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» L’introduzione del computer nella scuola- Infantiae.Org™ n.190/2004

Marika Fontanari, laureata in Scienze della Formazione Primaria, insegnante di scuola dell’infanzia, Trento

Negli ultimi anni, la nostra società sta entrando sempre più in contatto con le innovazioni tecniche e tecnologiche, sia nell’ambiente lavorativo sia in quello familiare. Così come negli anni passati si erano diffusi la radio, il telefono, la televisione, la macchina fotografica, …, allo stesso modo oggi si stanno diffondendo videoregistratori, videogiochi elettronici, telecamere, tastiere elettroniche e computer. Quest’ultimo strumento, in particolare, viene usato in maniera sempre più massiccia e, di conseguenza, inizia a diventare inevitabile la sua presa in considerazione quando si parla di bambini e di educazione.

Da un punto di vista normativo, l’ingresso del computer e delle nuove tecnologie nella scuola, intese come strumenti per il sapere e come ambienti di formazione, è stato lento e faticoso. Solo nel programma del ministro Berlinguer (1997) la scuola dell’infanzia è stata presa in considerazione come un’istituzione, al pari delle altre scuole, che possa avere l’opportunità di utilizzare le nuove tecnologie. Tutto ciò al fine di promuovere nei bambini e negli studenti la padronanza della multimedialità, garantendo un uso consapevole e significativo delle nuove tecnologie, al fine di migliorare sia l’efficacia dei processi di insegnamento-apprendimento sia la professionalità degli insegnanti. L’importanza dell’introduzione delle nuove tecnologie nella scuola è stata presa in considerazione anche dall’attuale ministro Moratti (2003), ponendo l'accento sul fatto che “poiché la scuola è il luogo dove si impara a comunicare in maniera man mano più approfondita, è inevitabile che includa le TIC (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione) nella sfera dei suoi interessi, avviando processi di alfabetizzazione, graduale e progressiva, poi sempre più consapevole e specializzata, fin dalla scuola dell’infanzia”.

Oltre a queste innovazioni a livello normativo, quando si introduce l’argomento che riguarda in modo specifico l’uso del computer con i bambini, non è nemmeno da sottovalutare l’esistenza di differenti punti di vista al riguardo. In linea di massima si possono individuare due filoni contrapposti: coloro che si oppongono all’uso del computer da parte dei bambini e coloro che promuovono tale iniziativa.

A sostegno del primo filone si possono ricondurre coloro che si rifanno ad una cultura prevalentemente umanistica e che, quindi, evidenziano la possibilità ed il rischio, attraverso l’uso del computer, di ridurre i saperi a pure pratiche tecniche. Gli oppositori all’uso del computer da parte dei bambini, inoltre, sono fortemente consapevoli che un’introduzione esagerata ed inadeguata di tale strumento nella scuola possa manipolare il bambino, soffocare la sua libertà e negargli la soddisfazione dei bisogni primari per il suo sviluppo. Oltre a ciò, essi ritengono che un’esposizione al computer prolungata ed inadeguata possa provocare problemi di tipo fisico che riguardano la compromissione dello sviluppo naturale della muscolatura, dell’apparato scheletrico e di quello visivo. Sostengono, inoltre, che il bambino possa sviluppare un atteggiamento eccessivamente sensibile e acritico nei confronti di tutto ciò che si presenta bello, nuovo e stravagante, che egli possa sviluppare l’ansia di continuare a ricevere stimoli e informazioni, che possa perdere il controllo della situazione, che si rifugi sempre più in se stesso e nel rapporto tra sé e la macchina, entrando in un vortice che non presenta alcuna via d’uscita.

