» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e
intervento a scuola"
• Valutazione e diagnosi.
"Scegliere un test"
di Teresa G. Scalisi e Simone Bentrovato
I fattori che possono guidare nella scelta di un test sono molteplici, primo
fra tutti è il tipo di variabile psicologica che si vuole studiare.
A tale scopo i diversi manuali e cataloghi (e ormai anche la ricerca
in internet) possono orientare nella scelta del test adatto, riportando
sia una serie di indicazioni su dove trovare informazioni sui
test sia unaccurata rassegna sui diversi test disponibili
per lesame delle abilità cognitive di base, dei processi
metacognitivi e motivazionali e del profitto scolastico.
Largomento che si vuole affrontare in questa sezione riguarda però alcuni
problemi di carattere generale di cui si deve tenere conto nella
scelta di un test, che prescindono in parte dal tipo di abilità
o processo che si desidera esaminare.
Competenze e ruolo professionale dellesaminatore.
Le situazioni professionali in cui può essere richiesta la somministrazione di
test psicologici a bambini possono essere molteplici, tra queste
le più probabili sono la scuola e le ASL o altre strutture di
diagnosi e riabilitazione dedicate alletà evolutiva. La
prima regola di base da tenere presente è che non bisogna mai
somministrare test per i quali non si è competenti o che prescindono
dal ruolo professionale occupato allinterno della struttura
lavorativa. I test per la diagnosi clinica, ad esempio
(test proiettivi e di personalità, test neuropsicologici ecc.),
richiedono una preparazione specialistica ai fini dellinterpretazione
dei risultati e in molti casi anche dellattribuzione del
punteggio, quindi sono da evitare se non si possiede tale preparazione
o se il ruolo professionale svolto non la prevede.
Anche i test di intelligenza vanno utilizzati con molta cautela, infatti
il loro uso più frequente è ai fini della diagnosi di ritardo
mentale, che è di competenza di strutture specializzate. Possono,
invece, risultare molto utili in ambito scolastico per ottenere
una indicazione generale del livello intellettivo di un bambino
che presenti una difficoltà di apprendimento, allo scopo di determinare
se sia presente una "discrepanza" tra livello di apprendimento
scolastico effettivamente raggiunto dal bambino e livello di apprendimento
atteso in base alla sua, alla classe che frequenta e a quelle
che sono le sue capacita intellettive. In questi casi, tuttavia,
è preferibile che il test di intelligenza sia somministrato insieme
ad altri test che valutano abilità cognitive di base (attenzione,
percezione, memoria, linguaggio e ragionamento) allo scopo di
ottenere un "profilo" delle abilità cognitive, piuttosto
che un unico valore per definire quella che comunemente e
chiamata "intelligenza". Un unico valore per definire
un concetto cosi complesso e multiforme quale e il
concetto di intelligenza potrebbe facilmente condurre ad "etichette"
inutili o addirittura dannose, si pensi per es. a cosa puo
voler dire per il futuro di un bambino una diagnosi di deficit
cognitivo o addirittura di ritardo mentale.
I test di valutazione delle abilità scolastiche (test di profitto) sono
in genere destinati alluso da parte di insegnanti ed operatori
scolastici e non richiedono competenze specialistiche, mentre
gli strumenti di valutazione dei processi metacognitivi e motivazionali,
dellautostima e dellansia richiedono una competenza
psicologica a livello universitario.
Caratteristiche di un buon test.
Spesso la scelta da operare è tra due o più test che misurano la stessa competenza.
Come decidere qual è il migliore? Le informazioni sul test sono
contenute nel suo manuale duso, bisogna quindi imparare
a "leggere" le informazioni contenute nei manuali dei
test, e verificare che siano presenti le seguenti condizioni.
1. Le istruzioni per la somministrazione devono essere chiare e dettagliate.
2. Le procedure di codifica delle risposte e di attribuzione del punteggio devono
essere descritte in modo accurato ed esauriente.
3. Deve essere riportata una descrizione il più possibile accurata delle caratteristiche
del Campione Normativo (numerosità, età, composizione per genere,
residenza, livello socioeconomico, ecc).
4. Il Campione Normativo su cui il test è stato tarato deve essere sufficientemente
ampio.
5. Se possibile, dovrebbero essere fornite Norme diverse per soggetti che si
differenziano per caratteristiche che potrebbero influenzare la
prestazione (es. età, classe scolastica frequentata, livello socioeconomico
ecc.).
6. Devono essere riportati gli indici di Attendibilità (vedi Glossario
all fine dellarticolo) del test. Tra questi indici vi sono
misure di correlazione tra forme parallele dello stesso test (metodo
delle forme parallele) o tra le due metà di un test (metodo
dello split-half) o tra i risultati della somministrazione
dello stesso test in due momenti diversi (attendibilità test-retest).
Tutti questi diversi indici servono ad indicare se e quanto due
o piu misurazioni di una stessa variabile o abilita
psicologica effettuate in momenti e da persone diverse siano concordi
nella misurazione. Tanto piu gli indici vanno nella medesima
direzione, ovvero misurano sempre la stessa variabile con la stessa
intensita -correlano- tanto piu il test e attendibile.
7. Devono essere riportati i risultati relativi alle procedure di Validazione
del test (Validità). Per esempio indici di correlazione con altri
test che misurano la stessa abilità, oppure indicatori della capacità
del test di prevedere un certo comportamento oppure di discriminare
tra soggetti che possiedono in misura maggiore o minore la caratteristica
misurata. A differenza dellAttendibilità, non vi sono "indici"
dello stesso tipo per misurare la validità di un test, per cui
non è possibile fornire indicazioni altrettanto dettagliate sulla
"bontà" di un test in termini di Validità. Comunque
un test che sia stato sottoposto a procedure di validazione fornisce
sicuramente maggiori garanzie di un test sulla cui validità non
vi siano informazioni disponibili.
>> Glossario
Per eventuali approfondimenti su quanto discusso in questo
articolo, consultare:
Ercolani A.P., Perugini M. (1997) La misura in psicologia.
Introduzione ai test psicologici. C.E.A. Casa Editrice Ambrosiana.
Milano.
Pedrabissi L., Santinello M. (1997) I test psicologici.
Il Mulino. Bologna.
Huteau M., Lautrey J. (2000) I test di intelligenza. Il
Mulino. Bologna.
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"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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