» Il bullismo. Presentazione di un'esperienza
- Infantiae.Org™ n.233/2005
di Beatrice Bramucci, Irre Marche
Il presente lavoro è una raccolta di esperienze sulle problematiche
inerenti i diritti umani, l’aggressività e il cosiddetto
fenomeno del “bullismo”. L’interesse per questo
argomento è nato fin dai tempi in cui insegnavo nella scuola
elementare quando osservavo in alcuni bambini una grossa carica
di aggressività. Il problema era anche di altre insegnanti
che a volte non sapevano come fare e come comportarsi. Del resto
si nota tanta aggressività e violenza non solo nella scuola,
ma anche nelle migliori famiglie tra coniugi, tra genitori e figli,
tra parenti, tra vicini di casa, tra conoscenti, l’uomo
particolarmente esercita delle prepotenze verso la donna, nell’ambiente
di lavoro tra colleghi o da parte del superiore verso il personale.
Così ho cominciato a studiare, a fare ricerca sui testi,
via Internet, partecipando a Seminari di studio e Convegni. Particolarmente
significativa è stata un’esperienza all’estero:
la visita di studio Arion dei progetti Socrates a Siviglia nel
novembre del 1998 il cui argomento della visita era proprio “Violenza
e protezione degli alunni”. Allora gli Spagnoli si sentivano
orgogliosi sia di essere stati tra i primi ad occuparsi del problema
da loro definito “Bullismo”, infatti la Dott.ssa Rosario
Ortega ed altri studiosi dell’Università di Siviglia
portavano avanti studi sulla violenza giovanile, sia di aver introdotto
nella scuola “L’educazione ai valori morali”.
Per quel tempo era considerato un sistema scolastico innovativo;
quando tornai in Italia e cominciai a scrivere un reportage di
tale esperienza diverse riviste, con notevole interesse, pubblicarono
i miei scritti che ho voluto raccogliere in questo opuscolo. Anche
in Italia si cominciò sempre più a studiare sul
bullismo, la Dott.ssa Menesini, docente nel Dipartimento di Psicologia
dell’Università di Firenze, per esempio, ricercatrice
confermata nel settore della psicologia dello sviluppo, ha posto
particolare attenzione all’aspetto comportamentale del bambino
con difficoltà relazionali e sociali nel contesto scolastico,
raccogliendo i dati delle ricerche effettuate in numerose pubblicazioni
in lingua italiana e in lingua inglese (Menesini E. Gini G., “Il
bullismo come processo di gruppo”, 2000); altri studiosi
in tutto il mondo si occupano di tale tematica, esistono a questo
proposito due siti Internet di cui si suggerisce la consultazione
della pagina
web.
Prima della partenza per la Spagna preparai del materiale sul
sistema educativo allora vigente in Italia e feci una ricerca
sull’argomento della violenza dei minori, recandomi presso
il Tribunale dei minori di Ancona per cercare testi su cui studiare
allo scopo di riferire ai colleghi stranieri la situazione italiana.
Mi fu consegnato un libro dal titolo: “Diritto di crescere
e disagio”- rapporto del 1996 sulla condizione dei minori
in Italia, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri
– Dipartimento per l’Informazione e l’editoria,
di cui preparai una breve sintesi che intitolai “Violenza
e protezione dell’infanzia in Italia”, pubblicata
l’anno successivo nella rivista scolastica “Innovazione
Scuola” dell’Irre – Marche.
Una volta ritornata in Italia, l’entusiasmante esperienza
spagnola, mi stimolò a tradurre nella nostra lingua e a
studiare tutto il materiale cartaceo che ci era stato consegnato
dai colleghi e dai relatori spagnoli. Ne scaturirono delle sintesi
che risultarono interessanti e vennero pubblicate in alcune riviste,
i titoli sono: “Educazione e valori: l’esperienza
spagnola”; “L’educazione ai valori morali in
Spagna”; Progetto”Educhiamoci e rispettiamoci insieme”.