Fra coloro che sono favorevoli ad un possibile rapporto tra computer e bambini, invece, si possono individuare i promotori di una cultura prevalentemente tecnico-scientifica. Essi, sostenendo il loro punto di vista, sottolineano come sia inutile chiudere l’insegnante ed i suoi alunni in una stanza chiusa e senza finestre sul mondo, per proseguire imperterriti nei loro percorsi didattici senza prendere in considerazione gli avvenimenti e le novità che riempiono, e a volte colorano, la società in cui vivono. I sostenitori del possibile rapporto tra computer e bambini, inoltre, prendono in considerazione la positività della multimedialità, che caratterizza questi ultimi anni lo sviluppo dei nuovi strumenti tecnici. La multimedialità si presenta come la possibilità di integrare tra loro, oltre al testo scritto ed all’immagine statica, anche il suono e l’immagine in movimento, permettendo il passaggio da una costruzione semplice di interfacce ad una loro costruzione e creazione via via più complessa e, quindi, sempre più in grado di rispondere ai bisogni dei vari individui. Il fatto che ognuno di noi, come sostiene Howard Gardner, possieda una molteplicità intelligenze, può giustificare la veloce diffusione del computer nella società. Questo strumento, infatti, permette agli individui di utilizzare in svariate maniere le loro diverse intelligenze, favorendo approcci differenti alla stessa macchina in base ai diversi stili cognitivi di ognuno.

Fra gli autori che sottolineano gli aspetti positivi dell’uso del computer con i bambini, si possono anche ricordare Galliani, il quale sostiene in modo esplicito che, grazie alla multimedialità ed alla ipertestualità, vi possa essere lo sviluppo di entrambi gli emisferi cerebrali (quello cognitivo e quello estetico-esperenziale) e Vygotskij, il quale attribuisce molta importanza alle cosiddette “creatività cristallizzate”.

Un altro aspetto a favore dell’uso del computer, e che non sarebbe da sottovalutare, riguarda la curiosità, intrinseca alla personalità del bambino, verso tutto ciò che lo circonda. Così come egli è attirato da un giocattolo, da una penna, da un libro, da un foglio, da un telefono o da una televisione, allo stesso modo viene attratto dal computer che, come gli altri oggetti, non necessita di una particolare alfabetizzazione per un primo approccio. Cogliendo al volo e sfruttando questa caratteristica dei bambini, si può quindi cercare di avvicinarli al computer in modo del tutto naturale e senza alcuna forzatura.

Partendo da questa considerazione e favorendo l’uso del computer con i bambini, si può tenere in considerazione anche il loro punto di vista sul mondo ed il loro modo di rapportarsi ad esso. Uno degli aspetti che caratterizzano l’infanzia, infatti, é la spontaneità che i bambini hanno nell’attribuire una sorta di animismo agli oggetti che li circondano. Questi vengono così caricati dai bambini di tutta la loro espressività, emotività e magia ed entrano a far parte di una logica di dialogo e di interazione spontanea che, tuttavia, se portata all’eccesso corre il rischio di sostituire i veri amici e compagni di scuola.

A partire da tutte queste riflessioni e per evitare che l’uso del computer a scuola non venga semplicemente calato dall’alto, risulta molto importante il ruolo dell’insegnante. Egli potrebbe garantire ai bambini la possibilità di conoscere come questo oggetto funzioni e le sue molteplici possibilità d’uso, almeno nelle linee essenziali per i più piccoli ed in modo un po’ più approfondito per i più grandi. Per far ciò, però, è importante che basi l’uso di tale strumento su scelte che siano pedagogicamente fondate in quanto il computer è, di per sé, un oggetto neutro che diventa positivo o negativo in base all’uso che se ne fa. Programmando adeguatamente l’introduzione di questo strumento all’interno della didattica e prendendo in considerazione le differenti opportunità che esso può offrire, l’insegnante ha la possibilità di arricchire le esperienze dei bambini ed i processi formativi e cognitivi che quotidianamente vengono messi in atto nelle varie attività. Come sottolinea Gardner in un’intervista sulle intelligenze multiple e le nuove tecnologie, “i computer possono essere usati per manipolare le persone o per liberarle, i computer possono essere usati per insegnare alla gente nello stesso noioso modo rigoroso in cui si è insegnato per moltissimi anni, o possono essere usati per insegnare in modi molto nuovi”. Tutto sta nel come l’insegnante propone tali strumenti ed il loro uso ai bambini.

- H. Gardner, Formae Mentis. Saggio sulla pluralità delle intelligenze, Feltrinelli, 1988.
- R. Vianello, C. Cornoldi, Intelligenze multiple in una società multiculturale, Bergamo, Junior, 1999;
- L. Galliani, R. Costa, C. Amplatz, B. M. Varisco, Le tecnologie didattiche, Lecce, Pensa MultiMedia, 1999;
- L. S. Vygotskij, Immaginazione e creatività nell’età infantile, in L. Dozza, I. Loiodice, 1994

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"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
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