» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e
intervento a scuola"
• Aspetti psicologici.
Il modello a due vie per la lettura
di Teresa G. Scalisi e Simone Bentrovato.
Facoltà di Psicologia, Università di Roma "La Sapienza".
Il modello a due vie per la lettura, detto anche modello a doppio
accesso, deriva sia dalla ricerca sui processi normali di lettura
che dall'esame clinico di casi singoli di dislessia (v. Sartori,
1984). E' stato proposto per la prima volta da Coltheart (Coltheart
1978) ed è stato successivamente confermato ed ulteriormente specificato
da un gran numero di ricerche condotte da autori diversi, tanto
da essere oggi chiamato "modello standard" indicando
con questo termine che si tratta del modello teorico di spiegazione
della lettura su cui esiste un generale accordo tra i ricercatori
che si occupano dell'argomento e, inoltre, che non può essere
attribuito ad un autore in particolare. Il modello è rappresentato
graficamente in Figura 1. I rettangoli rappresentano le tappe
delle diverse elaborazioni cui viene sottoposto lo stimolo visivo
in entrata, mentre le frecce indicano la direzione del flusso
di informazioni; il Sistema Semantico, rappresentato in un ovale,
è un magazzino di memoria a lungo termine, di cui parleremo diffusamente
più avanti. Prima di procedere ad una descrizione più dettagliata
del modello, è infatti necessario accennare brevemente alla sua
storia, al fine di chiarire alcuni concetti di base necessari
per la sua comprensione..
Quando una persona legge il suo scopo
è innanzitutto quello di comprendere, cioè di tradurre in rappresentazioni
con significato i diversi segni e simboli stampati sulla pagina.
Perchè questa traduzione sia possibile il lettore deve essere
in grado di utilizzare i dati sensoriali provenienti dai caratteri
di stampa per recuperare dalla sua memoria le informazioni corrispondenti.
Una delle domande che ci si è posti
rispetto al processo di lettura è, quindi, la seguente: qual è
il processo che consente ad un lettore di recuperare dalla sua
memoria il significato di una parola a partire dalla rappresentazione
grafica di quella stessa parola? In genere viene assunto che esista
un magazzino di memoria detto "sistema semantico" in
cui ad ogni parola nota corrisponde una diversa "voce"
o "entrata lessicale" che, come in un dizionario, ci
consente di accedere al significato della parola. Il processo
per cui data una parola scritta si recupera dalla memoria il suo
significato viene denominato accesso al significato, tuttavia
poichè una volta che si ha accesso al sistema semantico anche
le altre informazioni sulla parola risultano disponibili (pronuncia,
ortografia, classe grammaticale ecc.), il processo viene chiamato
con il termine più generale accesso lessicale (Coltheart,
1978)..
L'accesso lessicale è un processo
complesso che implica stadi diversi di elaborazione, in esso è
possibile identificare tre fasi principali: a) una fase di "codifica"
in cui, a partire dalla parola scritta, viene generato il codice
di accesso al sistema semantico, b) una fase che potremmo chiamare
di "identificazione" in cui viene individuata tra le
varie opzioni, o entrate lessicali, quella che coincide con il
codice della parola letta, e c) una fase di "recupero",
o "attivazione", del significato della parola. Nei primi
modelli teorici formulati allo scopo di spiegare il processo di
lettura (es. Rubenstein, Lewis & Rubenstein, 1971) era stato
ipotizzato che questo avvenisse in maniera rigidamente sequenziale,
cioe queste tre fasi si succedevano in un ordine prestabilito,
una fase per volta: nella fase di codifica i simboli grafici venivano
convertiti in suono, questo era poi confrontato con ognuno dei
suoni delle parole immagazzinate in memoria; quando veniva identificato
nel sistema semantico un suono uguale a quello della parola stimolo,
la ricerca terminava e le diverse informazioni in memoria relative
a quella parola divenivano disponibili. Il processo di accesso
lessicale era quindi immaginato in modo abbastanza simile a quello
della ricerca di una parola su un dizionario, con la differenza
che le singole "voci" del dizionario erano costituite
dai suoni delle parole invece che dai loro corrispondenti ortografici..
