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» Il tirocinio nella formazione universitaria - Sezione Speciale - "Tirocinio"

L’impianto progettuale: verso una struttura integrata tra Università e Scuola *

Sabrina Fava
, Università Cattolica Sacro Cuore, Milano

Nel Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria istituito presso l’Università Cattolica di Milano, l’attività di Tirocinio si configura come un percorso formativo specifico che, insieme agli insegnamenti dei Corsi e dei Laboratori, concorre alla formazione personale, culturale e professionale del futuro docente di scuola dell’infanzia ed elementare.
Le finalità di tale corso universitario, rivolte alla definizione di un profilo professionale, invitano ad evitare la frammentazione di un piano curricolare multidisciplinare dove prevalga la logica di tipo cumulativo. Al contrario, suggeriscono di costruire un itinerario in cui l’accurata selezione di contenuti favorisca l’integrazione di saperi, tirocinio e laboratori secondo una logica dinamica circolare. Nel percorso accademico la costruzione dell’identità professionale del docente trae infatti vantaggio dalle interazioni tra argomenti scientifici settoriali e pratiche didattiche attivate nei laboratori e nel tirocinio, poiché “la portata conoscitiva ed epistemologica” che assume “l’azione” (Damiano, 1993 a) supera il paradigma applicazionista teoria – pratica (Damiano, 1993 b, p. 44).
Nell’esperienza del nostro ateneo l’attività di Tirocinio si contraddistingue come ambito privilegiato di apertura verso Corsi e Laboratori, al fine di realizzare progressivamente un tessuto unitario capace di favorire la preparazione dello studente, protagonista del percorso formativo.

TIROCINIO: UNO SPAZIO DI DIALOGO PROGETTUALE TRA CORSI E LABORATORI

Il Tirocinio svolge un ruolo centrale nella promozione di un dialogo costruttivo con i Laboratori e i Corsi per la natura trasversale del progetto stesso. La prospettiva specifica dell’attività di Tirocinio è infatti la trasversalità, sia nel definire le linee formative e i nuclei tematici, sia nel tracciare modalità e fasi metodologiche, dal momento che è dinamico e complesso l’evento educativo in cui si esplica l’agire dell’insegnante.
Il percorso si articola attorno alla promozione nello studente della responsabilità etico – professionale (Pellerey, 1998; Calidoni 2000) che rende significativa e di qualità l’azione educativa. Ciò diviene prerequisito importante perché l’attività di Tirocinio non sia scambiata come mera occasione tecnico-operativa, ma, al contrario, essa divenga opportunità di crescita integrale: nella prassi la persona lascia appunto tracce manifeste di scelte e di itinerari originali. Entro questi riferimenti culturali si è privilegiata la riflessione meditata sull’esperienza (Schön, 1993), nella convinzione che essa orienti alla ricerca di nuove conoscenze trasferibili con creatività e flessibilità nei contesti didattici.
Nell’impianto progettuale la costante promozione riflessiva nell’azione e sull’azione impegna a strutturare coerentemente le fasi metodologiche di lavoro cosicché sia promossa la circolarità evolutiva tra teoria e azione. Tale circolarità appare di fatto ottenuta sia mediante l’alternanza tra attività in ambito universitario (di approfondimento critico e di progettazione) e in ambito scolastico (di osservazione, di azione e di documentazione) sia attraverso il circolare rimando teoria-prassi attuato all’interno della singola occasione formativa. Lo schema metodologico di lavoro prevede che in ogni attività di Tirocinio condotta in ambito universitario e scolastico lo studente sia guidato ad approfondire un nucleo tematico, a misurarsi con una situazione operativa, a riflettere criticamente sulle soluzioni adottate per arricchire così gli approfondimenti iniziali ed attivare ulteriori percorsi conoscitivi.
Diversamente avviene sul piano teorico dove l’attività di Tirocinio vede realizzata la circolarità teoria-prassi in sinergia con i Corsi e con i Laboratori. In questi si strutturano conoscenze disciplinari e didattiche settoriali che confluiscono nel tirocinio ricomponendosi secondo tratti di trasversalità. Avviene altresì che la conoscenza situata, favorita dai contesti didattici, sia a propria volta fecondo stimolo per approfondimenti che investono i saperi scientifici e i vari passaggi di mediazione indiretta esperiti nelle situazioni di Laboratorio. La costruzione di un agire professionale che avverta come ineludibile il continuo rimando teoria-pratica necessita di un lavoro assiduo ed individualizzato in cui il supervisore di tirocinio solleciti la riflessione critica e guidi puntualmente lo studente ad esplicitare nodi problematici e a ricercarne ipotesi di sviluppo. Il supervisore svolge quindi un ruolo di mediazione e di accompagnamento aiutando il docente in formazione a decifrare, ad ordinare e a riprogettare dati e processi riguardanti la complessità dell’azione educativa e a confrontarli via via con le conoscenze scientifiche apprese. È così favorito un habitus mentis che individua nella coessenzialità di teoria e pratica la modalità per sviluppare competenze didattiche sempre più puntuali allontanando il rischio del progressivo impoverimento professionale derivante da una prassi autofondata o di un possibile formalismo contenutistico.
Le attività di tirocinio rappresentano dunque il centro di un tessuto connettivo che può divenire virtuoso nella misura in cui alimenta un dialogo progettuale sistematico con i Corsi e i Laboratori superando la logica di scambi episodici.


