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"Tirocinio"
Modalità organizzative e strumenti operativi
del progetto urbinate (III)
Marta Falcioni, Liviana Giombini, Laura Marangoni, Giovanna Marani
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Quaderno operativo I anno
Nel corso del primo anno lo studente viene guidato
nell’esercizio dell’osservazione, pratica principe
dell’agire dell’educatore. Lo studente viene condotto,
attraverso precise indicazioni per la raccolta di informazioni,
ad una osservazione che da generale e sommaria, prima sull’istituto
quindi sul plesso, diviene sempre più mirata e contestualizzata
alla realtà scolastica della classe ed, infine, del singolo
alunno. Questo per favorire un approccio che parta dalla conoscenza
della scuola come istituzione, con una propria identità
culturale e formativa, con proprie risorse umane, con una propria
struttura organizzativa e gestionale elaborata nel P.O.F.(anche
la lettura di questo documento è graduale, poiché
viene sempre più approfondita e diviene sempre più
analitica durante i 4 anni di tirocinio). Dopo questa prima lettura
esplorativa dell’istituto d’accoglienza, lo studente
viene guidato ad osservare ed analizzare il plesso attraverso
i progetti in corso e le informazioni date dagli insegnanti referenti
ed accoglienti, quindi in maniera più specifica la classe,
attraverso un’osservazione descrittivo / diaristica, dapprima
libera e poi organizzata secondo indicazioni dettagliate.
Con l’osservazione focalizzata poi, l’attenzione dello
studente viene centrata sull’alunno attraverso la costruzione
e l’utilizzo di specifiche griglie di riferimento.
Quaderno operativo II anno
Partendo sempre dalla raccolta guidata di informazioni
riguardanti la realtà dell’istituto, del plesso,
della classe, lo studente viene stimolato a focalizzare l’attenzione
sugli elementi fondamentali che interagiscono nella situazione
di insegnamento / apprendimento. Attraverso la descrizione contestualizzata,
con l’ausilio di una traccia organizzata, lo studente è
guidato a ricercare modalità, stili, contenuti, organizzazione
dell’insegnamento e ad individuare, insieme all’insegnante
accogliente, un breve percorso didattico da progettare che si
espliciterà in ipotesi, attuazione e valutazione. Quest’ultima
coinvolge soggetti diversi: lo studente che riflette sulla sua
attività in classe nel ruolo di insegnante, l’insegnante
accogliente che segue direttamente lo studente durante l'esperienza,
il tutor universitario. Facoltativamente, inoltre, come attività
aggiuntiva, lo studente può sviluppare ulteriormente il
proprio intervento attraverso l’elaborazione di un progetto
di fattibilità.
Quaderno operativo III anno
La specificità del lavoro proposto agli
studenti del terzo anno verte sul binomio progettazione/documentazione.
L’osservazione mette a fuoco e registra gli elementi utili
all’elaborazione di un progetto che la contestualizzazione
e la condivisione con l’insegnante accogliente rendono possibile.
L’articolazione dello stesso, più ampia e complessa
rispetto all’esperienza elaborata per il secondo anno, prevede
una prima fase che si attua nell’ipotesi di lavoro, una
seconda fase di proposte operative, la realizzazione in classe
con momenti di osservazione partecipata e di raccolta di documentazione
ed infine la valutazione; valutazione dell’esperienza che
avviene sempre su tre livelli: personale, individuale dello studente;
con l’insegnante accogliente che ha assistito all’attuazione
del progetto; assieme al tutor universitario.
Quaderno operativo IV anno
L’ultimo anno il percorso di tirocinio
previsto puntualizza in maniera più dettagliata e specifica
l’attenzione sulla valutazione, intesa come momento di verifica,
ma anche nel suo significato più complesso di pratica formativa.
Il percorso di lavoro parte da un iniziale accertamento delle
conoscenze ed abilità necessarie al suo svolgimento. Viene
poi richiesta un’ attenta verifica in itinere ed una finale,
sia come riscontro degli apprendimenti e dei risultati ottenuti,
che come indice di gradimento da parte degli alunni. Gli studenti
vengono quindi guidati ad esaminare le modalità di valutazione
utilizzate dalle insegnanti di classe/sezione e di plesso e ad
analizzare, se esistenti, i criteri esplicitati dal circolo/istituto
per la valutazione. Con l’ausilio di una traccia di riferimento
vengono esaminati i documenti di valutazione esistenti, compresi
quelli che servono come certificazione e documentazione per le
famiglie.