L’esperienza vissuta in Spagna entusiasmò un’altra
e unica, oltre me, partecipante italiana al gruppo Arion, la Dott.ssa
Lo Giudice, allora Provveditrice di Terni, che mi inviò
il suo “Progetto integrato” chiedendo una collaborazione
da parte dell’Irre – Marche, ma, forse per motivi
finanziari, il mio Istituto di appartenenza non aderì all’iniziativa.
Sconsolata e delusa in un primo tempo, non mi volli arrendere
e, dal momento che il fine ultimo dei progetti europei è
quello di dare massima divulgazione di ciò che si è
appreso durante le visite di studio all’estero, inviai il
materiale grigio da me prodotto all’Istituto degli Innocenti
di Firenze, che si occupa dei problemi dei minori; alla Dott.ssa
Leengren della allora BDP (oggi INDIRE) a Firenze; in alcune scuole
delle Marche.
Nel dicembre 2000 venne organizzato dall’Università
degli studi di Verona un bellissimo Convegno nazionale “L’altro
mi guarda e mi riguarda – educarsi ed educare all’altruismo”
a cui partecipai con molto interesse. Gli atti del Convegno mi
furono spediti dopo alcuni mesi e li ho voluti inserire sintetizzati
in questa raccolta. Veniva anche segnalata una bibliografia specifica
al fine di consigliare buone pratiche didattiche per lo sviluppo
socio-affettivo negli alunni.
Il 12 settembre del 2001 organizzai per l’IRRE-Marche a
Senigallia un Seminario di studio dal titolo “Le relazioni
tra pari a scuola. Strategie di prevenzione e di intervento per
una gestione corretta dei conflitti”; furono invitati tre
relatori che da tempo si occupavano della tematica “bullismo”:
la Dott.ssa Carmen Belacchi, la Dott.ssa Ersilia Menesini, il
Dott. Lorenzo Talamelli. Una sintesi del Corso di formazione dal
titolo “A proposito di intolleranza...” fu pubblicata
nella rivista “Innovazione Scuola” dell’Irre-Marche
di dicembre 2001. Un abstract del Corso fu pubblicato anche in
Internet.
Nel mese di marzo 2002 a Carpi si svolse un altro importante Convegno
Internazionale di Educazione alla Pace a cui partecipai. Tra gli
ideatori del progetto Daniele Novara, Direttore del Centro Psicopedagogico
per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza. Il centro
si occupa da numerosi anni dei temi legati alla gestione e alla
trasformazione costruttiva dei conflitti e organizza Corsi e Seminari
negli ambiti educativi e socio-relazionali.
Nell’agosto 2002 a Manerba si svolse un Seminario residenziale
“Luoghi comuni” promosso dall’MCE (Movimento
di Cooperazione Educativa) in cui si toccavano i temi del conflitto
e del dialogo attraverso i quali si sviluppa la comunicazione;
l’esperienza formativa creò veramente le condizioni
di “luogo comune” inteso come luogo dove ci si può
incontrare con il “rispetto delle proprie intimità”,
come affermò il prof. Canevaro in quell’occasione.
Una delle ultime iniziative, rivolte agli educatori, sul tema
del bullismo è stata la Conferenza “Bullismo, prevaricazione
e rispetto nella scuola dell’obbligo” che ha avuto
luogo in Ancona nel febbraio del 2004, promotore l’Assessorato
alla cultura del Comune di Ancona. Il relatore prof. Claudio Baraldi,
docente dell’Università di Modena, ha presentato
i dati di una ricerca dalla quale emergono le caratteristiche
tipiche del fenomeno “bullismo”: azione offensiva
nei confronti del più debole; continuità dell’azione
offensiva; sistematicità.
Nell’ultima parte della raccolta ho voluto inserire anche
la recensione del libro di Fabrizio Mori “Nessun bambino
nasce cattivo” perché ho cercato nel libro delle
risposte ad alcuni dubbi che ho sempre avuto:
si può veramente educare l’essere umano al rispetto
dell’altro? In qualche individuo è già innata
una certa sensibilità interiore e quindi l’educazione
non serve più di tanto? Altri individui, invece, nascono
già con forti cariche aggressive e con l’educazione
c’è poco da fare? Esisteranno sempre, nonostante
una educazione adeguata impartita dalla famiglia e dalla scuola,
dei gran prepotenti ed egoisti che nella vita non sapranno mai
costruire rapporti positivi con gli altri?
