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  » Esperienze di promozione della lettura per bambini e ragazzi in biblioteca ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

Il convegno “Nuovi Segnali di lettura. Esperienze di promozione della lettura per bambini e ragazzi in biblioteca”

di Raimonda M. Morani, IRRE Lazio

L’ambivalente posizione della scuola
Quanto la scuola è responsabile della disaffezione alla lettura? A questa e ad altre domande ha cercato di rispondere il convegno Nuovi segnali di lettura che si è svolto il 5 e 6 dicembre a Campi Bisenzio .
E’ vero che le schede di lettura inibiscono le reazioni spontanee al testo e che l’ansia di valutare la comprensione della lettura può pregiudicare il rapporto tra testo e bambino. Non si può negare che quando il testo, persa la sua centralità, diventa strumentale a commenti (storici, educativi o critici) la noia dei ragazzi sale o che quando i romanzi sono utilizzati soprattutto per essere riassunti o ridotti a schemi perdono attrattiva per i ragazzi. Ma non sottovalutiamo che gli errori e le contraddizioni della scuola dipendono probabilmente anche dalla complessità degli obiettivi che la caratterizzano e dalle grandi responsabilità che le vengono attribuite. In questo vasto territorio che copre l’ambito psicologico e affettivo, quello cognitivo, intellettuale e culturale, quello motorio e manuale, quello estetico, artistico e sociale non è strano che ogni tanto qualcuno si perda, sbagli i modi e le forme, e che, invece di promuovere la lettura, la scoraggi.
La diversità dei livelli qualitativi e la disomogeneità delle esperienze che caratterizzano la nostra scuola rispetto alla lettura, è emersa con nettezza nel convegno. Valter Baruzzi, ad esempio, evidenziando l’importanza della narrazione per la costruzione del sé, ha criticato quegli insegnanti che non leggono ad alta voce e che fanno fare solo riassunti auspicando l’intervento di famiglie “fuorilegge” in grado di spegnere la televisione e di narrare. Anche Eros Miari ha sottolineato che il problema delle difficoltà di lettura è una realtà che riguarda più il mondo della scuola che quello delle biblioteche. L’idea paradossale che ci si debba quasi difendere da una scuola cattiva e ignorante che insidia la lettura dei nostri ragazzi è stata comunque smontata dalla dialettica del convegno nel corso del quale è emersa anche la presenza massiccia di buone pratiche scolastiche.
La performance del gruppo “Leggere per…” di Napoli ha mostrato cosa la scuola possa inventare per fare leggere e divertire i ragazzi. Silvia Campanile, Annamaria Lovo, Maria Rosaria Musella e Paola Parlato hanno animato un gustoso processo su Cuore di De Amicis. Basato sul role play, il processo ha contrapposto un gruppo che lo ha difeso ad un gruppo che lo ha accusato. Una giuria ha emesso la sentenza finale. Le quattro insegnanti hanno provocato uno scambio iniziale di ruolo tra il gruppo che ha dichiarato di amare Cuore e il gruppo che ha detto di odiarlo capovolgendo la difesa e l’accusa. Il role play dovrebbe stimolare il cambiamento di punto di vista, favorire lo spaesamento e contribuire a potenziare la capacità di argomentare dei ragazzi.