L'ipotesi che il codice di accesso
al sistema semantico sia costituito dal suono delle parole è chiamata
ipotesi della "codifica fonologica" o "mediazione
fonologica" ed è basata sia su argomentazioni logiche sia
su evidenze sperimentali. Da una parte, dato che la lettura è
una abilità che viene acquisita successivamente al raggiungimento
di una certa competenza linguistica, appariva logico supporre
che fosse mediata da una qualche forma di "linguaggio parlato
interno"; dall'altra Rubenstein & coll. (1971) avevano
evidenziato che chiedendo ad un lettore abile adulto (di lingua
inglese) di indicare se una stringa di lettere era o no una parola
reale (compito di decisione lessicale) il tempo di decisione era
più lungo se veniva presentata una stringa di lettere senza significato
che avesse lo stesso suono di una parola reale. Ad esempio la
non-parola BRANE in inglese ha lo stesso suono della parola BRAIN,
tuttavia ci vuole piu tempo a leggere BRANE che BRAIN, questo
fenomeno e chiamato effetto omofonia. Questo effetto è stato
considerato una prova del fatto che il codice di accesso al lessico
è di tipo fonologico: la confusione tra BRANE e BRAIN evidenziata
dal maggior tempo impiegato per emettere la risposta, può essere
spiegata solo se la ricerca lessicale avviene su base fonologica
in quanto i due stimoli sono diversi dal punto di vista ortografico..
Ricerche successive condotte da autori
diversi hanno però messo in discussione i modelli "a ricodificazione
fonologica" evidenziando che non sempre l'accesso al sistema
semantico è mediato fonologicamente e che per particolari stimoli
e particolari soggetti questo può avvenire direttamente sulla
base delle caratteristiche ortografiche degli stimoli (accesso
diretto). Innanzitutto si è visto che l'effetto omofonia, su cui
principalmente questo tipo di modello si basa, non era sempre
evidenziabile e inoltre, quando l'effetto omofonia risultava significativo
anche tra due parole vere e proprie, esso riguardava solo parole
a bassa frequenza d'uso, cioè parole poco familiari (Davelaar,
Coltheart, Besner & Jonasson, 1978). Questo risultato suggerisce
che l'accesso lessicale delle parole molto note, al contrario
di quelle a bassa frequenza, non necessita di una ricodifica fonologica
ma avviene direttamente sulla base delle caratteristiche ortografiche
della parola in questione. L'ipotesi è stata successivamente confermata
da una serie di esperimenti condotti da Seidenberg e dai suoi
collaboratori (es: Waters & Seidenberg, 1985) che hanno studiato
effetti diversi da quello dell'omofonia..
I risultati di questi e di altri lavori
hanno contribuito all'affermarsi dei cosiddetti modelli "a
doppio accesso" basati sull'ipotesi che l'accesso al significato
delle parole possa avvenire sia direttamente sulla base di un
codice visivo (via visiva) che sulla base di un codice fonologico
(via fonologica)..
Le due vie di accesso al sistema
semantico sono schematizzate nella Figura 1. I primi due stadi
di elaborazione, comuni alle due vie, sono quelli dell'Analisi
Visiva e del Riconoscimento delle Lettere, cioè
vengono innanzitutto individuate le caratteristiche visive rilevanti
dello stimolo (la sua forma globale e la forma delle lettere che
lo compongono), a questo punto è possibile arrivare al Sistema
Semantico attraverso due strade alternative..
FIGURA 1 - Un modello generale di
lettura che prevede due vie di lettura a voce alta e due modalità
di accesso al significato delle parole..
La prima strada utilizza il Lessico
Visivo di Input. Questa strada consiste nel registrare e accumulare
informazioni sulle caratteristiche ortografiche delle parole stampate.
