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bullismo. Violenza e protezione dell'infanzia in Italia - Infantiae.Org™
n.240/2005
di Beatrice Bramucci, Irre Marche
Il nostro paese ha ratificato e resa esecutiva con la legge 27
maggio 1991 n. 179 la Convenzione dell'ONU sui diritti dell'infanzia
del 20 novembre 1989, che è entrata a far parte dell'ordinamento
giuridico, impegnandosi ad attuare un programma per tutelare al
meglio la personalità dei minori con il coinvolgimento
dell'intera comunità e degli organi istituzionali. L'Italia
non è rimasta mai inerte di fronte alle sollecitazioni
internazionali. Infatti, fin dal 1987 era stata prevista l'istituzione
di un Ministro per gli Affari Sociali e l'istituzione del Dipartimento
Affari Sociali presso la Presidenza del Consiglio. Nel 1992 fu
prevista la costituzione di un "Osservatorio Nazionale sui
problemi dei Minori". Nel 1995 una Commissione Speciale presso
la Camera dei Deputati assumeva l'impegno di sostenere un progetto
di politiche per la tutela dei soggetti in età evolutiva.
In quell'anno veniva istituito anche un Centro Nazionale di tutela
per l'infanzia con compiti di ricerca, documentazione e analisi
dei dati statistici, legislativi e bibliografici per approfondire
le tematiche dell'infanzia su quattro livelli di problemi:
- servizi sociali per l'infanzia;
- adozione internazionale e convenzione internazionale dell'Aja;
- violenza sui minori;
- bambini e televisione.
Sempre nel 1995 prendeva il via anche la realizzazione del Centro
di Documentazione Nazionale sull'infanzia a seguito di una convenzione
stipulata con l'Istituto degli Innocenti di Firenze che avrebbe
dovuto predisporre la "bozza" del primo rapporto sulla
condizione dell'infanzia in Italia.
L'Italia è, sul piano giuridico, il paese tra i più
avanzati nella tutela dei soggetti in età evolutiva ai
quali sono riconosciuti numerosi diritti: diritto ad una propria
personalità, diritto ad una famiglia, diritto di ogni figlio
ad avere uguali diritti nei confronti dei genitori, diritto ad
avere rispetto delle naturali inclinazioni, capacità e
aspirazioni, diritto a far sentire il proprio parere nelle vicende
familiari, diritto del soggetto disabile ad essere integrato nella
società, diritto del deviato sociale ad una intensa opera
di recupero e non all'emarginazione e segregazione.
Nel biennio 1994 - 96 sono state approvate alcune leggi di rilevante
importanza, quali:
- D.P.R. del 20 aprile 1994 n. 365 ha approvato il regolamento
che disciplina l'autorizzazione all'impiego dei minori in lavori
nel settore dello spettacolo;
- D.L. del 9 /9 1994 n.566 sulla tutela del lavoro dei fanciulli
e degli adolescenti;
- Legge 30 maggio 1995 n.203 - ha stabilito che le trasmissioni
televisive che contengano immagini di sesso o di violenza sono
ammesse solo nella fascia oraria fra le 23 e le 7;
- La legge sull'adozione che attribuisce agli adottati lo stato
di figli legittimi;
- Legge 8 agosto 1995 n. 352 sull'abolizione degli esami di riparazione
al fine di assicurare il diritto allo studio per tutti gli studenti;
- D.L.18 novembre 1995 n. 489 con disposizioni urgenti in materia
d'immigrazione: divieto di espulsione di stranieri minori di sedici
anni e delle donne in stato di gravidanza oltre il terzo mese;
- Legge 15 febbraio 1996 n. 66, che detta norme contro la violenza
sessuale e aumenta sensibilmente le pene, se la vittima è
un minore di quattordici anni.
E' opportuno indicare alcuni interventi posti in essere negli
ultimi anni dai Ministeri che si sono impegnati nel settore dell'infanzia.
Attività del Ministero dell’Istruzione
Questo Ministero si è innanzi tutto impegnato
per contrastare il fenomeno della dispersione scolastica istituendo
un Osservatorio nazionale ed Osservatori provinciali. Si possono
segnalare le seguenti iniziative:
- assicurare la scolarizzazione nei complessi carcerari;
- l'istituzione di posti di scuole in ospedale per assicurare
una certa continuità scolastica ai bambini ricoverati;
- l'inserimento nelle scuole elementari dei minori stranieri sfollati
da zone di guerra (progetti di accoglienza e recupero);
- l'istituzione di corsi di alfabetizzazione per il conseguimento
della licenza elementare per coloro che hanno superato i quindici
anni; attività di educazione alla salute e prevenzione
delle tossicodipendenze;
- l'integrazione dei soggetti handicappati;
- la realizzazione di un programma per l'educazione, intesa nel
senso più ampio del termine.
Vari interventi sono stati posti in essere in
un vasto arco temporale con i seguenti progetti:
- "GIOVANI" - scuole medie superiori
- "RAGAZZI 2000" - scuole elementari e medie di 1°
grado
- "ARCOBALENO" - scuole materne
- "GENITORI" - ha coinvolto genitori dalle elementari
alle scuole secondarie.