La contaminazione del libro per ragazzi
Quando il libro per ragazzi esce dai propri confini tradizionali (biblioteca, scuola, libreria) avviene la contaminazione con altri media (teatro, radio, televisione, cinema, internet…). Questo aspetto è stato affrontato da una serie di interventi nella parte iniziale del convegno. Il conduttore della trasmissione radiofonica Pappappero, Federico Taddia, ha raccontato varie attività forti per la promozione della lettura quali il processo all’autore, la richiesta ai bambini di scegliere gli spezzoni preferiti di un libro, l’ascolto creativo finalizzato alla scrittura di gialli. Un tale uso della radio sembra in grado di innescare nuove aspettative e di rinnovare qualcosa nel rapporto tra i ragazzi e il libro.
Manfra Gagliardi ha sottolineato che nelle scuole italiane, nonostante il Ministero se ne occupi poco, si fa moltissimo teatro; ha poi spiegato che quando il teatro interpreta un testo narrativo lo fa in senso ampio: nel passaggio da una forma linguistica ad un’altra si snoda tutto un processo immaginativo, un meccanismo di contaminazione e di meticciato che caratterizza il teatro-ragazzi.
Paola Zannoner, confermando la presenza di numerose esperienze teatrali nella scuola italiana, ha osservato che forse il motivo del successo nella scuola dipende dal fatto che il teatro rappresenta il paradigma di una serie di discipline integrate (storia, musica, scrittura, danza, letteratura…). A proposito della contaminazione del libro, Zannoner ha sostenuto che la scrittura contemporanea risente dell’influenza massiccia del cinema più che di quella teatrale, come avveniva invece nei romanzi di Tolstoj. Ed ancora. Riguardo alla contaminazione Enrica Gay della Regione Piemonte ha fornito alcuni esempi: la manifestazione contaminata “Ludico rigore” nella quale coesistono musica, lettura e rappresentazione scenica; la ricerca “Trovarsi in rete” promossa dalla Biblioteca di Settimo Torinese che indaga sui cambiamenti della scrittura nell’era multimediale; l’attivazione di un forum per scuole e biblioteche che scrivano in rete; l’evoluzione della scuola di scrittura creativa Holden che, nel corso degli anni, si è trasformata in scuola di sceneggiatura, di teatro, di scritture funzionali.

Il libro è una merce: il bambino-consumatore secondo Zipes
L’intervento di Jack Zipes, che considera la letteratura per l’infanzia come un campo tra gli altri all’interno dell’industria, ha messo in evidenza il calo della qualità nella produzione di libri per ragazzi, il processo di mercificazione e di omogeneizzazione che ha subito il libro nel mondo mediatico, il fatto che dopo gli anni ’80 il bambino sia stato riconfigurato dall’industria culturale soprattutto come consumatore, che la lettura sia divenuta più rapida e consumista. La lettura del mondo che un bambino fa si allinea attualmente con il consumo di prodotti. Secondo Zipes i libri oggi non garantiscono più un salvacondotto all’immaginazione proprio per la loro natura mercificata: l’immaginazione stessa è bloccata e pesantemente influenzata dal processo di consumo. La pubblicità penetra profondamente nei desideri infantili e li condiziona per mantenere alte la produzione e le vendite.
Scrittore, agente letterario, editore, distributore (chiave del successo editoriale), biblioteca, scuola , libreria, famiglia, internet: ecco il percorso del libro che passa di mano in mano per approdare in quella del bambino ormai gadget tra i gadget, merce tra le merci, alla stregua di una Barbie o di un pacchetto di figurine. Quando il bambino si avvicina al libro è già condizionato, è già un consumatore.
In questa analisi, sicuramente acuta ma abbastanza pessimistica, Paola Zannoner ha ribattuto di riconoscersi molto poco: il quadro descritto da Zipes si riferisce più alla realtà statunitense che a quella italiana attuale nella quale le contraddizione non sembrano ancora così forti.
Rita Valentino Merletti ha mandato segnali confortanti alla platea del convegno, costituita prevalentemente da bibliotecari, insegnanti, animatori e operatori culturali.
Ha definito i bibliotecari dei “fuorilegge” che solo recentemente hanno avuto un po’ di ascolto dalle istituzioni pubbliche e ha lodato il progetto “Nati per leggere” come uno dei pochi esempi di collaborazione tra professionalità diverse: bibliotecari e pediatri insieme coinvolgono le famiglie per promuovere la lettura tra i bambini. Parafrasando le Lezioni americane di Calvino, Merletti ha sottolineato poi che l’educatore dovrebbe trasmettere in modo leggero, come sa fare la grande arte.
Passando alla rapidità, ha fatto presente che la sindrome della disattenzione è fortemente collegata alla frammentarietà della fruizione che caratterizza la nostra epoca. Le storie rappresentano un’alternativa alla frammentarietà perché, pur nella loro condensazione e rapidità, restano un qualcosa di integro, di concluso e completo. La narrativa e la narrazione di storie, in questo quadro, risultano un elemento di salute mentale per i ragazzi.

