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» Il bullismo. Educazione e valori: un'esperienza spagnola - Infantiae.Org™ n.242/2005

di Beatrice Bramucci, Irre Marche


A Siviglia e in tutta l’Andalusia è stato svolto e si continua a svolgere, fin dal 1995, un immenso lavoro per costruire una scuola che istruisca ed educhi ai valori morali nello stesso tempo. In particolare nella scuola “Italica-Academia Lebrija”, che accoglie alunne e alunni dalla scuola elementare alla scuola superiore, è stato messo in atto, in stretta collaborazione con le famiglie, il programma “Educazione alla giustizia, alla pace, alla solidarietà ed ai diritti umani oggi”, convinti dell’urgenza di insistere nella dimensione sociale dell’educazione, che si inserisce nel processo globale di trasformazione della società. L’intento è quello di formare persone che siano soggetti attivi e partecipativi, impegnati per la giustizia, la solidarietà, i diritti umani e la pace, senza dimenticare che il processo educativo si realizza nella quotidianità e nei differenti ambiti della nostra vita: il focolare, il lavoro, l’ozio, la strada, l’aula, i mezzi di comunicazione, ecc.
La necessità d’inserire l’Educazione morale nelle scuole è stata dettata dal fatto che sembra in aumento la violenza giovanile o “booling” (bullismo); per combattere tale fenomeno in Spagna si ritiene che sia opportuno ritrovare una nuova dimensione umanistica dal punto di vista dello studio dell’uomo. Nella cultura dei nostri giorni, definita da alcuni post-filosofica e post-moderna, segnata da incertezza, indeterminatezza e insicurezza, è importante considerare l’aspetto morale ed etico della vita dell’uomo. “Il nuovo mondo che emerge” si fa difficile e complesso perchè i cambiamenti profondi che si stanno verificando e le grandi problematiche che stanno sorgendo riguardano tutti i settori dell’attività umana: l’interdipendenza planetaria e la mondializzazione; l’impatto del neorealismo e della conseguente globalizzazione che riguarda il modo con il quale si distribuiscono i beni, l’organizzazione delle relazioni collettive, l’orientamento dei valori e dei comportamenti degli individui e della società e in definitiva la responsabilità etica; il degrado ambientale del pianeta e la crisi delle risorse; i flussi migratori e la loro incidenza nella creazione delle società multiculturali, multireligiose e multietniche; la moltiplicazione delle forme di esclusione sociale e di violenza, tra le quali emerge la discriminazione della donna.

Di qui l’urgenza di far crescere la coscienza collettiva, tessere nuove reti mondiali di solidarietà creando movimenti, organizzazioni, reti e gruppi della società civile che favoriscano la costruzione di nuove alternative di sviluppo sostenibile.
Di fronte a questo quadro, la proposta educativa dell’istituto di Siviglia si propone di costruire una scuola aperta alla vita, capace di vivere nel cambiamento e orientare al futuro, che intenda l’azione educativa come un compito di umanizzazione e promuova valori che aiutino a dare un senso alla vita. Una scuola insomma che si impegni a costruire una società che abbia come base l’affermazione della dignità di tutta la persona umana, promuova una cultura per la cittadinanza che supponga un esercizio di autonomia e responsabilità individuale e collettiva, di partecipazione, di solidarietà verso gli esclusi, offra ai giovani gli elementi per far crescere la consapevolezza di far parte di una società multiculturale e multietnica, prospetti alternative di non-violenza e consenta un impegno nella salvaguardia dell’ambiente e dell’ecologia.
Come? Innanzitutto cercando impostazioni e metodologie che favoriscano l’introduzione dell’Educazione ai Valori nei programmi delle differenti aree disciplinari, facendo emergere quei contenuti che permettono la comprensione più adeguata del nostro mondo, inserendo i diritti umani come parte integrante dell’educazione sociale, dando priorità, nella pratica educativa, all’attenzione della diversità. Questo, da parte dei docenti, richiede una riflessione attenta sull’aspetto del proprio ruolo come educatori, sulla possibilità di insegnare attraverso le opinioni, le attitudini ed i comportamenti e sulle responsabilità della scuola nel promuovere la giustizia, la solidarietà, la pace ed i diritti umani. Richiede soprattutto la capacità di lavorare in gruppo e propiziare la cooperazione in tutti gli ambiti dell’intervento educativo e stabilire relazioni con i movimenti sociali ed altri ambiti della società civile impegnati su questa linea. Fondamentali sono gli scambi con altri insegnanti, anche di altri paesi, per condividere esperienze, materiali, contenuti, metodi e procedimenti utilizzati che aiutino ad unificare gli sforzi verso questa dimensione.
Nell’ambito del progetto spagnolo grande importanza è stata data all’attenzione agli alunni e alle alunne con minor capacità e minor rendimento nello studio, potenziando gli adattamenti curricolari e l’aiuto dei ragazzi tra sè, alla partecipazione degli studenti ad azioni che rafforzano il senso di solidarietà, come: campagne, giornate della pace,o azioni di volontariato, alla realizzazione di esperienze di fratellanza con altre scuole a livello nazionale ed internazionale. Ma essenziale è apparso anche un processo di formazione rivolto ai genitori per aiutarli a considerare l’importanza che ha la famiglia nella società e a promuovere un ambiente partecipativo e di dialogo interfamiliare nel rispetto reciproco tra genitori e figli. Significativa, a questo punto, ci appare la frase della scrittrice spagnola Arantxa Aguado: “Solo un modello umanista con profonda radice solidale può affrontare in modo efficace le sfide della società emergente” (dalla Rivista “Trait d’Union”, a cura del Provveditorato agli studi di Ancona, anno 3°, n. 3, 1998).


