» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e
intervento a scuola"
• Aspetti psicologici.
" Apprendere la lingua scritta: quali capacità sono necessarie?
"
di Daniela Pelagaggi
Labilità di lettura, considerata la base essenziale per il successo scolastico,
diversamente da quanto si potrebbe pensare, non è completamente
determinata dalletà e dal Quoziente Intellettivo: bambini
di intelligenza normale o superiore alla norma, provenienti da
un ambiente educativo ricco di sollecitazioni atte a promuovere
uno sviluppo ottimale, spesso mostrano difficoltà di apprendimento,
poiché questultimo dipende da una serie di sotto-abilità
che rappresentano i diversi fattori di un insieme complesso. Stiamo
parlando di prerequisiti o processi parziali (Cornoldi,
Miato, Molin, Poli, 1985) che costituiscono quelle peculiari abilità
necessarie al conseguimento della cosiddetta reading readiness
intesa come disposizione/attitudine ad apprendere a leggere e
scrivere. Il concetto di reading readiness come idoneità
allapprendimento della lettura era legato in origine ad
unottica maturazionista e globalista, che vedeva lapprendimento
come frutto di un processo naturale di crescita, fisica e psichica,
e rivolgeva lattenzione ai processi correlati allo sviluppo
cognitivo generale anziché alle sotto-abilità specificamente
legate alla lettura. Lipotesi maturazionista è stata abbandonata
in quanto la lettura costituisce unattività culturalmente
determinata; viene invece mantenuto il concetto di reading
readiness inteso però come idoneità prodotta da unistruzione
appropriata, concetto che comunque non spiega quali fattori impediscono
ad alcuni bambini di apprendere a leggere o, al contrario, permettono
ad altri unacquisizione facilitata. In realtà le abilità
definite di base come la percezione, il linguaggio, lattenzione,
la memoria sono fattori che entrano in gioco in ogni apprendimento
complesso ed è sufficiente che uno di essi operi in modo inadeguato
perché lapprendimento ne risulti compromesso. Ci riferiamo
ad abilità che il bambino deve poter utilizzare in maniera efficiente,
indirizzando così le sue risorse cognitive allintegrazione
degli "elementi chiave" (le sotto-abilità specifiche)
che gli permettono di conoscere e padroneggiare un determinato
segmento di apprendimento.
Allo stato attuale la ricerca sulle difficoltà di apprendimento di lettura e
scrittura, sebbene molto ampia, non ha ancora fornito risultati
tali da consentire la formulazione di un modello teorico che spieghi
chiaramente le relazioni tra lettura, scrittura ed altre abilità
cognitive (elaborazione fonologica, memoria a breve termine, vocabolario,
diverse componenti del linguaggio) e che fornisca quindi indicazioni
sui deficit da considerare come fattori di rischio per un successivo
disturbo di apprendimento. Tuttavia, numerosi Autori condividono
lidea che affinché il bambino sviluppi una sufficiente conoscenza
dello strumento di lettura è necessario che acquisisca prioritariamente
quelle abilità che abbiamo designato processi parziali
o prerequisiti. Ci riferiamo:
- alla consapevolezza fonologica, valutata come un buon predittore dellabilità
di lettura: linterpretazione convenzionale del testo richiede
al bambino la cosiddetta sensibilità fonologica o metalinguistica,
che si esplica nella comprensione delle regole di rappresentazione
del sistema alfabetico, nella capacità di utilizzare indizi ortografici
e fonologici, nella memorizzazione di combinazioni di lettere,
nella consapevolezza della corrispondenza biunivoca suono-segno
(Zucchermaglio, 1985).
