“Fare scuola per laboratori:
un esempio della Scuola Materna Statale di San Giovanni –
Chiari (Brescia)”.
(prima parte)
Premessa Concluso il ciclo di “sperimentazione”
sull’approccio metodologico-scientifico, che ha previsto
l’allestimento dei laboratori all’interno delle
4 sezioni di cui è composta la scuola, legati ai
quattro argomenti scelti negli anni passati (sassi, luce/buio,
aria, legno), per l’anno scolastico 2001/2002, dopo
un momento iniziale di verifica e confronto collegiale a
livello didattico e metodologico, abbiamo deciso di variare
o meglio di inserire nel progetto annuale delle modalità
organizzative diverse, fermo restando la metodologia di
tipo scientifico, che potessero migliorare l’offerta
formativa.
Innanzitutto abbiamo scelto un unico argomento
per l’intero plesso, da proporre, sia all’interno
delle sezioni, sia nei laboratori. La scelta è caduta
sull’argomento ACQUA, in continuità con quelli
proposti negli anni passati e che ben si presta ad essere
analizzato in molteplici forme, considerando anche il fatto
che la scuola è ubicata in aperta campagna e quindi
con la possibilità di fare esperienze dirette sul
territorio.
All’interno delle 4 sezioni l’argomento
acqua ha seguito un percorso diversificato a seconda delle
ETA’ presenti ( 3 / 4 anni, 4 / 5 anni e 3 / 5 anni),
sviluppando soprattutto i CAMPI di ESPERIENZE riguardanti
“IL SE’ E L’ALTRO” e “LE COSE
IL TEMPO E LA NATURA”, campi scelti in quanto più
facilmente rispondenti a un grande gruppo come può
essere l’intera sezione eterogenea.
I restanti campi di esperienza sono stati
sviluppati all’interno dei laboratori dislocati nelle
sezioni.
ORGANIZZAZIONE METODOLOGICA
La metodologia che ha sempre caratterizzato
la nostra realtà scolastica è riassumibile
nello schema qui di seguito.
UN'ESPERIENZA "CONCRETA" VISSUTA
IN MODO SCIENTIFICO
PROBLEMA è partire dal reale
ANALISI SITUAZIONE E DISCUSSIONE è ascoltare i bambini
e accettare ogni intervemto per modificare qualcosa verso
…
ESPERIMENTO è bambino protagonista delle situazioni
IPOTESI DI SOLUZIONE è far evolvere gli schemi mentali
VERIFICA E CONCLUSIONI èconsapevolezza e ristrutturazione
mentale dei processi in gioco
In questo modo si cerca di evitare l’artificiosità
e il didatticismo che alcune situazioni possono attivare,
per riuscire ad incuriosire ed interessare i bambini partendo
da conversazioni su esperienze e vissuti personali, proponendo
materiali inusuali da manipolare, esplorare e ordinare.
I bambini sono stati stimolati, attraverso una regia equilibrata,
a cercare risposte a numerose domande e problematiche emerse
durante le varie esperienze, abituandoli a non dare tutto
per scontato, ma ad attuare strategie di ricerca, sviluppando
così il pensiero critico.
Consolidata ormai da qualche anno questo
tipo di metodologia scientifica, abbiamo voluto continuare
ad attuarla anche in questo anno, soprattutto nei laboratori
preparati appositamente per le varie età:
3 anni: il laboratorio psicomotorio
Si è partiti dalla conoscenza del
proprio corpo in rapporto allo spazio e al tempo, in maniera
globale e parziale, attraverso esperienze di tipo ludico.
In questo modo è stato possibile favorire l’attività
corporea, il piacere di giocare con se stessi, con il proprio
corpo, con le cose e con gli altri. L’insegnante ha
limitato il suo intervento alla proposta di un oggetto (palle,
corde, mattoni, cerchi, acqua), osservando il comportamento
dei singoli bambini, rilanciando, incoraggiando e arricchendo
le proposte dei bambini stessi. L’interesse spontaneo
veniva in questo modo guidato, canalizzato e organizzato,
facilitando la ricerca e la scoperta. In questo modo si
è cercato di raggiungere 3 grossi obbiettivi fondamentali:
Scoperta del proprio corpo;
Scoperta delle proprie capacità
a livello motorio;
Scoperta degli altri e dell’ambiente
circostante.