VERSO UNA STRUTTURA INTEGRATA

Per offrire un’idea delle potenzialità di integrazione e di specificità favorite in un dialogo progettuale sistematico tra le parti, si ricorre alla Tavola 1.

Nello schema ciascun ambito formativo conserva una propria caratterizzazione di saperi e di metodi e il Tirocinio realizza una forte trasversalità che nel contempo traccia aree di condivisione più o meno ampie. Si tratta di un ventaglio di legami diversificati con un nucleo centrale dove si può realizzare la sinergia di tutti i soggetti.
Attualmente il lavoro di progettazione con le istituzioni scolastiche risulta ben impostato, ma andranno accresciute le aperture nel territorio, mentre le reti di collegamento tra laboratori, tirocinio e scuole hanno permesso di mediare in attività didattiche anche contenuti particolari di tipo artistico e psicologico. Gli scambi tra laboratori e tirocinio si sono prevalentemente mossi lungo l’asse organizzativo e metodologico-didattico curando che, a livello temporale, la realizzazione di esperienze laboratoriali trovasse poi adeguate collocazioni nelle esperienze di tirocinio e che si stabilisse una continuità nella scelta di metodologie attive e partecipate, nonché di criteri didattici coerenti. Mentre sono stati più circoscritti i contatti finalizzati ad una progettazione efficace volta ad evitare sovrapposizione o ripetizione di contenuti già contemplati nel progetto di Tirocinio.
Invece si stanno costruendo rapporti reciproci con i corsi per tesi di Laurea che intendono valorizzare anche piste conoscitive nate da esperienze didattiche vissute.
Nonostante i positivi legami intrecciati, si ritiene che il dialogo progettuale esistente tra Insegnamenti, Tirocinio e Laboratori possa offrire nuova vitalità all’intero curricolo della formazione universitaria degli insegnanti. La mappa delle interazioni rimane parziale se è tratteggiata dai supervisori di tirocinio sulla base delle conoscenze che acquisiscono dai docenti dei Corsi e dei Laboratori. È auspicabile pensare invece ad uno spazio progettuale strutturato dove vi sia la messa in comune di linee formative e di nuclei contenutistici che si prevede di declinare secondo la specificità dell’ambito formativo. Ciò aiuterebbe ad avvicinarsi ad un sistema integrato dove anche le scuole, attraverso il tirocinio, siano portatrici di una propria cultura stabilmente valorizzata ed orientata dal sapere scientifico. Il cuore dello schema esposto diviene dunque un orizzonte cui avvicinarsi, non già una dimensione acquisita. Ma proprio sulla base del lavoro sin qui svolto, si lancia una sfida di sviluppo per il futuro che andrebbe tenuta presente nell’attuale periodo di riforma che investe il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.

* tratto da "DIVENTARE INSEGNANTI, IL TIROCINIO TRA SCUOLA, UNIVERSITÀ E TERRITORIO, UNIVERSITÀ CATTOLICA DI MILANO, CORSO DI LAUREA IN SCIENZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA"

Indice "I metodi"
Indice generale "Tirocinio"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

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