- "Centri di informazione e consulenza CIC" mediante
cui è stata iniziata l'esperienza dei
- "Progetti Educativi d'Istituto PEI".
Attività del Ministero di Grazia e Giustizia
La politica d'intervento dell'Ufficio Centrale
per la Giustizia Minorile si è posta come obiettivo primario
quello di limitare interventi restrittivi della libertà
personale ai casi più "problematici", potenziando
forme d'intervento alternative alla detenzione quali:
- sospensione del processo e messa alla prova;
- misure cautelari non detentive come prescrizioni, permanenza
in casa, collocamento in comunità;
- accompagnare il minore, la famiglia, il gruppo attraverso un
processo di cambiamento, consentendo loro di sviluppare le proprie
risorse personali.
In merito all'ultimo punto le attività del Servizio vengono
individuate in:
- elaborazione e attuazione di piani di intervento individualizzati
che, attraverso il processo di aiuto, attivino percorsi di crescita
e di responsabilizzazione del ragazzo;
- assistenza al minorenne in ogni stato e grado del procedimento
penale;
- favorire l'impegno culturale ed operativo della comunità
locale collaborando con i Servizi sociali dell'Ente locale, con
il privato sociale e il volontariato per predisporre piani d'intervento
integrato di prevenzione della devianza minorile.
Gli Istituti Penali per i minorenni hanno finalità
identificabili nell'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità
Giudiziaria, nel garantire i diritti soggettivi dei minori (diritto
alla salute ed alla crescita armonica sia fisica che psicologica;
diritto all'istruzione e al lavoro; diritto alla socializzazione
ed alle attività ludiche; diritto a mantenere i legami
con le figure significative) e attivare processi di responsabilizzazione
e di promozione umana del minore. A tal fine vengono organizzate,
negli IPM, attività scolastiche, professionali, di animazione
culturale, sportiva e ricreativa per stimolare lo sviluppo, lo
spirito d'iniziativa e la crescita dei minori in detenzione cercando
di potenziare il processo di autostima.
I Centri di prima accoglienza ospitano i minori
arrestati o fermati fino all'udienza di convalida e seguono i
minori, coordinandosi con gli Assistenti sociali ed i servizi
territoriali. Prendono, inoltre, contatti con le famiglie e svolgono
attività di sostegno e chiarificazione.
Il Centro Diurno polifunzionale del "Filangeri"
di Napoli costituisce l'unico esempio, in Italia, di un servizio
sperimentale finalizzato all'attuazione di misure cautelari non
detentive e di misure alternative e sostitutive alla detenzione.
Il Servizio offre diverse proposte in vari settori formativi e
valorizza l'aspetto educativo.
Attività del Ministero degli
Interni
Ha attivato iniziative di prevenzione del disagio
giovanile e, in particolare, di quella forma che sfocia nella
tossicodipendenza. E' stato istituito, nel 1984 a tale scopo,
l'Osservatorio permanente sul fenomeno droga con il compito di
fornire dati, notizie e riscontri sull'andamento del fenomeno
droga.
Attività del Ministero della Sanità
Il Piano Sanitario nazionale individua la tutela materno-infantile
tra i temi prioritari. Il Progetto Obiettivo 5A prevede l'umanizzazione
dei servizi sanitari¸ il potenziamento dei servizi ambulatoriali
e semiresidenziali e dei consultori familiari. E' stata istituita,
presso il Ministero della Sanità, la "Commissione
di studio per l'assistenza della gravidanza, al parto ed al periodo
perinatale" che ha elaborato dei documenti al fine di garantire
assistenza in gravidanza e perinatale ospedaliera. Inoltre, si
cercano di perfezionare gli interventi preventivi e diagnosi precoce
delle malformazioni e di alcune malattie congenite.
Il Ministero della Sanità, già da diversi anni,
ha svolto varie iniziative in tema di tutela della salute del
bambino e della donna. Il Programma Piano Infanzia è diretto
alla tutela della salute del bambino attraverso la trattazione
prioritaria di tre argomenti:
- l'abuso all'infanzia
- l'obesità
- le vaccinazioni facoltative.
Il messaggio sull'abuso all'infanzia vuole indurre l'opinione
pubblica alla riflessione ed è il seguente:
l'abuso e la violenza all'infanzia possono avvenire in tutti gli
ambienti sociali e culturali e non si esprimono soltanto in percosse
ed altre brutalità, ma anche attraverso parole che possono
ferire, minacce ripetute o attraverso il disinteresse continuo
nei confronti dei bambini.
Il messaggio sull'obesità infantile è quello di
sviluppare forme concrete di educazione dietetica dell'intero
nucleo familiare.
Il messaggio sulle vaccinazioni facoltative intende sensibilizzare
la popolazione sull'opportunità dell'esecuzione di vaccinazioni
quali l'antimorbillo, l'antirosolia, l'antipertosse, l'antiparotite
(malattie infettive che possono comportare complicazioni).
