» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e
intervento a scuola"
• Valutazione e diagnosi.
"Somministrare test ai bambini"
di Teresa G. Scalisi
I problemi della somministrazione di test ai bambini sono sia di natura pratica
che di carattere etico. Vedremo prima gli aspetti pratici e successivamente
i problemi etici.
Relativamente ai problemi pratici, i principali sono i seguenti.
Fare delle "prove" preliminari. Somministrare test
ai bambini è molto più difficile che farlo con gli adulti. Quando
si ha scarsa esperienza con un test è consigliabile fare delle
"prove generali" in cui coinvolgere come "soggetti
di prova" figli di amici o parenti disponibili a darci una
mano. Dovrà ovviamente essere spiegato ai genitori che lo scopo
della somministrazione è soltanto di consentirci di fare pratica
con il nuovo strumento e che non si terrà conto dei risultati.
Tali "prove generali" consentiranno di verificare la
propria capacità di fornire le istruzioni in modo chiaro, di presentare
gli stimoli del test nel modo adeguato e di registrare con accuratezza
le risposte, prima di passare alla somministrazione vera e propria.
Registrazione della prestazione. Molti test per bambini richiedono
allesaminatore non solo di codificare la risposta come giusta
o sbagliata, ma anche di trascriverla in caso di errore (es. le
prove di lettura) e, a volte, anche di registrare contemporaneamente
con un cronometro il tempo impiegato dal bambino nello svolgimento
del compito. In alcuni casi la frequenza con la quale un bambino
commette errori, e la creatività degli stessi, colgono lesaminatore
totalmente impreparato ed è facile che egli non riesca a prendere
nota in modo accurato della prestazione fornita. Una soluzione
può essere quella di utilizzare un registratore. Perché questo
non sia una fonte di ansia è consigliabile far ascoltare ogni
tanto al bambino la sua voce registrata, ciò costituirà un elemento
di divertimento.
Effetti di stanchezza e frustrazione. Gli effetti di stanchezza
nello svolgimento dei test da parte dei bambini sono nettamente
inferiori a quelli che può immaginare chi non ha mai provato questa
esperienza. In maniera veramente sorprendente, se il test è presentato
come un gioco, i bambini lo affrontano molto volentieri e non
si stancano neanche di fronte al compito più noioso. Fanno eccezione
quei bambini che presentano gravi difficoltà in certe attività,
come per esempio la lettura e la scrittura, per i quali compiti
di questo tipo risultano particolarmente frustranti. Come già
accennato, comunque, molti test per bambini prevedono dei criteri
di interruzione proprio per evitare eccessive frustrazioni a chi
non è in grado di terminare la prova. In ogni caso, seppure in
presenza di bambini senza problemi, quando i test da somministrare
sono molti (come nel caso di batterie di test) è preferibile suddividerli
in sessioni diverse della durata di 30-45 minuti al massimo.
Somministrazione collettiva. La somministrazione collettiva,
prevista per alcuni test, è particolarmente adatta alle classi
scolastiche ma presenta maggiormente il rischio che i bambini
si distraggano rispetto alla somministrazione individuale, pertanto
è consigliabile solo se si può lavorare con classi non molto ampie.
In caso contrario è preferibile una somministrazione a piccoli
gruppi in un ambiente tranquillo.
Problemi di "esclusione". Un fenomeno che sorprende
chi per la prima volta somministra dei test ai bambini in una
scuola è che se si vogliono esaminare soltanto alcuni bambini
di una classe e si chiamano per condurli individualmente in una
stanza adibita alluso del test, alla fine si è costretti
a chiamare tutti i bambini della classe. Il fatto di essere chiamati
fuori dallaula per fare dei "giochi" è un elemento
di novità al quale nessuno di loro vuole rinunciare. Il problema
può essere risolto prevedendo una breve attività da far svolgere
ai bambini che non si intende esaminare, in questo modo si ottiene
il duplice vantaggio di non far sentire escluso chi non viene
chiamato, ma anche di non far sentire "diverso" chi
viene selezionato per il test.
