» "Il laboratorio di lettura
"Il gatto e la volpe" - Infantiae.Org™
n.272/2006
6. Conclusioni
Monica Ferigo, insegnante, Scuola per l’Infanzia
Municipale Vallette B, Torino
a cura di Milva Capoia, Reponsabile pedagogico,
Torino
Ho tracciato le linee essenziali di un progetto
di laboratorio di lettura che si inserisce all’interno della
scuola, finalizzato principalmente all’educazione al libro
e alla lettura; esso chiaramente richiede anche una formazione
e un aggiornamento delle insegnanti, nonché periodi dedicati
alla preparazione, organizzazione e verifica dei momenti educativi.
Elaborare questo progetto ha consentito di approfondire un tema
molto importante, purtroppo un po’ trascurato dalle insegnanti;
infatti, presi dalla voglia di fare, concentrati sui prodotti
che i bambini possono realizzare, si tralasciano spesso quelle
attività, come la lettura, fatte di emozioni e di modi
di sentire. Si è talmente abituati a offrire altre forme
di divertimento e di apprendimento di più immediata gratificazione,
che non ci si accorge che leggere ai bambini consente di trasmettere
un patrimonio di conoscenze e di valori in una dimensione più
semplice e più intima, per mettersi in contatto con loro
e svolgere in modo più completo il ruolo di educatori.
È quindi importante offrire ai bambini un tempo più
rallentato e uno spazio in cui impegnarsi in esperienze nuove
in condizioni di sollecitazione e concentrazione particolarmente
favorevoli: il laboratorio di lettura può offrire tutto
ciò.
Se la finalità principale di questo tipo di laboratorio
è proprio quella di far crescere il piacere per il libro,
non dimentichiamo che saranno proprio le insegnanti a offrire
un modello di comportamento in tal senso; per questo è
importante mostrare sempre nei confronti della lettura entusiasmo
e partecipazione. Forse l’acquisizione delle migliori tecniche
di lettura richiederà molta pratica, ma l’adesione
emotiva a quanto si legge nonché credere nel proprio lavoro
di insegnanti sono requisiti fondamentali per realizzare con entusiasmo
un laboratorio di lettura scolastico.
D’altronde la scuola come luogo di formazione ha precise
responsabilità in materia di lettura affinché il
testo scritto non diventi subalterno ad altre forme di comunicazione
(televisione, radio, computer). Si tratta di recuperare la centralità
del messaggio scritto, senza isolarlo ma mettendolo in relazione
con le altre esperienze comunicative.
Con ironia concludo portando ad esempio il provocatorio “Ennealogo”
di Gianni Rodari per “insegnare ai ragazzi ad odiare la
lettura”:
· Presentare il libro come alternativa alla TV
· Presentare il libro come alternativa al fumetto
· Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano
di più
· Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni
· Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura
· Rifiutarsi di leggere al bambino
· Non offrire una scelta sufficiente
· Ordinare di leggere
BIBLIOGRAFIA
B. Bettelheim, “Il mondo incantato”,
Feltrinelli;
V. Propp, “Morfologia della fiaba”, Einaudi;
P. Santagostino, “Come raccontare una fiaba”, Edizioni
Red
S. Spini, “Dalla fiaba al fumetto”, Marietti;
R. Valentino Merletti, “Leggere ad alta voce”, Mondadori;
R. Valentino Merletti, “Libri per ragazzi: come valutarli?”,
Mondadori;
G. Rodari, “La grammatica della fantasia”, Einaudi;
G. Rodari, “Esercizi di fantasia”, Einaudi;
T. Buongiorno, “Dizionario della letteratura per ragazzi”,
Fabbri Editori;
V. Stanovsky e J. Vladislav, “Enciclopedia della favola”.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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