Il Programma Benessere Donna è diretto alla tutela della
salute della donna, nelle varie epoche della vita, ed è
stato attuato con diverse campagne e diffusione di opuscoli informativi.
Importantissime le iniziative realizzate nel mondo della scuola.
Sono stati organizzati numerosi seminari formativi per insegnanti,
nel corso dei quali è stato distribuito materiale didattico
utile e alla portata dei ragazzi.
Attività del Ministero del Lavoro
e della Previdenza Sociale
Questo Ministero esercita attività amministrativa in materia
di tutela del lavoro dei fanciulli, degli adolescenti, del minore
disabile e delle lavoratrici madri.
In campo nazionale gli Ispettorati del lavoro effettuano la vigilanza
sui minori occupati, pongono il divieto d'impiego sia nei lavori
faticosi e insalubri, sia sulla partecipazione dei minori nella
rappresentazione di spettacoli e a riprese cinematografiche. In
campo internazionale un apposito ufficio del Ministero cura l'attuazione
delle direttive UE e delle convenzioni OIL (organismo che interviene
sul problema del lavoro minorile ed è contro lo sfruttamento
dei bambini che lavorano nel mondo).
Gli interventi a livello locale
Gli interventi ed i servizi per l'età
evolutiva sono in gran parte di competenza degli ENTI LOCALI:
- alle REGIONI spetta il compito di emanare leggi attuative di
quelle nazionali, di emanare piani regionali riguardanti il funzionamento
dei servizi, di organizzare la ripartizione dei fondi, di prevedere
le forme di controllo sull'attività dei servizi.
- Ai COMUNI e alle aziende sanitarie locali, istituite dalle Regioni,
spetta il compito di gestire i servizi, per erogare interventi
di sostegno, di aiuto psicosociale, economico o di altra natura,
con modalità di intervento domiciliari, micro-comunitarie,
consultoriali, residenziali.
I servizi sociali erogati da Regioni e Comuni
a favore dei minori sono molteplici: asili nido, scuole materne
ed elementari, consultori familiari, assistenza maternità
ed infanzia, assistenza a favore dei minori nei soggiorni di vacanza,
iniziative formative, culturali e ricreative per i giovani, interventi
per le famiglie, interventi a favore dei minori emigrati ed immigrati,
ed infine a favore dei minori nomadi.
I servizi socio sanitari integrati in area materno infantile presenti
in molte realtà locali sono il consultorio familiare, l'unità
operativa per l'età evolutiva, l'unità operativa
di neuropsichiatria infantile e l'unità operativa handicap.
Ad essi afferiscono strutture socio-sanitarie-educative classificate
in vario modo: centro di pronta accoglienza, comunità alloggio,
casa famiglia, gruppo famiglia, istituto educativo assistenziale,
centro diurno, presidio multizonale.
Le situazioni di minori in difficoltà
sono in crescita a causa di crisi familiari, di scarso supporto
alla famiglia soprattutto nei primi anni di vita del bambino,
di abbandono, di abuso, di maltrattamento, di scarsa attenzione
istituzionale e sociale ai problemi dello sviluppo infantile.
E' sempre più evidente lo scarso investimento nei settori
della prevenzione e della promozione della salute dei minori.
Pertanto gli interventi da attuare a livello di distretti sociosanitari
sono ancora molti e dovrebbero essere mirati ad un aiuto-sostegno
alla famiglia e alla riqualificazione dei rapporti sociali favorendo
l'aggregazione dei ragazzi e delle loro famiglie. La prima esperienza
in tal senso è quella del Tempo per le famiglie realizzata
a Milano nel 1986 con lo scopo di offrire occasioni di socializzazione
a bambini e famiglie svantaggiate dei quartieri popolari del centro
milanese. All'avanguardia è anche l'Emilia Romagna dove
sono stati istituti nove "Centri per le famiglie" i
cui obiettivi sono quelli di valorizzare i saperi esperienziali,
sviluppare una responsabilità diffusa nei confronti dell'infanzia
e realizzare esperienze di educazione alla genitorialità.
Nei Centri per le famiglie sono stati promossi, inoltre, interventi
di mediazione familiare con l'obiettivo di supportare i genitori
separati o che stanno per farlo ad una elaborazione matura dei
conflitti al fine di garantire ai figli la continuità educativa
ed affettiva.
Per realizzare, quindi, un'adeguata tutela dell'infanzia è
necessaria una strategia condivisa da tutta la comunità
sociale, una strategia che rafforzi le azioni di coordinamento
tra le Regioni, gli Enti locali e l'Amministrazione centrale dello
Stato; che ponga particolare attenzione alle disuguaglianze tra
le diverse aree del Paese; che attui una maggiore attenzione e
sostegno al nucleo familiare del minore; che realizzi una razionalizzazione
dell'intervento amministrativo nei riguardi dell'infanzia e della
gioventù.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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