» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e
intervento a scuola"
• Esperienze
"La lettura rumorosa": usare Power Point per
aiutare i bambini con difficoltà di apprendimento della
lettura"
di Paolo Stievano e Laura Totonelli
Azienda Sanitaria Locale Roma C distretto XII Unità operativa
di Neuropsichiatria Infantile
La "Lettura rumorosa" è una tecnica riabilitativa per le difficoltà
di apprendimento della lingua scritta che noi abbiamo ideato e
sperimentato in un servizio di neuropsichiatria dell’età
evolutiva. E' stata attuata tramite un computer ed un software
di uso comune, Power Point, destinato ad altri scopi: il programma
è stato adattato per agire in maniera selettiva su alcuni
processi specifici della lettura, ottenendo, come risultato, la
creazione di uno strumento economico, flessibile e divertente
per i bambini.
L’efficacia di programmi al computer costruiti per facilitare l’apprendimento
nei bambini è ampiamente documentata e sperimentata specialmente
per ciò che riguarda l’attenzione e la motivazione
ad apprendere e per l’automatizzazione di alcuni processi.
Molti programmi, tuttavia, presentano alcuni svantaggi che possono
influire sull’insegnamento diminuendo le potenzialità
dell’uso delle tecnologie informatiche nella didattica e
nella riabilitazione; altri presentano scarsa flessibilità
e non ne consentono una fruizione attiva che tenga conto delle
difficoltà specifiche dei bambini, del momento evolutivo
della singola competenza e del contesto in cui il bambino impara.
Inoltre spesso hanno un numero di stimoli limitato. Un ultimo
svantaggio, non meno trascurabile, è rappresentato dal
loro costo non sempre accessibile.
In cosa consiste il nostro metodo
Il programma Power Point viene utilizzato per presentare ai bambini stimoli visivi
contenenti sillabe, parole o frasi, contemporaneamente a questi
stessi stimoli visivi il programma produce suoni, contenuti nel
repertorio disponibile con il software e facilmente attivabili
oppure vi si possono inserire come delle registrazioni audio.
La velocità di presentazione degli stimoli viene regolata
ed adattata all’età ed al livello di apprendimento.
Si costruiscono una serie di esercizi da proporre al bambino per
costituire un training selettivo di alcuni aspetti della lettura
allo scopo di indurre un miglioramento di tale abilità.
La progressività nella difficolta’ degli esercizi
proposti attraverso Power Point può essere configurata
sia rispetto alla capacità emergente nella lettura che
all’età o alla classe. Il programma consente di stabilire
i tempi di presentazione delle diapositive in cui sono presenti
stimoli linguistici, sillabe o parole, da decodificare e leggere;
inoltre associando suoni alle diapositive l’attenzione viene
doppiamente stimolata e focalizzata sullo stimolo visivo globalmente
senza che lo stesso venga letto "pezzetto per pezzetto",
cioe’ usando la modalita’ fonologica. Il bambino che
effettua tali esercizi si concentra e si diverte, con i suoni
"strani" del computer, e legge più velocemente
in quanto utilizza meno una strategia fonologica sillabica e lenta,
per consolidarne una più evoluta ed efficace e cioe’
quella visiva e lessicale, che consente un accesso diretto alla
parola, cioe’ a dire una lettura della parola nella sua
globalita’, senza bisogno di spezzettarla nei suoi componenti
sillabici o fonetici.
Quali capacità del bambino vengono stimolate
Uno degli aspetti della lettura che, indubbiamente, trae maggior vantaggio dall’utilizzo
ripetuto e standardizzato di stimoli specifici è indubbiamente
quello relativo all’automatizzazione delle procedure di
decodifica.
Alcuni studiosi hanno riscontranto nella dislessia evolutiva dei deficit nei
processi di automatizzazione del processo di lettura. Nella lingua
italiana tale fenomeno appare molto chiaro, infatti, a causa di
un sistema ortografico regolare in cui ai singoli suoni corrispondono
in maniera univoca dei segni grafici, i bambini raggiungono l’automatizzazione
dei processi di decodifica in tempi molto rapidi.
Un processo automatizzato richiede minori risorse attentive, consentendo l’esecuzione
simultanea di altre attività e può, nel caso della
lettura, consentire una migliore comprensione di ciò che
si legge.
