» Terry Malloy " Montessori
e il vostro bambino", Ed. Opera Nazionale Montessori - Infantiae.Org™
n.152/2003

Recensione a cura di Renato Dulbecco
(Premio Nobel per la medicina 1975)
Uno dei risultati degli studi recenti sullo sviluppo mentale
e psicologico dell'individuo è che molto di esso
deriva dalle esperienze fatte nell'età infantile.
Già alla nascita infatti il bambino è avido
di imparare ed ha un cervello perfettamente adeguato a
questo scopo. Ciò che egli impara dipende dall'ambiente
che lo circonda. Il fatto che in meno di due anni il bambino
possa parlare una lingua è una cosa che si dà
per scontata, ma in effetti è cosa straordinaria
poiché l'apprendimento del linguaggio è
basato sull'analisi di suoni complessi, rilevandone le
differenze e mettendole in relazione ad avvenimenti osservati
per dare loro un significato e poi organizzandole nel
contesto della grammatica. Questo processo non richiede
insegnamenti: il bambino lo fa da sé.
Più tardi il processo di apprendimento continua,
ma in modo meno ovvio e naturale. Il bambino diventa conscio
di molte cose che avvengono intorno a lui, di tutto cìò,
quindi, che rappresenta la cultura del mondo in cui vive:
le sue aspirazioni, i suoi valori morali, le relazioni
con altre persone e esseri viventi. E' a questo punto
che entra in gioco l'insegnamento sotto forma di ambiente
organizzato, ma l'organizzazione non deve andare oltre
un certo livello. Il bambino vuole imparare, ha i mezzi
per farlo, bisogna solo aiutarlo ad usare questi mezzi.
L'apprendimento è uno sviluppo interno che segue
l'organizzazione del cervello del bambino: non si possono
inculcare in lui delle conoscenze che non è preparato
ad accettare, bisogna solo aiutare il normale processo.
Ci sono delle regole da osservare in questo aiuto: esso
deve rispettare l'autonomia mentale del bambino, riconoscere
che egli impara usando tutti i suoi sensi, ascoltando,
vedendo, toccando, e che apprende e si forma facendo e
lavorando. Quello che ad un adulto sembra un gioco, non
lo è per il bambino, per lui è un lavoro;
perciò le sue attività devono essere organizzate
come un lavoro secondo il livello di cui è capace.
Bisogna anche pensare che il bambino, come del resto ogni
adulto, deve ricevere il riconoscimento di ciò
che fa dalle persone con cui ha un legame di affetto,
specialmente i genitori, e più tardi gli insegnanti.
Per favorire lo sviluppo della personalità del
bambino occorre permettergli libertà di scelta,
libertà d'azione. Le azioni del bambino saranno
determinate da ciò che egli ha già imparato
e perciò dall'esperienza e dall'esempio che gli
sono stati dati. Il comportamento deve essere pensato
come il risultato di un processo spontaneo che non si
può inculcare.
Il metodo Montessori è basato su questi principi,
è un sistema unico che ha dato risultati eccellenti
e questo libro di Terry Malloy è una utile ed efficace
introduzione alle sue finalità educative e alle
sue pratiche didattiche.
Renato Dulbecco, Settembre 1999 - La Jolla - California
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» Prodotto editoriale
di riferimento
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» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
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