Il calo degli indici di lettura dipende dalla peggiore qualità dei libri?
Nel suo intervento Giovanni Peresson ha presentato una serie di dati sulla lettura dei ragazzi, sui loro gusti e abitudini sul cinema, sulla televisone, sull’uso del computer. In questo quadro la lettura viene, infatti, considerata come un’attività tra le altre del tempo libero. Il quadro emerso non sembra rassicurante.
Negli anni ’90 il bambino è diventato un soggetto che influenza fortemente gli acquisti; l’editore, il libraio e tutta l’industria culturale dovranno tenerne sempre più conto. Il calo subito dalla lettura- nel 2001 (i cui indici sono scesi al 60% rispetto al 71,4% del 1998) causa una certa preoccupazione rafforzata anche dall’esistenza di un 30% di bambini che non ha mai letto libri diversi da quelli scolastici. Questo 30% che non legge libri fuori della scuola probabilmente non legge neanche giornalini (risulta infatti che solo il 73% dei ragazzi leggano settimanali o mensili per bambini).
Tra le trasmissioni televisive preferite figurano i cartoni (Disney club 53% e Sabato Disney 50%); mentre quelle di divulgazione scientifica sono viste da meno di un terzo dei bambini (Macchina del tempo 34% e Quark 27%). Da notare, tra l’altro, che una trasmissione scadente, basata su un tipo di magico violento e grossolano, quale Streghe venga vista dal 31% dei bambini.
Il 91% possiede un videroregistratore, il 34% usa il PC per giocare con i videogame, il 20 % per fare i compiti o scrivere testi e il 18% per disegnare.
Nelle conclusioni Peresson ha messo in evidenza che il mercato della lettura in Italia è costituito soprattutto da lettori deboli e occasionali, ma anche il fatto che negli ultimi anni l’editoria è stata meno innovativa, per quanto riguarda la qualità degli intrecci e delle illustrazioni.
Dal convegno, ha sostenuto Miari, emerge una visione preoccupata e preoccupante dell’infanzia e dell’adolescenza confermata dai lamenti degli editori, dei librai e della grande stampa. I dati negativi sul mercato - ha detto - sanciscono forse la fine dell’epoca d’oro della lettura in Italia negli ultimi anni. Ma è singolare – ha affermato ancora – che tutto questo avvenga nell’epoca di Harry Potter che, secondo i dettami dello snobismo della moda e dell’adeguamento alle regole del momento, in alcuni casi arriva addirittura ad essere letto in inglese dai ragazzi.
La situazione si presenta contraddittoria, ma ricca di possibilità da sfruttare. Eros Miari ha proposto una poetica della lettura che privilegi la promozione rispetto all’animazione e ribadisca la centralità del testo, che spinga a leggere attraverso il contagio, che sia in grado di inventare strategie per fare arrivare i buoni libri ai bambini affrontando i problemi – cruciali - della distribuzione.
Baruzzi ha invitato i bibliotecari ad aiutare i ragazzi a scegliere al di fuori dal fracasso del mercato e Dal Ponte ha sottolineato che è fondamentale non solo sapere che cosa leggere ma anche cosa non leggere ed imparare ad utilizzare la televisione in modo selettivo.
Se gli aspetti problematici sulla lettura e sulla letteratura per ragazzi sono risultati senz’altro molto evidenti nel corso del convegno un segno di ottimismo è rappresentato dal lancio provocatorio e divertente del foglio-rivista- sito internet Fuorilegge che dovrebbe “risvegliare le rane dal fango” e funzionare da collante dell’orgoglio dei lettori.

» Indice di "Capire e godere i testi"

» Indice generale di "Come romanzi..."

   

  » Prodotto editoriale di riferimento






» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
-
(Cd-rom + guida pp.24)
- di Margherita Orsolini, Sara Capriolo, Angela Santese
- Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma

» Costo
- Prezzo al pubblico = € 34,00
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00

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» Spese di spedizione
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