L'educazione ai valori in Spagna

Con l'ordinanza del 19 dicembre 1995, emanata dalla Consejeria de Educaciòn y Ciencia, venivano istituiti i "centros docentes" in tutta l'Andalusia, all'interno dei quali gli insegnanti studiavano le modalità per inserire l'Educazione ai valori morali nel curricolo scolastico con carattere trasversale; questo supponeva la combinazione della conoscenza vera e propria delle diverse aree o materie con elementi tratti dalla vita quotidiana o di interesse sociale, nonché le componenti riferite allo sviluppo delle attitudini e dei valori. Nella citata ordinanza si riconosceva anche la necessità di stabilire programmi ed azioni che sensibilizzassero la comunità educativa riguardo all'importanza dell'introduzione dell'Educazione ai Valori nel complesso degli obiettivi e contenuti dell'insegnamento. Ugualmente vi si esplicitava l'opportunità di sviluppare azioni di formazione dei docenti e di elaborazione di materiali di sussidio e di orientamento che facilitassero la riflessione e l'attuazione delle tematiche trasversali più consone all'acquisizione dei Valori da parte degli alunni e delle alunne. Con tale obiettivo si riteneva necessaria la regolazione di una serie di programmi e di azioni da sviluppare con la partecipazione dei centri, le equipe dei docenti e di altre amministrazioni con competenze nei rispettivi ambiti. La regolazione di questi programmi perseguiva lo scopo di ottimizzare le risorse disponibili e di dare la massima diffusione delle azioni dei "centri" agli insegnanti dell'Andalusia per migliorare la qualità dell'insegnamento.
In una successiva ordinanza del 17 gennaio 1996 si stabiliva l'organizzazione ed il funzionamento dei programmi sull'Educazione ai Valori e sui temi trasversali del curricolo di cui si consideravano rilevanti i seguenti programmi: Educazione alla vita ed alla società; Educazione Ambientale; Educazione tra i pari; Educazione alla Salute.
L'Educazione ai Valori, quindi, era implicita in tutte le aree e materie del curricolo. Nell'articolo 2 si sottolineava e si dava la massima importanza alla promozione di azioni destinate a favorire la formazione del corpo insegnante (profesorado), l'innovazione e la ricerca educativa nei rispettivi ambiti individuando i seguenti obiettivi:
- promuovere la selezione, edizione e diffusione di materiale curricolare e di appoggio al corpo docente;
- dare impulso e coordinare le azioni e le campagne destinate a sensibilizzare la comunità educativa;
- coordinare le azioni e gli espedienti o risorse con altri dipartimenti, amministrazioni ed istituzioni competenti nei medesimi ambiti;
- elaborare le diagnosi delle necessità e valutare le azioni realizzate.

Si stabiliva anche di designare, nei "centri docenti", un "assessore" o "assessora" responsabile della coordinazione delle azioni d'impulso innovativo e della ricerca delle opportune collaborazioni con la Coordinazione Provinciale dei Programmi trasversali. Nell'Ordinanza si citava anche l'istituzione di una Ispezione Educativa con il compito di controllare che venisse compiuto ciò che era stabilito nell'Ordinanza stessa.

