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  » D.I.S. - Diagnosi e intervento a scuola ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e intervento a scuola"

Esperienze

"Analisi di un caso di discalculia evolutiva"

A cura di A. D’Amico* e M. Guarnera**
*Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Palermo;
**Dipartimento dei Processi Formativi, Università degli Studi di Catania.

Il caso di Simona.
Simona ha 9 anni e frequenta la quarta elementare; è stata segnalata dalle insegnanti della propria classe per difficoltà nel calcolo aritmetico.
Per esaminare in modo oggettivo le abilità di calcolo della bambina, sono state utilizzate alcune delle prove del test ABCA di Lucangeli, Fiore e Tressoldi (1998); in particolare, le sono state somministrate le prove di calcolo a mente, calcolo scritto, denominazione di simboli, inserimento dei simboli “>”,”<”, “=”, ordinamento di numeri dal più grande al più piccolo e dal più piccolo al più grande, dettato di numeri, tabellina del 7 in avanti e tabellina del 4 all’indietro, recupero combinazioni e fatti numerici.
Sono state inoltre valutate le abilità di lettura della bambina mediante la somministrazione di una prova di lettura di non-parole (Sartori, Job e Tressoldi, 1995) ed una prova di comprensione di un brano della batteria MT (Cornoldi e Colpo, 1981).
I risultati ottenuti hanno indotto ad escludere totalmente un deficit dell’abilità di lettura, ma hanno evidenziato una compromissione importante, e quindi selettiva, delle abilità di calcolo. Un’interpretazione delle difficoltà di Simona alla luce del modello neuropsicologico del calcolo (McCloskey, Caramazza e Basili, 1985), conduce alle seguenti conclusioni:
I processi relativi al sistema del calcolo risultano particolarmente compromessi e ciò si evince attraverso diversi indici: nelle prove che esaminano i fatti aritmetici, la bambina, nell’unità di tempo disponibile, esegue un numero insufficiente di operazioni rispetto al criterio. Le operazioni svolte sono tuttavia corrette; ciò indica come, anche nel completamento di una tabellina, la bambina non si serva di un semplice recupero dell’informazione dalla memoria a lungo termine ma piuttosto di un vero e proprio processo di calcolo. Nelle operazioni di calcolo scritto, riesce ad eseguire correttamente solo le addizioni e parte delle moltiplicazioni. Problematica è l’abilità di risoluzione di sottrazioni, poiché Simona non riesce a gestire le procedure di prestito; del tutto deficitaria, infine, è l’esecuzione delle divisioni, a causa di errori procedurali di vario tipo (prestito, incolonnamento del resto, selezione delle cifre da dividere per prime ecc.). Nell’esecuzione dei calcoli a mente, la bambina riesce a risolvere solo due addizioni e una sottrazione ad una cifra. Infine, Simona mostra delle difficoltà nell’identificazione e denominazione dei simboli aritmetici “>” e “<”.
I processi relativi al sistema dei numeri sembrano viceversa preservati; Simona è in grado di eseguire un dettato di numeri (pur organizzando in maniera anomala lo spazio del foglio: scrive tutti i numeri allineati, privi di spaziatura tra un numero e l’altro); è capace di ordinare cifre, dalla più grande alla più piccola (unica prova superata, secondo il criterio normativo) e dalla più piccola alla più grande (ciò sebbene, come si è detto prima, la bambina non conosca il significato dei simboli “>” e “<”).


Ipotesi di Trattamento

A cura di A. D’Amico* e A. Di Pietra**
*Dipartimento di Psicologia, Università degli Studi di Palermo;
**Dott.ssa in Scienze della Formazione Primaria, abilitata all’insegnamento di sostegno.

Alla luce dell’analisi effettuata si ritiene che, benché tutte le abilità coinvolte nel calcolo vadano potenziate attraverso l’esercizio, un trattamento più specifico dovrebbe mirare, nel più breve tempo possibile, al conseguimento dei seguenti obiettivi:
- potenziare la capacità di organizzare le informazioni numeriche nello spazio del foglio (disposizione dei numeri nel dettato, incolonnamento);
- acquisire il significato dei simboli “>” e “<” ed utilizzarli correttamente;
- rendere più immediato l’accesso ai fatti numerici, che la bambina non ha acquisito come conoscenze immagazzinate nella memoria a lungo termine;
- consolidare l’acquisizione delle procedure di risoluzione - i cosiddetti algoritmi - della moltiplicazione e della sottrazione, prestando attenzione ai meccanismi del “prestito” e del “riporto”.
Si ritiene viceversa che l’intervento finalizzato all’apprendimento della divisione dovrà essere rimandato ad un momento successivo, quando gli algoritmi delle altre operazioni, che si configurano come basilari per l’esecuzione della divisione, saranno consolidati.

Per favorire il conseguimento di ogni obiettivo sono state individuate delle specifiche attività che potrebbero essere proposte alla bambina, che saranno di seguito descritte.