Ad esempio per la parola TAVOLO verranno prima identificate solo
le lettere T A V O L O o le sillabe TA-VO-LO identificando le
parti in comune con altre parole come TA di TASCA o LO
di VELO ma via via scartandole poichè non corrispondono in pieno.
Vengono, quindi, accumulate sempre piu informazione fino
a che non si raggiunge la soglia di attivazione della parola TAVOLO,
ovvero fino a quando non si arriva al punto in cui quella stringa
di lettere non puo che essere la parola TAVOLO. A questo
punto nel Sistema Semantico viene attivato il codice corrispondente,
viene raggiunta la relativa entrata lessicale e la comprensione
del significato della parola. Questa via di accesso al significato
viene denominata "via visiva" o "via ad accesso
diretto", in quanto avviene sulla base delle sole caratteristiche
visive e non vi è nessuna mediazione del suono della parola nè
dei singoli suoni di cui è formata (fonemi)..
La seconda via è denominata "via
fonologica prelessicale" in quanto l'accesso lessicale è
mediato dalla conversione in suono della parola stampata. Dopo
la fase di Riconoscimento delle Lettere vi è un successivo
stadio di Identificazione delle Lettere (a destra nella
Figura 1) che consente l'attribuzione ad ogni singola lettera
del suo nome. Successivamente la parola viene scomposta nelle
sue componenti sublessicali (singoli grafemi, sillabe o gruppi
consonantici o vocalici) e, mediante l'utilizzazione delle regole
di Conversione Grafema-Fonema, ad ogni componente viene
attribuito il suono corrispondente. I diversi suoni vengono quindi
assemblati per ottenere il suono finale della parola che
accede al Sistema Semantico ed attiva il significato corrispondente.
Nelle sue prime formulazioni il modello prevedeva che questa via
non avesse accesso al lessico e che fosse utilizzata solo per
la lettura a voce alta di non-parole o parole nuove. Di conseguenza,
secondo questa prima formulazione, una parola nota letta silenziosamente
mediante questa via non poteva essere compresa. Coltheart (Coltheart,
Masterson, Byng, Prior & Riddoch,1983) studiando soggetti
con dislessia acquisita ha evidenziato che in realtà la comprensione
delle parole è possibile anche se nella lettura silenziosa viene
usata la via fonologica..
Si ritiene che l'accesso tramite la
via visiva, più veloce ed automatizzato, sia quello comunemente
utilizzato dal lettore fluente nel riconoscimento di parole (Waters,
Seidenberg e Bruck, 1984); l'accesso tramite la via fonologica
può venire utilizzato dal lettore adulto nel caso di parole poco
frequenti oppure da bambini che non hanno ancora imparato a leggere
fluentemente (Doctor e Coltheart, 1980)..
Oltre a comprendere il significato
delle parole stampate il lettore abile deve anche essere in grado
di tradurre velocemente e correttamente il testo scritto in linguaggio
parlato. Un'altra domanda che ci si è quindi posti rispetto al
processo di lettura riguarda i meccanismi che consentono una lettura
a voce alta veloce ed accurata, indipendentemente dai processi
di comprensione (possiamo anche leggere a voce alta senza errori
e non capire tutto il senso di quello che leggiamo se svolgiamo
il compito distrattamente, o leggere una lingua sconosciuta che
abbia le stesse regole di pronuncia della nostra e tutavia non
riuscire a capire cosa leggiamo). Il modello a due vie prevede
che anche la lettura a voce alta possa essere portata a termine
o mediante la via visiva o mediante la via fonologica..
Riprendiamo la descrizione di Figura
1. Relativamente alla via fonologica dallo stadio di Conversione
Grafema-Fonema è possibile accedere al Sistema Semantico,
e dopo che il suono della parola è stato assemblato, si puo
effettuare la pronuncia. In questo caso il suono della parola
viene costruito mettendo insieme i suoni dei segmenti che la compongono
(lettere o gruppi di lettere) in base alle regole di conversione
grafema-fonema. Ma questa via non deve necessariamente passare
per il Sistema Semantico, per cui questo tipo di articolazione
fonologica può essere ottenuta anche senza comprensione del significato..