Effetti di "maturazione". Ammettiamo di voler effettuare
uno screening sulle abilità di lettura e scrittura di una intera
classe di prima elementare, per verificare se qualche bambino
è indietro rispetto ai compagni nel processo di apprendimento,
ed ammettiamo di avere a disposizione soltanto due ore alla settimana
per esaminare tutti i bambini della classe. Molto probabilmente
dallesame del primo bambino allesame dellultimo
trascorrerà un mese. I risultati ottenuti da questi due bambini
non saranno più confrontabili per lintervento di effetti
di maturazione, infatti il bambino esaminato per ultimo avrà maturato
di un mese il processo di apprendimento rispetto al primo e sarà
quindi più avanti. Quando si esaminano abilità che si trovano
in un periodo di veloce maturazione, bisogna prevedere somministrazioni
concentrate in un breve arco di tempo.
Relativamente ai problemi etici, i principali sono i seguenti.
Permesso dei genitori. I genitori del bambino da esaminare devono
essere messi al corrente degli scopi della somministrazione del
test (o dei test) e delluso che si farà dei suoi risultati.
La somministrazione non potrà avvenire senza il permesso dei genitori.
Se si somministrano test ai bambini di una scuola o in contesti
che prevedono un responsabile legale (es. centro ricreativo, centro
sportivo) occorre ottenere anche lautorizzazione del responsabile
legale, tuttavia in tal caso in genere è la scuola o il centro
ad occuparsi della richiesta di autorizzazione presso i genitori.
Trattamento dei dati personali. I dati anagrafici del bambino
o della sua famiglia di origine non possono essere divulgati o
pubblicati. In caso di pubblicazioni scientifiche si utilizzano
le iniziali oppure il nome e liniziale del cognome.
Comunicazione dei risultati del test. Questo è sicuramente uno
degli aspetti più delicati, perché un comportamento incauto da
parte di un esaminatore potrebbe avere conseguenze disastrose
sulla vita del bambino.
Nel caso in cui vi sia un committente che richiede uno screening dei bambini
di una classe o di una scuola (es. una ASL) si potrà fornire al
committente un resoconto sulla prestazione del campione complessivo
in termini di media e deviazione standard o mediante rappresentazioni
grafiche.
La richiesta potrebbe invece venire dalla scuola, per bambini di cui si sospetta
un possibile rischio di disagio o difficoltà di apprendimento.
In tal caso è importante che la comunicazione dei risultati dellindagine
sia finalizzata ad evidenziare le difficoltà incontrate dal bambino
ed a fornire suggerimenti e consigli sul tipo di attività scolastiche
che possano colmare le lacune che il bambino presenta. Bisogna
comunque e sempre evitare di lanciarsi in diagnosi azzardate che
potrebbero avere conseguenze negative in un ambiente che, come
la scuola, non ha la competenza per trattarle con la dovuta cautela.
In alcuni casi è possibile che lindagine condotta su un bambino porti lesaminatore
a sospettare la presenza di problemi per i quali non ha competenza
(es. disturbi di personalità, gravi carenze intellettive ecc.).
Se lesaminatore lavora in una struttura o in una equipe
ove siano presenti figure professionali specializzate (es. uno
psicologo con specializzazione in ambito clinico, un neurospicologo,
uno psichiatra ecc.) dovrà chiedere che il bambino venga esaminato
da uno o più dei suoi colleghi, in caso contrario dovrà segnalare
il caso al personale scolastico o ai genitori suggerendo una indagine
più approfondita presso una struttura adeguata.
>> Glossario
Per eventuali approfondimenti su quanto discusso in questo
articolo, consultare:
Ercolani A.P., Perugini M. (1997) La misura in psicologia.
Introduzione ai test psicologici. C.E.A. Casa Editrice Ambrosiana.
Milano.
Pedrabissi L., Santinello M. (1997) I test psicologici.
Il Mulino. Bologna.
Huteau M., Lautrey J. (2000) I test di intelligenza. Il
Mulino. Bologna.
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