La necessità d'inserire l'Educazione morale nelle scuole è stata dettata dal fatto che sembra in aumento la violenza giovanile o "booling" (bullismo); per combattere tale fenomeno in Spagna si ritiene che sia opportuno ritrovare una nuova dimensione umanistica dal punto di vista dello studio dell'uomo.
Nella cultura dei nostri giorni, definita da alcuni post-filosofica e post-moderna, segnata da tre elementi: l'incertezza, l'indeterminatezza e l'insicurezza, è importante considerare l'aspetto morale ed etico della vita dell'uomo.
Alle Università di Valencia e di Madrid sono stati svolti seminari sull'Etica, anche all'Università di Amburgo si sta studiando sui problemi relativi al comportamento umano.
In Europa, pertanto, si sta mettendo al primo posto lo studio dei "valori universali" e si sta cercando di programmarli. I principali valori individuati, e sui quali gli studiosi concordano, si riferiscono a quelli considerati nella Dichiarazione universale dei diritti umani emanata dall'ONU:
- l'unicità della persona umana;
- la dignità della persona umana;
- la libertà della persona umana (per eleggere la propria forma di realizzazione);
- l'uguaglianza di tutti (come opzione basilare per la pace evitando la disuguaglianza, l'emarginazione tra distinte comunità ed etnie per raggiungere il valore supremo della solidarietà);
- il sentimento democratico;
- il rispetto dei diritti umani;
- la non-violenza;
- la difesa della vita e della qualità della vita;
- il diritto alla giustizia sociale, alla solidarietà, alla scienza, al progresso.

Il valore ritenuto più importante in assoluto è quello della giustizia, come fondamento epistemologico del tema.
Si vuole qui di seguito presentare una programmazione messa in atto nella scuola "Italica-Academia Lebrija" di Siviglia, che accoglie alunni e alunne dalla scuola elementare alla scuola superiore, in stretta collaborazione con le famiglie: insegnanti e genitori lavorano costantemente insieme, rispettando le stesse finalità e principi educativi per costruire valori comuni. Tale programma dal titolo "Educazione alla giustizia, alla pace, alla solidarietà ed ai diritti umani oggi" pone l'accento sull’urgenza d'insistere nella dimensione sociale dell'educazione, che si inserisce nel processo globale di trasformazione della società. Diventa, quindi, necessario formare persone che siano soggetti attivi e partecipativi, impegnati per la giustizia, la solidarietà, i diritti umani e la pace, senza dimenticare che il processo educativo si realizza nella quotidianità e nei differenti ambiti della nostra vita: il focolare, il lavoro, l'ozio, la strada, l'aula, i mezzi di comunicazione, ecc.
“Il nuovo mondo che emerge” si fa difficile e complesso perché i cambiamenti profondi che si stanno verificando e le grandi problematiche che stanno sorgendo riguardano tutti i settori dell'attività umana.
Tra i fenomeni che caratterizzano la nostra epoca spetta mettere in evidenza:
- l'interdipendenza planetaria e la mondializzazione, presenti al primo posto nell'economia e nell'informazione, con incidenza in tutti i paesi e popoli del mondo.
- L'impatto del neorealismo e della conseguente globalizzazione che riguarda il modo con il quale si distribuiscono i beni, l'organizzazione delle relazioni collettive, l'orientamento dei valori e dei comportamenti degli individui e della società e in definitiva la responsabilità etica.
- Il degrado ambientale del pianeta e la crisi delle risorse, conseguenza del consumo insostenibile di un accrescimento demografico senza precedenti.
- I flussi migratori e la loro incidenza nella creazione delle società multiculturali, multireligiose e multietniche.
- La moltiplicazione delle forme di esclusione sociale e di violenza, tra le quali emerge la discriminazione della donna.
- La coscienza collettiva, di cui è urgente creare nuove reti mondiali di solidarietà che facciano fronte ai problemi indicati precedentemente, con la conseguente creazione di movimenti, organizzazioni, reti e gruppi della società civile che favoriscano la costruzione di nuove alternative di sviluppo sostenibile.

Guardando il nostro mondo - noi chiediamo oggi: "Come educare alla giustizia, alla solidarietà, alla pace e ai diritti umani?" La proposta educativa si propone di costruire:
- una scuola che intende l'azione educativa come un compito di umanizzazione
- una scuola che promuova alcuni valori che aiutino a dare un senso alla vita
- una scuola aperta alla vita
- una scuola innovativa, capace di vivere nel cambiamento e orientare al futuro.


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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
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