» Sezione Speciale - "D.I.S. - Diagnosi e
intervento a scuola"
• Aspetti psicologici.
Il “come funziona” dei numeri"
di Antonella D’Amico
Ricercatrice, Dipartimento di Psicologia, Università
degli Studi di Palermo.
Quali sono i processi che regolano le nostre capacità di riconoscimento
e comprensione dei numeri, e del loro utilizzo nell’esecuzione
di operazioni, dalle più semplici alle più complesse?
McCloskey, Caramazza e Basili hanno proposto nel 1985 un modello cognitivo dei
processi di comprensione numerica e calcolo aritmetico secondo
il quale, nella risoluzione dei problemi aritmetici interverrebbero
due sistemi indipendenti: il sistema dei numeri e il sistema del
calcolo (vedi in figura 1 il modello di comprensione e produzione
numerica e di calcolo aritmetico di McCloskey, Caramazza e Basili,
1985, adattato da D’Amico, 2002).
Il sistema dei numeri comprende i processi di comprensione e di produzione numerica,
che sottostanno alle capacità di riconoscere e di riprodurre
i simboli numerici o le parole che indicano i numeri. La comprensione
dei numeri e delle singole cifre che li costituiscono, si verifica
grazie al funzionamento dei cosiddetti processi lessicali che
si modificano in funzione del formato in cui viene presentata
l’informazione. Quando l’informazione viene presentata
oralmente (la pronuncia della parola “sei”), è
necessario operare un’analisi dello stimolo a partire dalle
sue costituenti fonologiche e quindi accedere al sistema semantico,
dove è depositato il significato relativo a quella particolare
sequenza di suoni. Se invece l’informazione viene presentata
in forma di parola scritta (la parola scritta “sei”),
l’individuo deve mettere in opera un vero e proprio processo
di comprensione di lettura per risalire al corretto significato
del numero. Se infine l’informazione viene presentata in
forma di numero arabo (il numero “6”), è necessario
attivare il sistema di conoscenze relative al sistema dei numeri,
per accedere al significato del simbolo grafico proposto. Per
comprendere il valore del numero è altrettanto importante
una buona conoscenza della sintassi numerica, l’insieme
di relazioni tra gli elementi (numeri arabi o parole). La sintassi
numerica determina le profonde differenze di significato, ad esempio,
tra i numeri cento-venti-sei (o 126) e cento-sessanta-due (o 162),
e risulta particolarmente importante per la comprensione del valore
posizionale dello zero nei numeri a più cifre (es. la differenza
tra 1005 e 1500).
Il corretto funzionamento del sistema dei numeri può essere valutato mediante
compiti di transcodifica quali: il dettato di numeri, in cui si
richiede una risposta scritta in lettere o in numeri arabi; la
lettura di numeri ad alta voce, in cui l’informazione numerica
può essere presentata in lettere o in numeri arabi; la
traduzione in codice verbale di numeri scritti in codice arabo
e viceversa. Alcuni compiti di transcodifica, generalmente quelli
che coinvolgono numeri piccoli (generalmente ad una cifra), possono
avvenire anche senza l’accesso al sistema semantico (e quindi
senza una reale comprensione da parte dell’individuo della
quantità che quel numero rappresenta). In questo caso il
processo è analogo a quello descritto in precedenza in
riferimento ai processi fonologici di lettura e scrittura in assenza
di comprensione.
L’accesso al sistema semantico è invece fondamentale nel caso in
cui si passi dal “sistema dei numeri” al “sistema
del calcolo”, il momento in cui, in altre parole, l’individuo
deve operare con le informazioni verbali acquisite in ingresso.
Il sistema del calcolo comprende tutto l’insieme di conoscenze necessarie
per eseguire i calcoli aritmetici come: i nomi e la funzione dei
simboli operazionali, le procedure per l'esecuzione delle quattro
operazioni ed i cosiddetti "fatti aritmetici".
Il sistema del calcolo si basa su tre tipi di conoscenze a lungo termine: la
conoscenza dei simboli operazionali, dei fatti aritmetici, e delle
procedure delle quattro operazioni. Per svolgere correttamente
le quattro operazioni, è necessario, infatti, che l’individuo
sia in grado di riconoscere, nelle diverse forme in cui può
essere presentato (oralmente, scritto in lettere, come segno “+”),
il simbolo operazionale che corrisponde a ciascuna operazione,
e di attivare in presenza di tale simbolo l’algoritmo, cioè
la procedura di risoluzione, corrispondente e adeguata all’operazione
in oggetto. Inoltre, ogni operazione presuppone l’attivazione
di determinate procedure, come quella di incolonnamento o di uso
del riporto o del “prestito”.
Diverso è il caso delle operazioni molto semplici, ad una cifra, che possono
essere eseguite in assenza di un vero e proprio processo di calcolo,
si tratta dei cosiddetti fatti aritmetici, le operazioni con numeri
compresi entro la prima decina. Un caso tipico è rappresentato
dalle moltiplicazioni comprese nella tavola pitagorica che, una
volta apprese nel corso della scuola elementare, vengono immagazzinate
in memoria a lungo termine. In altre parole, per un individuo
che conosce la tavola pitagorica, dire che 2 x 8 è uguale
a 16 è un fatto, un’informazione che può facilmente
recuperare dal proprio magazzino di memoria a lungo termine in
assenza di un processo di calcolo.
Tutti i processi sinteticamente appena esaminati concorrono a formare, nell’individuo
con normale sviluppo, le competenze aritmetiche. Come si vedrà
nella sezione relativa ai disturbi dell’apprendimento, esistono
alcune situazioni, clinicamente documentate e definite con il
termine discalculia evolutiva, in cui uno o più processi
tra quelli appena descritti risultano deficitari.
Bibliografia
D’Amico A. (2002), Lettura, scrittura, calcolo. Processi
cognitivi e disturbi dell’apprendimento, Edizioni Carlo
Amore, Roma.
McCloskey, M., Caramazza, A. e Basili, A. (1985). Cognitive mechanisms
in number processing and calculation: evidence from dyscalculia.
Brain Cognition 4, 171-196.
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psicologici "
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