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  » Processi implicati nella Comprensione ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

I Problemi della Lettura:
“Processi implicati nella Comprensione”

(una sintesi del capitolo V, in C. Merini, 1991 “I problemi della lettura” Torino: Bollati Boringhieri)

A cura di Katia Crimi
(Associazione “Alberi Blu”, alberiblu@caltanet.it )

In questo capitolo Merini sottolinea gli aspetti implicati nella comprensione che verranno sintetizzati nel seguente modo:

Dare significato al testo che si sta leggendo è lo scopo principale della lettura, dunque la comprensione è il parametro più significativo della capacità di lettura. Per comprendere la lingua scritta è necessario comprendere la lingua parlata. Quest’ultima può avvalersi delle informazioni che derivano dal contesto non verbale in cui ha luogo la comunicazione, mentre nella lingua scritta l’interpretazione del significato avviene esclusivamente sfruttando le informazioni linguistiche e le inferenze che il lettore produce in riferimento al testo letto.
Comprendere un testo significa afferrare ciò che è contenuto nel testo e connetterlo con le informazioni che il lettore già possiede. Le informazioni provenienti dal testo e le conoscenze del soggetto sono organizzate all’interno di schemi che selezionano, assimilano e permettono la rievocazione delle informazioni. Se l’informazione del testo non si adatta allo schema, quest’ultimo può essere modificato, altrimenti l’informazione non viene codificata e dunque neanche ricordata.
Il modello proposto da Kintsch e Van Dijk (1978) identifica due livelli che permettono di elaborare il testo. Il livello microstrutturale permette di estrarre il contenuto specifico delle singole proposizioni, mentre il livello macrostrutturale permette di cogliere le proposizioni globali che rappresentano il significato più generale e fondamentale del testo. Il passaggio dal primo al secondo livello avviene attraverso tre macroregole:

1) Cancellazione: sono eliminate le proposizioni che non sono fondamentali rispetto al tema generale.
2) Generalizzazione: più proposizioni sono rappresentate da una proposizione superordinata a esse.
3) Costruzione: viene generata una nuova proposizione non presente nel testo che rappresenta un significato generale e fondamentale.

Barrett (1967) identifica invece quattro livelli di comprensione che corrispondono ad aspetti sempre più complessi che il lettore può cogliere durante la lettura:
1) Comprensione letterale: riguarda esclusivamente le informazioni che sono date nel testo
2) Comprensione inferenziale: permette di poter ricavare tramite inferenze ciò che nel testo è implicito, sfruttando sia le informazioni che sono date esplicitamente, sia le informazioni sul mondo e sul linguaggio che il lettore possiede.
3) Comprensione critica: è la capacità di fare delle valutazioni sul testo riguardo all’attendibilità delle fonti, all’accordo o al contrasto con alcune idee e pensieri letti in altri momenti o derivate dall’esperienza, e riguarda anche la capacità di distinguere tra fatti e idee dell’autore ecc.
4) Valutazione estetica: riguarda l’apprezzamento degli aspetti formali dello stile di scrittura, la capacità di esprimere le sensazioni e le emozioni che il testo suscita.


Dopo questa prima premessa proviamo ad analizzare le variabili che influenzano e determinano la comprensione:

I. Variabili interne

a) Le inferenze
Si fondano sull’esperienza, sulla conoscenza di routine di situazioni convenzionali e permettono di rendere esplicito ciò che nel testo è implicito. In ogni testo infatti, non tutto è specificato, il lettore con la sua esperienza e conoscenza è in grado di colmare gli spazi vuoti lasciati dall’autore facendo inferenze. Se il numero di conoscenze sull’argomento letto è ridotto, il soggetto non comprenderà a pieno quello che il testo vuole dire. In particolare nei lettori giovani con problemi di comprensione si nota la difficoltà a dare un senso globale al testo. In questo modo la comprensione resta limitata a elementi isolati.

b) Il significato delle parole
Nel lessico mentale il lettore trova tutto ciò che sa su una parola (la pronuncia, il modo in cui è scritta ecc.), bisogna però avere la capacità di attribuire il giusto significato alla parola in base al contesto nel quale è inserita. Sappiamo infatti che una stessa parola può avere più significati, il lettore deve operare una scelta tra i significati possibili scegliendo quello appropriato al testo letto, altrimenti una scelta sbagliata è causa di incomprensione.

c) Convinzioni e identificazione degli scopi
Nella comprensione un ruolo rilevante è svolto dall’individuazione delle proprie convinzioni per capire gli scopi e le persone. A volte i problemi di comprensione dei bambini sono legati al fatto che non hanno ancora acquisito certe convinzioni culturali o ne hanno sviluppate altre in contrasto con quelle convenzionali.

d) Gli aspetti metacognitivi
La metacognizione comprende l’insieme di conoscenze e strategie che si utilizzano con lo scopo di migliorare una prestazione. Essa comprende tre aspetti:
1) Le conoscenze metacognitive che riguardano noi stessi, le nostre abilità, il compito e le strategie che utilizziamo.
2) Le esperienze metacognitive che avvengono prima, dopo e durante la lettura. Spesso si presentano come forma di confusione, di sensazione di non aver capito quello che stiamo leggendo.
3) L’uso di strategie riguarda l’impiego di strategie cognitive e metacognitive. Le prime (come la ripetizione di ciò che è stato letto) sono utilizzate per fare progressi cognitivi, le seconde per monitorarli (ad esempio quando ci viene chiesto se il livello di comprensione è sufficiente per i nostri scopi).

Varie ricerche hanno dimostrato che i bambini non si fermano durante la lettura per valutare la comprensione, anche se conoscono una determinata strategia non sanno come e dove applicarla e qual è il suo scopo. Solo verso i dodici/sedici anni iniziano ad utilizzare strategie più efficaci.
Un altro aspetto fondamentale è quello che riguarda lo scopo della lettura. Spesso infatti l’attività di decodifica o l’attenzione all’intonazione (durante la lettura ad alta voce) assumono il ruolo principale nella lettura, questo di conseguenza preclude la comprensione.
Le strategie di lettura inoltre variano in relazione agli scopi (leggere per studiare, leggere per piacere ecc.).


II. Variabili esterne

Oltre a queste abilità di comprensione che interessano in gran parte il lettore ci sono altri aspetti che interessano principalmente le caratteristiche del testo. Esistono infatti testi più o meno comprensibili, a questo proposito Samuels e Eisenberg (1981) hanno individuato delle variabili che permettono di analizzare in questo senso un testo:

a) Caratteristiche fisiche:
per un lettore abile la dimensione e il tipo di carattere utilizzato nel testo non sono un problema mentre possono esserlo per un lettore alle prime armi.

b) Frequenza delle parole:
Comprende il lessico usato nel testo e la familiarità che il lettore ha con esso. Maggiore è il numero di parole ad alta frequenza maggiore è la comprensibilità del testo.

c) Costruzione sintattica della frase:
alcune costruzioni sintattiche sono più comprensibili di altre.

d) Densità delle idee:
riguarda il numero di idee contenute nel testo in relazione alla sua lunghezza. Più idee ci sono più informazioni il soggetto deve elaborare in breve tempo.

e) Costruzione complessiva del testo:
riguarda la coerenza tra le varie parti del testo che devono essere collegate tra loro.

f) Aree di contenuto del testo:
riguardano l’argomento del testo e sono in relazione con le conoscenze che il lettore possiede. Più una persona conosce l’argomento che sta leggendo tanto più facilmente assimilerà le informazioni durante la lettura.

» Indice di "Capire e godere i testi"

» Indice generale di "Come romanzi..."

   

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"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
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