Cecco Mariniello, "Il cane
che ebbe tre nomi", Il Battello a Vapore, Verbania, 1997.
Recensione a cura di Raimonda M.Morani.
DI CHE COSA SI PARLA
Quello di Lancillotto e Ginevra, si sa, è
un amore contrastato e molto intenso.
Il Lancillotto della storia di Cecco Mariniello è un cucciolo
di pastore borgognone e
Ginevra una bambina sola e molto amata.
Se vi identificate in Lancillotto, cucciolo morbido e bianco,
la vostra vita scorrerà serena tra i giochi e le coccole
di Ginevra, la figlioletta del Governatore, nella grande casa
ai margini della foresta.
Se vi identificate in Puzzolo sentirete prevalere l’istinto
animale di rotolarvi, l’amore per l’esplorazione,
per l’autonomia, per lo sperdimento… L’armonia
della vostra vita sarà momentaneamente rotta, verrete dolorosamente
allontanato da Ginevra e dalla gioia di girarle le pagine dello
spartito col muso, conoscerete la fame, la vita randagia, la derisione
e la cattiveria.
Se vi invece preferite Vento Tra I Rami, superate le gioie dell’infanzia
e lo sperdimento dell’adolescenza canina, superata la voglia
di rotolarvi nel puzzo, andrete a caccia con Alce Nero, imparerete
i segreti della foresta a e che “alberi, animali e uomini
sono tutti figli della terra e condividono lo stesso respiro,
perché l’aria che li fa vivere è per tutti
la stessa.”
Finalmente cresciuto sarete in grado di difendere Ginevra dall’orso
e di rischiare la vita per lei.
Ambientata all’inizio del nuovo continente, questa storia
racconta la bellezza di un’amicizia tra un cane e una bambina
che, negli anni, si evolve e si trasforma seguendo il flusso della
crescita dei protagonisti.
COM’E’ FATTO IL LIBRO
Il libro è un racconto di 91 pagine a
colori. I disegni di Cecco Mariniello, autore e illustratore della
storia, accompagnano il testo in modo tenero e spiritoso e lo
rendono uno splendido racconto per i più piccoli ed un
efficace strumento di discussione con i bambini.
DAL LIBRO
Quand’ecco, d’un tratto un odore
forte e inebriante lo obbligò a fermarsi di botto, eccitato
e sorpreso : davanti a lui stava una grossa cacca di cavallo scaricata
di fresco, quasi fumante si sarebbe detto.Lo prese allora un’
emozione grande e misteriosa, una specie di richiamo antico che
lo spingeva a fare ciò che milioni di cani prima di lui
avevano fatto: rotolarcisi dentro.
PER CHI E’ ADATTO
La storia del cane che ebbe tre nomi piacerà
moltissimo ai bambini dai quattro anni in su perché è
un piccolo capolavoro narrativo e psicologico che affronta il
tema dell’amicizia e i problemi della crescita.
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di "Ti regalo un libro"