Dalla nostra esperienza di incontri di formazione degli insegnanti della scuola
elementare, emerge chiaramente una concordanza tra l’idea
dell’evoluzione nell’acquisizione della capacità
di leggere nei bambini e i principali modelli teorici evolutivi
che ne rappresentano e spiegano le modalità secondo cui
tale processo si svolge. Infatti gli insegnanti individuano un
momento in cui vi è una sorta di passaggio rapido da una
lettura lenta e sillabica ad una più fluida ("….
La maggior parte dei bambini parte verso aprile della prima elementare,
inizia a leggere più velocemente" e noi aggiungiamo
" ma alcuni bambini però non ottengono questo risultato")
Il modello più interessante che piu’ tiene conto di questa osservazione
empirica è quello che si riferisce al modello di lettura
adulto del doppio accesso (Sartori, 1984; Sartori e Job, 1983)
o dual-route model (Coltheart, 1978). Secondo tale modello il
buon lettore utilizza due strategie per leggere: la prima, lessicale,
è detta dell’accesso diretto (o della via visiva)
in quanto il soggetto richiama direttamente le parole nella loro
interezza da un magazzino mentale o repertorio lessicale interno,
la seconda, indiretta o fonologica avviene attraverso l’utilizzo
delle regole di conversione grafema-fonema, il soggetto legge
"pezzetto per pezzetto" e solo dopo questa operazione
riconosce le parole, quello che per esempio si verifica quando
si leggono parole nuove o straniere. Questo modello può
essere utile anche per comprendere l’evoluzione nell’acquisizione
della competenza della letto-scrittura e le eventuali atipie nello
sviluppo della capacita’ di lettura, per es. il rallentamento
della lettura a causa di un utilizzo prevalente della via fonologica.
Va tuttavia sottolineato che il modello si riferisce a lettori
adulti e quindi esperti e non mette molto bene in luce l’aspetto
evolutivo presente nei bambini che imparano a leggere.
Nella formulazione degli esercizi da proporre per velocizzare la lettura, si
è preso in considerazione il modello del doppio accesso
attraverso la seguente strategia: contemporaneamente agli stimoli
visivi, presentati secondo tempi di presentazioni stabiliti e
disposti in base al livello del soggetto, si presentava un suono.
Tutto ciò allo scopo di rinforzare l’attenzione visiva
per ridurre il ricorso a strategie prevalentemente fonologiche,
cioe’ per evitare che nella lettura il bambino "spezzetti"
le parole.
Per rinforzare il riconoscimento visivo implicito, alla fine della presentazione
degli stimoli, si è ritenuto opportuno presentare una lista
di stimoli simili a quelli presentati oltre a quelli da riconoscere
come visti precedentemente. Un compito così strutturato
faciliterebbe l’utilizzo della memoria implicita e sarebbe
un presupposto ad un migliore accesso lessicale.
Per stimolare ulteriormente l’attenzione visiva e favorire l’automatizzazione
abbiamo introdotto anche un compito di decisione lessicale: il
bambino deve decidere se la parola che legge è uguale a
quella che ascolta. Il programma consente di associare alle diapositive
suoni registrati, per cui il compito può essere così
strutturato: si presenta una parola scritta e contemporaneamente
alla stessa una registrata, il soggetto decide se la parola ascoltata
corrisponde alla parola letta.
Quali bambini possono trarne vantaggio
I soggetti per cui, a nostro avviso, risulta essere utile un training selettivo
sulla decodifica, controllando in maniera rigorosa le variabili
relative ai tempi di esposizione dello stimolo, la progressività
dell’esercizio e della lunghezza, la complessità
e la frequenza, sono quelli lenti ma corretti, che ancora non
hanno pienamente automatizzato la lettura ed hanno una prognosi
meno favorevole rispetto a coloro che leggono più velocemente
e con più errori.
La nostra esperienza è stata limitata ad un tipo specifico di utenti e
di compiti da prendere in considerazione: bambini con disturbo
specifico di apprendimento con deficit nella velocità di
lettura.
Ciò presuppone una valutazione iniziale rigorosa al fine selezionare dei
bambini con dei disturbi specifici per evitare di rinforzare componenti
automatiche in soggetti che tendono gia’ di per se a sottoutilizzare
competenze cognitive piu’ generali: per es. bambini con
deficit cognitivi potrebbero diventare bravi a leggere in maniera
automatica non effettuando un’integrazione con gli aspetti
cognitivi relativi ai significati e quindi alla comprensione del
testo. Questi bambini da un punto di vista clinico vengono definiti
iperlessici. Nel loro caso un utilizzo eccessivo di questa metodologia
potrebbe essere anche dannoso in quanto non permetterebbe una
fluida integrazione di ciò che leggono con ciò che
comprendono.
