevanza educativa: una entrata rassicurante è decisiva per l'ulteriore vita dei bambini nella scuola e nel loro percorso d'apprendimento. Di questo l'autrice dà conto, in modo personale, mettendo in gioco anche il suo vissuto e rivivendo, in qualche caso, le sue difficoltà infantili di socializzazione. A contatto con i bambini, in un così delicato momento di passaggio, sembra essenziale, per gli educatori, riconoscere la presenza delle proprie parti infantili.

La cura della relazione educativa corre per tutto l'appassionante racconto anche se, giustamente, non è dedicata ad essa nessuna trattazione particolare. Il filo del racconto è dato piuttosto dalla proposta educativo-didattica che procede dall'accoglienza, come scoperta del proprio "posto" nella scuola e nei rapporti con gli altri (adulti, in primo luogo) e con le attività proposte e preferite, verso la scoperta progressiva e molto accurata del mondo esterno si esplorano prima le case dei bambini, come viaggio nel privato, per poi muoversi verso le strade maestre che portano alla grande città vicina. Un passo cruciale è la scoperta del tempo lontano, quello del passato greco, che è una grande apertura, spaziale e temporale, per il vissuto dei bambini. Questi passi successivi portano la scuola fuori da sé: nel porto, sul mare, in campagna, nel bosco di castagni, nella pineta fino all'esperienza fondamentale del campo-scuola e della scuola nomade, allo scopo di far conoscere ai bambini il mondo reale, ma anche per far vivere loro sensazioni, percezioni, movimenti, impressioni visive, uditive e olfattive, che sono essenziali per lo sviluppo di un essere umano completo.

Quello che Rachele Furfaro porta nel racconto preciso ed accurato della sua esperienza di educatrice e organizzatrice, in cui lei si è completamente realizzata, è la descrizione dei modi in cui si può stabilire un rapporto educativo e creativo con i bambini piccoli.

Si raccontano così una serie di momenti significativi, che iniziano dall'interno dell'ambiente scolastico, come spazio organizzato per l'accoglienza e le attività espressive, individuali e collettive, per poi lanciarsi nella scoperta del mondo, della natura e dell'uomo, nelle loro propaggini spaziali e temporali, nelle riflessioni successive che si possono fare con calma quando si riportano a scuola i prodotti e i problemi trovati all'esterno. In queste esplorazioni, accuratamente progettate e condotte, i protagonisti sono le bambine e i bambini, con le loro peculiarità e curiosità e con le loro emozioni. E si capisce assai bene fino a che punto in questo percorso formativo siano coinvolti anche gli adulti. Come sempre avviene, del resto, una vera relazione educativa è necessariamente a doppio senso: gli educatori e gli insegnanti imparano tanto quanto imparano i piccoli o i meno piccoli che sono loro affidati. Soprattutto, si vede bene come cresce la sicurezza emotiva di tutti e come, con questa crescita, si consolida la disponibilità ad affrontare il nuovo, a padroneggiarlo con i propri strumenti conoscitivi, a vivere sempre meglio un'esperienza che è insieme di socializzazione e d'apprendimento, che dà agli educatori, ai genitori e ai bambini stessi la tranquillità rispetto al loro futuro scolastico.

E ovviamente, come avviene in ogni esperienza educativa valida, anche in questo caso sono gli adulti, gli educatori che sono stati educati, che hanno imparato qualcosa che non sapevano prima e che sono pronti anche ad affrontare altre esperienze; come è stato il caso di Rachele che, su invito del sindaco Antonio Bassolino ha potuto accettare nel 1997 l'incarico di assessore all'Educazione del Comune di Napoli - un incarico amministrativo che, nel ruolo di assessore alla Cultura e ai Progetti per l'infanzia, ancora oggi le viene confermato dal sindaco Rosa Jervolino Russo. Si tratta di un lavoro completamente diverso, ma aver provato che la scuola si può fare in modo nuovo e motivante è un elemento di grande sicurezza psicologica e professionale per chi deve proporre soluzioni innovatrici ai ben noti problemi della scuola di base, soprattutto nel Sud: dalla mancanza di validi servizi per la prima infanzia all'inadeguatezza di molti locali per le scuole elementari e medie, rispetto ai bisogni formativi a largo raggio dei bambini e ragazzi di queste fasce d'età e all'impellente necessità di far cambiare a molti insegnanti un modo di fare scuola che, spesso, non è capace di stare "dalla parte dei bambini e dei ragazzi.

Questo bel libro ci fa sperare nel futuro dell'educazione nel nostro paese. In un momento storico in cui la scuola dell'infanzia e la scuola elementare hanno paura di perdere le loro specificità educative, sotto l'ingiunzione di deformazioni affrettate e poco fondate, e in cui tutti gli adulti sembrano spesso trascurare le loro responsabilità verso le nuove generazioni, mi pare che il libro di Rachele Furfaro offra non solo un esempio, quanto un possibile percorso di crescita umana e professionale che può servire a tutti coloro - genitori, educatori e insegnanti - che lo sappiano leggere e sentire nella sua profondità.

Il libro è pubblicato dalle Edizioni Junior

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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

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