Per quanto riguarda la via visiva,
si giunge all'attivazione del significato della parola nel Sistema
Semantico attraverso il Lessico Visivo di Input. Come
è stato accennato all'inizio dellarticolo l'accesso al Sistema
Semantico consente di ottenere non solo il significato di una
parola, ma anche tutte le altre informazioni che abbiamo immagazzinato
su di essa, e quindi anche il suo suono. Infatti una volta che
sia stato attivato il codice semantico di una parola questo attiva
a sua volta il corrispondente codice fonologico che fornisce
la rappresentazione fonologica della parola da pronunciare.
Il risultato di questo processo e che il suono della
parola non è costrutito a partire dai suoni che la compongono,
ma è attivato e recuperato in maniera globale direttamente dal
"lessico interno", il magazzino interno in cui sono
conservate tutte le informazioni che ogni parlante possiede rispetto
alle parole della sua lingua.
Secondo questo modello, dunque, vi
sono in realtà tre modi diversi per ottenere il suono di una parola
stampata durante la lettura a voce alta, ma solo due di essi consentono
però l'accesso al significato delle parole. Le caratteristiche
delle vie di lettura ipotizzate nel modello standard sono le seguenti:.
1 - Via fonologica prelessicale.
Consente la lettura ad alta voce mediante l'applicazione delle
regole di conversione grafema-fonema ed eventualmente, ma solo
nel caso di parole note, l'accesso al significato nel sistema
semantico attraverso il riconoscimento uditivo. Questa via è necessaria
per la lettura di stringhe di lettere che non hanno una entrata
lessicale nel sistema semantico e quindi non possono essere lette
direttamente mediante la via visiva, come per es. non-parole o
parole di lingue straniere o parole della nostra lingua che non
abbiamo mai udito..
2 - Via visiva semantica. Consente
l'accesso lessicale mediante il passaggio dal lessico visivo di
input al sistema semantico e successivamente la lettura a voce
alta mediante l'accesso al lessico fonologico di output. È necessaria
per la lettura e la comprensione delle parole irregolari (in inglese)
che non possono essere lette mediante l'applicazione delle regole
di conversione grafema-fonema..
2a - Via visiva diretta. Consente
la lettura a voce alta attraverso le connessioni dirette tra il
lessico visivo di input ed il lessico fonologico di output, ma
non l'accesso al significato, in quanto "salta" il sistema
semantico. Questa via realizza, dunque, una forma di lettura ad
alta voce senza comprendere cio che si sta leggendo. Lesistenza
di questa via è stata dimostrata solo nello studio di pazienti
cerebrolesi con sindrome di "iperlessia", cio è pazienti
che riescono a leggere pur non essendo in grado di comprendere
cio che hanno letto..
Riferimenti Bibliografici
Coltheart M. (1978) Lexical access
in simple reading tasks. In G. Underwood (ed.) Strategies of
Information Processing . New York, Academic Press.
Coltheart M., Masterson J., Byng S.,
Prior M., Riddoch J. (1983) Surface Dyslexia. Quarterly Journal
of Experimental Psychology, 35A, 469-495.
Davelaar E., Coltheart M., Besner
D., Jonasson J.T. (1978) Phonological recoding and lexical access.
Memory & Cognition, 6, 391-402.
Rubenstein H., Lewis S.S., Rubenstein,
M.A. (1971) Evidence for phonemic recoding in visual word recognition.
Journal of Verbal Learning and Verbal Behavior, 10,
645-657.
Sartori G. (1984) La lettura. Bologna,
Il Mulino.
Waters G.S., Seidenberg M.S.
(1985) Spelling sound effects in reading: time course and
decision criteria. Memory & Cognition, 13, 557-572
» Indice
generale di "Aspetti psicologici "
» Indice generale di "D.I.S. -
Diagnosi e intervento a scuola"
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"DAP - Discorso e apprendimento"
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- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
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