Obiettivo 1. Organizzare in modo funzionale le informazioni numeriche nello spazio del foglio.
Attività. Spunti interessanti per attività di questo tipo possono essere ritrovati nel testo Abilità visuospaziali, di Cornoldi, Friso, Giordano, Molin, Poli, Rigoni, Tressoldi, (1997), ed in particolare gli esercizi “incolonna con la tabella”, finalizzato a far apprendere la corretta procedura di incolonnamento collocando le unità sotto le unità, le decine sotto le decine, e così via, e inserendo aiuti grafici di vario tipo (ad es. uso di colori differenti per le unità, per le decine, ecc.) o l’esercizio “caccia all’errore”, finalizzato all’individuazione di errori di incolonnamento.

Obiettivo 2. Definire il significato dei simboli “>” (maggiore) e “<”(minore) e utilizzarli in modo appropriato.
Attività. Si spiegherà alla bambina che, così come è possibile esprimere oralmente che un numero è più grande o più piccolo di un altro, è possibile farlo anche per iscritto, utilizzando dei simboli matematici appositamente creati per questo scopo: “>” (maggiore) e “<” (minore). Si proporrà un esempio di confronto tra due numeri scelti a caso, che potrebbero essere 8 e 5, chiarendo che, per ricordare l’ordine ed esprimere per iscritto quale dei due sia maggiore dell’altro, si potrà utilizzare uno dei simboli prima proposti, ponendo la punta della freccia rivolta verso il numero più piccolo e la parte larga del simbolo in corrispondenza del numero più grande:

8 > 5
(si legge “otto maggiore di cinque”)

Può anche essere utile, come suggeriscono Cornoldi et al. (1997), invitare l’alunna a trovare un proprio sistema per ricordare il significato dei segni > e <, per esempio pensando che “>” mangia (quindi prima del simbolo va posto il numero più grande) e “<” è mangiato (prima va posto il numero più piccolo). Dopo questo momento iniziale si faranno degli esempi insieme, che saranno seguiti da attività da svolgere individualmente, come ad esempio inserire il simbolo corretto tra due quantità o correggere errori nell’inserimento di simboli.

Obiettivo 3. Accedere in modo più rapido e automatico ai fatti aritmetici.
Attività. Si proporrà periodicamente alla bambina di costruire la tabella della moltiplicazione (comprendente tutti i numeri da 0 a 10), e di imparare a leggerla nella risoluzione di semplici calcoli.
Questo esercizio sarà utile per ripassare i fatti aritmetici e, inoltre, favorirà la creazione di associazioni tra le coppie dei numeri e il loro prodotto. Durante le varie ricostruzioni si cercherà di indirizzare l’attenzione di Simona su alcune proprietà e caratteristiche della moltiplicazione, che le consentano di ridurre la quantità di informazioni da memorizzare. Di volta in volta, dunque, si farà notare che qualsiasi numero moltiplicato per 0 da come prodotto 0 (zero è l’elemento “assorbente” della moltiplicazione); che qualsiasi numero moltiplicato per 1 rimane invariato (1 è l’elemento “neutro” della moltiplicazione) e infine che, per esempio, il prodotto di 5 x 6 è uguale al prodotto di 6 x 5 (proprietà commutativa: cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia).
Nel caso di quei fatti aritmetici più difficili da memorizzare, si potrà ricorrere all’apprendimento di filastrocche e rime, o si potrà proporre alla bambina stessa di inventare delle rime nuove, meglio se originali e spiritose, che aiutino a associare il prodotto corretto alla moltiplicazione corrispondente.

Obiettivo 4. Consolidare l’acquisizione degli algoritmi della moltiplicazione e della sottrazione, con particolare riferimento al significato e all’uso del riporto e del prestito.

Attività

a) Moltiplicazione. c Per favorire una migliore comprensione di quest’operazione, si proporrà all’alunna di utilizzare la strategia risolutiva dei prodotti parziali (McCoy & Prehm, 1987) di seguito illustrata.
Consideriamo, ad esempio, il prodotto 492 x 7 =.
Il primo passaggio da effettuare è la scomposizione del moltiplicando, quindi 492 diventerà 400 + 90 + 2; successivamente ciascuno dei numeri in cui è stato scomposto 492 dovrà essere moltiplicato per 7:

400 x 7 = 2.800 90 x 7 = 630 2 x 7 = 14

Sommando i prodotti parziali si otterrà il risultato della moltiplicazione:

2.800 + 630 + 14 = 3.444

In modo analogo si procederà per la moltiplicazione a due cifre, con la differenza che, in questo caso, anche il secondo fattore dovrà essere scomposto. Es.:

23 x 12=


23 «20 + 3 .............12 « 10 + 2

calcolo dei prodotti parziali:
2 x 3 = 6 2 x 20 = 40 10 x 3 = 30 10 x 20 = 200

somma:
6 + 40 + 30 + 200 = 276

L’utilizzo di questa strategia per l’intervento andrà articolato in due fasi, con finalità diverse. In una prima fase l’acquisizione della tecnica dei prodotti parziali potrà aiutare la bambina da una parte a riflettere sul valore delle cifre del numero, dall’altra a comprendere meglio l’algoritmo tradizionale della moltiplicazione. Se consideriamo, ad esempio, la prima moltiplicazione proposta, Simona potrà comprendere che il 492 è composto da 4 centinaia, 9 decine e 2 unità e, successivamente, che il 7 prima viene moltiplicato per 2 unità, poi per 9 decine (e al risultato va aggiunta una decina di riporto) e infine per 4 centinaia (con riporto di 6 centinaia).
In un secondo momento la stessa strategia potrà essere utilizzata per verificare la correttezza del risultato ottenuto applicando l’algoritmo tradizionale; questo consentirà alla bambina di rendersi conto dei propri errori da sola e di autocorreggersi.