Secondo Fabrizio Mori “nessun bambino nasce cattivo”,
quindi l’essere umano avrebbe una bontà innata che
si rovina e deteriora nell’ambiente negativo in cui il bambino
è costretto a vivere. Attraverso, invece, una educazione
adeguata, l’inserimento in un gruppo positivo e la proposta
di regole da rispettare, il bambino o l’adolescente difficile
può essere recuperato. Se posso esprimere il mio modesto
parere, anche per esperienze personali vissute, ritengo che ciò
che afferma l’autore sia piuttosto discutibile, non sono
stati messi in conto tutti i possibili fattori e aspetti che compongono
le dinamiche comportamentali umane. Su questo argomento si potrebbe
aprire un lungo dibattito. Auspico tuttavia che ciò che
afferma l’autore sopracitato possa verificarsi davvero,
purtroppo però, come ben sappiamo, la strada per il raggiungimento
di una buona comunicazione e una buona relazionalità tra
individui è tortuosa e difficile, se fosse così
facile non ci sarebbero più le guerre!
Tuttavia il compito degli educatori, operatori scolastici, insegnanti
è proprio quello di EDUCARE termine che ha molti significati
basta consultare un vocabolario: allevare, nutrire, istruire,
ammaestrare, avvezzare, coltivare, affinare, dirozzare, allenare,
portare metodicamente a un conveniente livello di maturità
sul piano intellettuale e morale, ecc., ecc.. Quindi educare al
rispetto del prossimo, affinando le maniere aggressive, poco gentili
dei propri allievi rientra tra le mansioni di un qualsiasi buon
educatore se vuole raggiungere gli obiettivi dell’educazione
alla Convivenza civile le cui indicazioni sono chiaramente esplicitate
nei Nuovi Ordinamenti Scolastici della Legge delega 28 marzo 2003,
n. 53, pag. 232 e segg. (Riforma Moratti). Infatti, tra gli obiettivi
dell’Educazione alla cittadinanza da raggiungere entro il
termine della classe quinta della scuola primaria si afferma:
“Interagire, utilizzando buone maniere, con persone conosciute
e non, con scopi diversi” e ancora “Accettare, rispettare,
aiutare gli altri e i “diversi da sè”, comprendendo
le ragioni dei loro comportamenti”. Tra gli obiettivi dell’Educazione
all’affettività da raggiungere al termine della classe
terza della scuola secondaria di 1° grado si afferma: “Essere
consapevole delle modalità relazionali da attivare con
coetanei e adulti di sesso diverso, sforzandosi di correggere
le eventuali inadeguatezze”.
La presente raccolta si conclude con indicazioni bibliografiche
ed in Appendice sono allegate: - alcune schede operative per lo
sviluppo delle abilità prosociali tratte dal volume del
Prof. Michele De Beni “Educare all’altruismo”,
Erickson, 2000 (Università di Verona); - l’elenco
dei partners europei che si occupano di “bullismo”;
- un progetto nazionale di Educazione alla cittadinanza redatto
dall’Irre – Veneto; - la sintesi di una Tavola Rotonda
sul bullismo svoltasi ad Urbino il 15 maggio 2003; - le pubblicazioni
dell’INDIRE on-line; un progetto di una scuola superiore
sul bullismo e disagio inserito nel POF; - un articolo “Bullismo
cultura di violenza a scuola” di Ivaldo Casula pubblicato
nella rivista Cem/Mondialità, maggio 2001; la segnalazione
da parte del sito Sophia delle iniziative per le scuole sul Progetto
Legalità avviate dal Ministero; - il programma di un convegno
sul “bullismo” a scuola tenutosi nella scuola elementare
San Lorenzo in Campo (Marche) il 31 gennaio 2004.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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