» Profili Fonologici: il caso di
un bambino con D.S.L. (I)
a cura di Sara Cerracchio
1. Presentazione del caso
L., al momento della prima osservazione (6 anni) presentava un
disturbo specifico di linguaggio e stava iniziando la prima elementare.
L. ha un fratello gemello (omozigota) anche lui con D.S.L.
La segnalazione è stata fatta dalle maestre della scuola
materna che avevano notato che entrambi i bambini non riuscivano
ad esprimersi bene: sostituivano e omettevano i suoni delle parole,
non riuscivano a costruire delle frasi ed, a volte, sembravano
non comprendere ciò che veniva detto loro.
In questa sezione prenderemo in considerazione il profilo linguistico
in generale e quello fonologico in particolare di L..
2. Valutazione cognitiva e linguistica
L. è stato sottoposto a valutazione cognitiva e linguistica
approfondita che evidenziava un
Q.I. nella norma e un disturbo specifico di linguaggio.
2.1. Pochi cenni sui dati emersi dalla valutazione linguistica
La valutazione linguistica evidenziava una comprensione del linguaggio
lievemente deficitaria per quanto riguardava la comprensione di
frasi, mentre era in norma, anche se bassa, per la comprensione
di parole isolate;
La produzione linguistica era maggiormente inficiata della comprensione.
L’analisi della produzione lessicale – semantica
evidenziava un livello ai limiti inferiori della norma con difficoltà
che riguardavano sia il sistema semantico che l’accesso
al lessico (la capacità di trovare le parole).
L’analisi della produzione sintattica evidenziava
che L. era in grado di produrre frasi complesse e articolate (lunghezza
media dell’enunciato e analisi qualitativa delle strutture
sintattiche).
Nonostante ciò emergevano:
- diversi errori riguardanti articoli, preposizioni e l’
accordo soggetto – verbo;
- frequenti esitazioni nella costruzione della frase e l’occasionale
difficoltà nel trovare la parola giusta;
- la sostituzione, l’omissione e l’inversione di parole.
L’analisi della produzione fonologica metteva
in evidenza un disturbo anche nell’area fonologica. Questo
aspetto verrà presentato nel dettaglio.
2.2. Due parole sul tipo di DSL
A volte, è difficile identificare una categoria diagnostica
precisa per inquadrare il tipo di DSL. Nel caso specifico, utilizzando
la classificazione di Rapin e Allen (1992), potremmo definire
il profilo linguistico di L. sia come una Sindrome fonologica
sintattica (difficoltà riguardanti prevalentemente l’aspetto
fonologico e sintattico ) che come una sindrome sintattico semantica
(difficoltà preminentemente sintattiche, d’accesso
lessicale e di anomia ).
Il primo quadro non rileva il disturbo nell’area semantica
identificato invece nel secondo dove però non viene menzionato
il disturbo fonologico.
Si potrebbe anche ipotizzare un deficit di programmazione fonologica
che inficia tutto il resto del quadro linguistico (in fondo la
comprensione sia sintattica che semantica è solo in lieve
ritardo).
Utilizzando invece la classificazione di Bloom e Lahey (1978)
si potrebbe inserire il disturbo di L. nei “disordini della
forma”: buona interazione tra contenuto e uso del linguaggio
separata dalla forma che invece non e’ efficiente. Rappresenta
la difficoltà di quei bambini le cui idee sul mondo e le
abilita’ non verbali per comunicare sono intatte. Risulta
invece deficitaria la conoscenza del sistema linguistico per rappresentare
e comunicare le idee; trovano difficoltà nell’imparare
ad usare i segni convenzionali della comunicazione. Quindi un
deficit nella conoscenza delle forme linguistiche a dispetto di
uno sviluppo concettuale adeguato.
La difficoltà nel ritrovare le parole, che e’ occasionalmente
osservato in questi bambini, e’ un’altra interruzione
nell’interazione tra forma e contenuto. Le circonlocuzioni
nascono dalla difficoltà nel ritrovare la forma che rappresenta
il concetto.
3. Il profilo fonologico di L.
3.1 Prima tappa: ottenere un campione di linguaggio spontaneo
sufficientemente ampio, audioregistrarlo e trascriverlo con la
trascrizione fonetica larga ( vedi paragrafo 2 in descrizione
dello strumento)
Nella tabella 1 e 2 sono riportati alcuni esempi degli enunciati
di L.

3.2 Seconda tappa: Analizzare il campione
di linguaggio spontaneo attraverso l’applicazione della
griglia fonologica (vedi paragrafo 3 in “descrizione dello
strumento”)
3.2.1. Analisi della maturità dello sviluppo fonologico
attraverso l’analisi dei fonemi occasionalmente o stabilmente
sostituiti o omessi. Si considerano i fonemi prodotti in diverse
posizioni di parola ma con sillabe “semplici” (CV
come cane o con geminate come canne) e senza considerare come
“errori” la non produzione che avviene per effetto
della lunghezza della parola .
Prospetto riassuntivo di L.

Commenti:
Luca ha sei anni. A questa età lo sviluppo fonologico dovrebbe
essere ormai completato e il sistema fonologico apparire stabile.
Notiamo invece che:
- alcuni fonemi sono omessi in diverse posizioni di parola
| - i fonemi sonori sono trasformati in sordi
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Seppure questo errore è presente in bambini con sviluppo
tipico in L. notiamo che l’errore è frequente e che
colpisce più fonemi.
- la doppia consonante è ridotta
- Infine sottolineiamo come questi errori emergano in parole brevi
e con strutture sillabiche semplici. Non sono dunque attribuibili
a difficoltà di pianificazione articolatoria.
Tutti gli errori sono occasionali e non obbligatori.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"Suono o Sono? - Un compito di consapevolezza fonologica"
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