Maria Enrica Agostinelli, "Sembra
questo sembra quello", Salani, Milano, 2002.
Recensione a cura di Raimonda M. Morani.
DI CHE COSA SI PARLA
Il primo contatto fisico che i bambini stabiliscono
con i libri avviene, di solito, attraverso le immagini di un cartonato,
di un albo, di un libro da bagno o di fiabe che l’adulto
legge, illustra o rilegge.
Sembra questo sembra quello è uno straordinario libro di
immagini e non solo.
Un libro sull’illusorietà dell’apparenza, quasi
una dimostrazione sensoriale del fatto che la realtà non
è mai univoca, neanche a tre anni. Da quel che può
sembrare un cestino spunta fuori un cappellino e quel che sembra
un ombrello è in realtà un pipistrello.
E non solo le percezioni visive possono ingannarci: anche le nostre
impressioni sugli altri possono essere sviate e tradirci se ci
fidiamo esclusivamente di elementi esteriori e superficiali. Il
signor Ivo che pare buono ma è cattivo ha un sorriso angelico
ma nasconde un randello dietro la schiena, mentre il signor Tono
(che par cattivo e invece è buono) è un brutto ceffo
che nasconde un fiore.
COM’E’ FATTO IL LIBRO
I versi chiariscono in modo efficace l’ambiguità
che le immagini propongono; testo e illustrazioni si intrecciano
e si sostengono in modo ritmato e stravagante.
Il ritmo regolare dell’ottonario si coniuga con quello delle
immagini (semplici e coloratissime) e dà al testo il tono
della filastrocca.
Il libro è di 39 pagine.
DAL LIBRO
Sembra questo, sembra quello…
Sembra brutto, invece è bello,
sembra un cesto, ma è un cappello,
sembra un monte ma è un cammello…
L’importante è di capire
che si può sempre sbagliare,
e che spesso non vuol dire
quel che sembra e come appare…
PER CHI E’ ADATTO
Questo libro appena ristampato di Maria Enrica
Agostinelli (che ha illustrato Rodari, Munari e Calvino) è
un classico da usare nella scuola dell’infanzia e nel primo
ciclo della scuola elementare.
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