Che risultati abbiamo ottenuto
Nel corso dell’adattamento progressivo del programma Power Point agli scopi
prefissati sono emersi vantaggi non previsti inizialmente: oltre
all’economicità della soluzione, l’efficacia
ha avuto numerosi riscontri sia durante l’uso con i bambini
che nella possibilità di implementare negli esercizi possibilità
ricavate da modelli teorici e conoscenze specifiche provenienti
dalla letteratura più recente sull’argomento.
L’aspetto a nostro avviso più importante è stato osservare
come i bambini divertendosi automatizzavano sempre di più
la lettura. La verifica di tale affermazione si è riscontrata
non solo nella lettura di sillabe parole e frasi in sequenze di
diapositive con tempi di presentazione sempre più ridotti,
ma in un aumento della velocità di lettura di testi, senza
computer. Tra breve saranno disponibili i risultati di una sperimentazione
che si sta svolgendo presso il nostro servizio in cui un gruppo
di bambini con DSA vengono prima sottoposti ad un ciclo di riabilitazione
sugli aspetti relativi alla comprensione, e poi ad un training
intensivo e selettivo sulla velocità di lettura attuato
con Power Point. Prevediamo di individuare nel training selettivo
sull’attenzione visiva, un aumento della velocità
di lettura.
Come fare per utilizzarlo
L’insegnante che intende avvalersi di questo strumento dovrebbe dapprima
familiarizzare con il programma Power Point e poi pensare gli
stimoli da proporre al bambino secondo un criterio di progressività
e di aderenza al momento evolutivo nell’acquisizione della
lettura. E’ necessario disporre di un Personal computer
con il pacchetto Office in cui è contenuto il programma
Power Point ed eventualmente cuffie o casse ed un microfono per
registrare suoni o commenti. Si possono dapprima disporre gli
stimoli nella sequenza delle diapositive e poi associare i suoni
ad ogni singola diapositiva, e stabilire i tempi di presentazione.
Si possono introdurre nella diapositiva anche immagini o commenti
registrati che spiegano l’esercizio al bambino.
Conclusioni
Le potenzialità del programma collegate ad una rigorosa conoscenza degli
aspetti clinici e riabilitativi concretizzano un mutamento nell’approccio
ai disturbi di apprendimento, secondo modalità inedite
e rendono l’uso delle tecnologie informatiche più
efficaci attraverso una fruizione attiva da parte degli operatori.
Tutto ciò a nostro avviso potrebbe introdurre un utilizzo
più esteso dell’elaboratore a scuola e in riabilitazione,
aumentando la qualità degli interventi pedagogici e riabilitativi.
La flessibilità nell’utilizzo, come conseguenza di
una maggiore familiarità da parte degli operatori con tutte
le caratteristiche del programma, consentirà, molto probabilmente,
spazi più ampi per la creatività nel proporre esercizi
ed un adattamento efficace alle caratteristiche dei destinatari
dell’intervento.
Siamo in attesa di riscontri da parte di altri operatori sotto
la forma di suggerimenti e collaborazioni ma anche richieste.
Dott. Paolo Stievano paolo.stievano@inwind.it
Dott.ssa Laura Totonelli lauto@katamail.com
Azienda Sanitaria Locale Roma C distretto XII
Area Tutela Salute Mentale Riabilitazione Età Evolutiva
Via di Valleranello, 51 - 00128 Roma
BIBLIOGRAFIA
- H. A.Solan, S. Larson, J. Shelley-Tremblay, A. Ficarra, M.
Silverman (2001) "Role of visual Attention in Cognitive Control
of Oculomotor Readiness in Students with Reading Disabilities"
JOURNAL OF LEARNING DISABIITIES VOLUME 34, NUMBER 2, pag. 107-118.
- Cornoldi C. (1991) I disturbi dell’apprendimento. Il
Mulino. Bologna.
- Ellis A.W. (1992) Lettura scrittura e dislessia: un approccio
cognitivo. Torino SEI.
- A cura di Giorgio Sabbadini (1998) Manuale di Neuropsicologia
dell’età evolutiva. Zanichelli Editore. Bologna.
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