Quaderno operativo per specializzazione handicap
L’esperienza in classe con bambini in situazione
di handicap, è stata progettata in modo che sia possibile
realizzarla nel corso del III o IV anno. Questo per fare in modo
che gli studenti abbiano già fatto alcune esperienze scolastiche
ed abbiano già superato alcuni esami specifici della specializzazione.
Il percorso prevede:
· un ampliamento ed approfondimento dell’osservazione
esplorativa, come momento di analisi di tutti quegli elementi
strutturali, organizzativi, progettuali e curricolari considerati
quali indicatori della riflessione avvenuta sulla integrazione
a livello d’istituto, di plesso e di classe/sezione;
· un’attenta lettura di tutte le reti di relazione
che si costruiscono intorno all’integrazione a livello di
istituzione e di persone (adulti e bambini) coinvolte;
· un’approfondita conoscenza del bambino in situazione
di handicap, riguardante il deficit, gli aspetti della personalità,
lo stile di apprendimento.
Tutti questi elementi costituiscono il fondamento per l’elaborazione
e la realizzazione di un progetto sull’integrazione.
Terzo momento: i possibili sviluppi
Riprendendo quanto dichiarato all’inizio
di questo intervento, proprio in relazione al fatto che abbiamo
appena tracciato la rotta, siamo in cammino e non crediamo in
un modello definente e definitivo, concludiamo con alcune indicazioni
su nodi problematici che alimenteranno la nostra ricerca futura:
- ci proponiamo di sviluppare maggiormente l’interazione
fra teoria/prassi, attraverso un “sistema di interrogazione”
ricorsiva, in un’ottica di reciprocità, per fortificare
il circolo virtuoso della formazione. Il rapporto teoria/ pratica
nella formazione degli insegnanti non segue né il modello
deduttivo: la pratica come applicazione di una teoria; né
il modello induttivo: la teoria come analisi della pratica. Segue
un modello interattivo: articolazione dalla teoria alla pratica,
il cui senso sta nel rapporto dell’una con l’altra;
ambedue portatrici di propri beni (da una parte saperi formalizzati,
teorie, concetti, conoscenze, dall’altro mestiere, esperienza,
saperi in uso), i quali vanno ad assumere un valore aggiunto attraverso
reciproca integrazione/superamento. E’ pertanto necessario
potenziare la vicendevole conoscenza e compenetrazione dialettica
tra i contenuti teorici disciplinari e la loro coniugazione in
percorsi operativi.
- In quest’ottica diviene indispensabile alimentare il raccordo
tirocinio-laboratorio, inteso quest’ultimo come luogo d’incontro
tra il sapere e il saper fare, anello di congiunzione tra teoria
e prassi. Le attività di laboratorio sviluppano la capacità
di elaborazione critica e creativa dei saperi, una elaborazione
attiva delle conoscenze orientandole alla costruzione di percorsi
didattici da esperire.
- Va potenziato e sviluppato l’utilizzo della rete telematica
nell’ottica della costruzione di una reale comunità
di apprendimento. La rete non solo vista e vissuta come possibilità
di comunicazione veloce, pratica, ma attivata in tutta le sue
possibilità. Uno strumento capace di avviare un processo
di apprendimento/formazione, attraverso l’interazione e
la socializzazione delle conoscenze, delle esperienze, delle situazioni
problematiche, delle soluzioni che mirino allo sviluppo di nuovi
apprendimenti basati sui processi interattivi e collaborativi.
- La scelta infine di impostare l’esperienza di tirocinio
come pratica individuale ha un po’ depotenziato la pratica
del lavoro di gruppo tra gli studenti, che va maggiormente consolidata
come modalità operativa di interazione dinamica,soprattutto
nei momenti di attività di verifica e valutazione dell’attività
esperita .E’ inoltre fondamentale come dimensione sociale
nell’ottica della ricerca/azione.
Bibliografia
BALDACCI M., (2001), Metodologia della ricerca
pedagogica, Milano, Bruno Mondadori.
DONNAY J. E CHARLIER E., (1997), L’accompagnamento riflessivo:
un dialogo fra tutor e soggetto in stage, in “Pedagogia
e vita” n.5, Brescia, La Scuola.
FABRE M., (1999), Epistemologia della formazione, Bologna, Clueb.
FRABBONI F., (2002),La scuola ritrovata, Roma-Bari, Editori Laterza.
LOZUPONE E., (1997),Multiculturalismo, psicologia dinamica e formazione
degli insegnanti,
in “I Problemi della pedagogia” n.1-3, Torino, Il
Segnalibro.
POURTOIS J.P., (1985),La ricerca-azione in pedagogia, in BECCHI
E.-VERTECCHI B., Manuale critico della sperimentazione e della
ricerca educativa, Milano, Angeli.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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