4 anni: il laboratorio simbolico
Il laboratorio per i bambini di 4 anni
è stato realizzato seguendo un percorso di tipo simbolico,
proprio perché i bambini a questa età, iniziano
a sviluppare un’intelligenza che non è più
legata ad un vissuto di tipo esclusivamente concreto, ma
si va man mano strutturando in un pensiero più complesso.
Questo lo porta alla capacità di pensare e di riflettere
su un oggetto o su un’azione anche se non lo sta vivendo
concretamente in quel momento; quindi un primissimo approccio
verso l’astrazione.
Attraverso la proposta di attività
basate su un approccio drammatico –teatrale e mimico-gestuale
(racconti , storie, fiabe, ecc.), legati anche all’argomento
acqua, i bambini hanno la possibilità di interpretare
ruoli affettivi e relazionali diversi, sperimentando emozioni
particolarmente significative. Queste attività stimolano
sicuramente il bambino ad approfondire la conoscenza di
se stessi e il rapporto con gli altri, contribuendo alla
formazione della propria identità.
5 anni: il laboratorio scientifico
Fare laboratorio per noi significa innalzare
i livelli di prevedibilità, aiutando i bambini a
guardare con i loro occhi e ad andare oltre l’apparenza,
entrando dentro le cose. Partendo dai contenuti per arrivare
agli obbiettivi, creando e costruendo strumenti per giocare
negli angoli stessi, i quali non sono strutturati a livello
scientifico con materiale tecnico, ma l’approccio
da laboratorio è quello di evidenziare nuclei problematici,
quindi osservarli, analizzarli, “esperienziarli”.
Abbiamo evidenziato 5 punti (cardini) fondamentali:
numero ristretto di bambini per consentire
un rapporto faccia a faccia;
partire da ciò che i bambini sanno;
situazioni di problem-solving, cioè
di discussione, di riformulazione di ipotesi e di pensieri;
l’insegnante deve avere un ruolo
di sostegno, non corregge ma porta i bambini a produrre
strategie per arrivare alla formulazione di ipotesi;
portare il bambino dal pensiero parlato
al pensiero pensato.
I bambini di 5 anni hanno la possibilità
di accedere a tutti e 3 i laboratori organizzati e cioè:
LABORATORIO BLA BLA (I DISCORDI E LE PAROLE)
LABORATORIO H2O ( SPAZIO ORDINE E MISURA)
LABORATORIO ACQUATTAK (MESSAGGI FORME E
MEDIA)
Ogni settimana per 2 giorni consecutivi
(mercoledì e giovedì) viene proposto all’interno
dei laboratori un MICRO-PROGETTO, la cui realizzazione si
esaurisce nell’arco sei 2 incontri. La scelta del
laboratorio viene fatta liberamente dal bambino e questo
contribuisce notevolmente a mantenere elevato l’interesse
verso ciò che viene proposto.
Nei laboratori i bambini di 5 anni hanno
soprattutto “giocato a pensare”, a pensare a
cosa si poteva “fare” con ciò che avevano
a disposizione, provando, sbagliando, riprovando orgogliosi
alla fine di realizzare qualcosa di tangibile da poter mostrare
agli altri, ma soprattutto da portare a casa ai genitori.
Questo tipo di organizzazione favorisce
anche noi insegnanti, specialmente nella gestione del laboratorio
e nella conoscenza dei bambini delle altre sezioni. Ci consente
inoltre di seguirli singolarmente e accompagnarli nell’esperienza
adeguando la proposta in base al loro interesse a alla loro
curiosità.
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Indice generale di "Curricolo,
programmazione e POF"
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui
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