b) Sottrazione « Anche per la sottrazione si ritiene opportuno proporre una strategia alternativa (adattata da McCoy & Prehm, 1987), che consenta di mettere per iscritto i prestiti, riducendo il carico cognitivo della bambina e, quindi, limitando la capacità di commettere errori.
Consideriamo la seguente sottrazione: 3247-1756
Per renderle i calcoli più semplici, si suggerisce di procedere nella maniera che segue. Si pongano in colonna il minuendo e il sottraendo, lasciando tra i due numeri un rigo:

           
 
3
2
4
7

-


           
 
1
7
5
6
=
 
           


Si confronti l’unità del minuendo con l’unità del sottraendo e si verifichi se sia necessario il prestito; dopo aver rilevato che in questo caso non è necessario, si riscriva nel rigo bianco l’unità del minuendo con un colore (es.: rosso) e si esegua la sottrazione:

           
 
3
2
4
7
-
       
7
 
 
1
7
5
6
=
 
       
1
 



Si prosegua in modo analogo per le decine, confrontando il valore delle decine del minuendo (4) col valore delle decine del sottraendo (5). In questo caso si rende necessario il prestito, quindi si scriva con un altro colore (verde) il numero 14 sotto al valore delle decine del minuendo e poi si esegua la sottrazione:

           
 
3
2
4
7
-
     
1
4
7
 
 
1
7
5
6
=
 
     
9
1
 



A questo punto sarà chiaro che il 2 ha prestato un centinaio al 4 e, quindi, la bambina non avrà difficoltà a ricordare che è rimasto 1; si confronterà tale cifra con il 7, si effettuerà il prestito dal 3 e si scriverà 11 con un nuovo colore (blu) nella riga centrale, in corrispondenza delle centinaia:

           
 
3
2
4
7
-
   
1
1
1
4
7
 
 
1
7
5
6
=
 
   
4
9
1
 


Al 3, rimasto 2, sarà sottratto l’1 del sottraendo, pervenendo, così, al risultato dell’operazione:

           
 
3
2
4
7
-
 
2
1
1
1
4
7
 
 
1
7
5
6
=
 
 
4
4
9
1
 

 

Tutte le attività proposte potranno essere integrate da altre esperienze didattiche, che consentano alla bambina di sviluppare le medesime abilità.
Ad esempio, esistono in commercio diversi software didattici, che propongono programmi mirati per il recupero di specifiche difficoltà in ambito aritmetico e matematico (D’Amico, 2002, per una rassegna). Nel caso di Simona, potrebbero essere d’ausilio al trattamento carta-matita i programmi “Torri” (S.E.I.), in cui si richiede di porre i segni >, < e = tra due numeri; “In colonna” (Studio ACCA) e “Operazioni”(S.E.I.), che consentono di esercitarsi nella risoluzione delle quattro operazioni; “Tabelline” (Sanna & C.), che richiede di individuare il numero mancante nella matrice delle tabelline all’incrocio di una riga con una colonna, e “Tabelline che passione!” (Erickson), in cui si propone l’apprendimento di alcune filastrocche per memorizzare le tabelline.
L’intervento ipotizzato potrà essere realizzato nell’arco di un anno scolastico; al termine di questo periodo si dovrà condurre una verifica (follow up), per rilevare gli eventuali progressi e, sulla base di questi, riformulare un intervento appropriato.


Riferimenti Bibliografici
Cornoldi C., Friso G., Giordano L., Molin A., Poli S., Rigoni F., Tressoldi P.E. (1997), Abilità visuo-spaziali, Erickson, Trento.
Cornoldi, C. e Colpo, G. (1981). La verifica dell'apprendimento della lettura. O.S, Firenze.
D’Amico A. (2002), Lettura, scrittura, calcolo. Processi cognitivi e disturbi dell’apprendimento, Edizioni Carlo Amore, Roma.
Lucangeli D., Fiore C., Tressoldi P.E. (1998), ABCA. Test delle abilità di calcolo aritmetico, Erickson, Trento.
McCloskey M., Caramazza A., Basili A. (1995), Cognitive mechanisms in number processing and calculation: evidence from dyscalculia, Brain Cognition, 4, 171-196.
McCoy E.M., Prehm H.J. (1987), Teaching mainstreamed students. Methods and techniques, Love Publishing Company, Denver.
Sartori G., Job R., Tressoldi P. M. (1995), Batteria per la valutazione della dislessia e della disortografia evolutiva, O.S., Firenze.

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"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


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- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

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