- alla memoria a breve termine definita come spazio di lavoro dinamico
(memoria di lavoro ovvero working memory), allinterno
del quale hanno luogo processi di elaborazione oltre che di mantenimento
dellinformazione. Il modello della working memory
prevede tre componenti: un esecutivo centrale, con funzione
attiva di supervisione e coordinamento, e due sistemi sussidiari
noti come circuito fonologico-articolatorio e taccuino
visuo-spaziale, rispettivamente deputati al mantenimento delle
informazioni fonologico-verbali e visuo-spaziali. L'ipotesi generalmente
condivisa è che mentre il circuito fonologico-articolatorio è
importante per la ritenzione degli aspetti fonologici e superficiali
del testo scritto, l'esecutivo centrale è implicato nei compiti
che richiedono, in lettura, la comprensione del significato di
una frase o di un testo, ed in scrittura la composizione di testi.
- alla memoria fonologica a breve termine, considerata insieme alla consapevolezza
fonologica, tra i più efficaci predittori delle difficoltà
di lettura: si compone di due elementi, il magazzino fonologico,
deposito a breve termine del contenuto fonologico dell'informazione,
ed il processo di ripasso articolatorio o rehearsal,
che garantisce il mantenimento dellinformazione nel magazzino
fonologico.
- alla memoria semantica che sembra essere fortemente correlata alla lettura
in particolare per quanto riguarda i processi di comprensione;
inoltre è stato dimostrato che lampiezza del lessico influenza
la memoria fonologica a breve termine.
- alla velocità di produzione verbale come abilità collegata ad aspetti
linguistici della memoria a lungo termine; può essere misurata
chiedendo al bambino di dire, in un tempo prefissato, tutte le
parole che iniziano o finiscono con una certa sillaba o un certo
fonema: si è riscontrata una peggiore capacità di richiamo delle
parole da parte dei cattivi lettori.
La relazione tra memoria a breve termine visuospaziale e apprendimento
della lingua scritta è stata scarsamente studiata, almeno negli
ultimi anni. Recentemente è stato affrontato il problema in base
alla considerazione che la lettura inizia proprio con processi
di tipo visivo: si sottolinea il fatto che nella lettura i processi
uditivi-fonologici e visivi-ortografici interagiscono a diversi
livelli, tanto che i principali modelli di sviluppo della lettura
prevedono lintervento di fattori visivi ai diversi stadi
del processo di apprendimento. In teoria ci si dovrebbe aspettare
che le difficoltà di apprendimento di lettura e scrittura siano
legate anche a problemi nellelaborazione visiva di materiale
stampato.
Si deduce perciò che laccesso al linguaggio scritto non è per il bambino
una conquista autonoma come il camminare, ma presuppone un insegnamento
specifico che tenga conto della molteplicità delle componenti
chiamate in causa dal processo di alfabetizzazione scolastica:
la discussione pedagogica esula pertanto dal dilemma metodo globale-metodo
fonico, poiché lapprendere a leggere e scrivere non è un
problema percettivo che si possa risolvere dando la preferenza
agli aspetti visivi (come fa un metodo di tipo globale) o agli
aspetti uditivi (come fa un metodo fonico).
Si deve pensare labilità di leggere e scrivere non come un processo di
apprendimento automatico ma come uno sviluppo organizzato, guidato
dalle abilità cognitive generali e specifiche "padroneggiate"
dal bambino in una determinata fase di sviluppo, e diretto allassimilazione
dei principi del sistema convenzionale. Un agire attivo
sugli oggetti del mondo circostante che non cerca risposte precostituite
ma piuttosto raccoglie informazioni dallambiente attraverso
lelaborazione di regole, elaborazione che permette al bambino
la costruzione delle proprie categorie di pensiero.
BIBLIOGRAFIA
Cornoldi C. (1991) I disturbi dellapprendimento. Aspetti
psicologici e neuropsicologica, Bologna: Il Mulino.
Cornoldi C., Miato L., Molin A., Poli S. (1985) La prevenzione
e il trattamento delle difficoltà di lettura e scrittura, Firenze:
O.S.
Zucchermaglio M. (1985) Il cammino del bambino verso lappropriazione
della lingua scritta, Età Evolutiva, 21, 95-104.
» Indice generale di "Aspetti psicologici
"
» Indice generale di "D.I.S. -
Diagnosi e intervento a scuola"
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