» Comunicazione & Contatti
Info e contatti
Portfolio

» Seminari & Convegni
» Eventi e prodotti editoriali

» Newsletter
Archivio newsletter
Pagina di registrazione
Newsletter 323/2008

» Ricerca nel sito

» Le Sezioni Speciali
ZeroTre Nido - Novità!
Infantiae Nido 2002-2006
Sviluppo del linguaggio
Programmazione e Pof
Il tirocinio
Come romanzi...
Diagnosi e intervento
Giocare con Infantiae.Org™
Infanzia e Lingua Scritta
» Le Edizioni Infantiae.Org™

» I Cd-Rom/libri di Infantiae.Org™

"ZEROTRE Bambini al Nido"
• "DAP Discorso e apprendimento"
"PLAYWAY Giocare per crescere"
"SUONO o SONO?"
"ELABORA Le Scienze nella scuola"
"FOAI Bambini e lingua scritta"
Entra nel catalogo online!
Torna alla pagina principale
  » Infantiae.Org - n.233/2005 ©®2000-2009 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Il bullismo. Presentazione di un'esperienza - Infantiae.Org™ n.233/2005

di Beatrice Bramucci, Irre Marche


Il presente lavoro è una raccolta di esperienze sulle problematiche inerenti i diritti umani, l’aggressività e il cosiddetto fenomeno del “bullismo”. L’interesse per questo argomento è nato fin dai tempi in cui insegnavo nella scuola elementare quando osservavo in alcuni bambini una grossa carica di aggressività. Il problema era anche di altre insegnanti che a volte non sapevano come fare e come comportarsi. Del resto si nota tanta aggressività e violenza non solo nella scuola, ma anche nelle migliori famiglie tra coniugi, tra genitori e figli, tra parenti, tra vicini di casa, tra conoscenti, l’uomo particolarmente esercita delle prepotenze verso la donna, nell’ambiente di lavoro tra colleghi o da parte del superiore verso il personale. Così ho cominciato a studiare, a fare ricerca sui testi, via Internet, partecipando a Seminari di studio e Convegni. Particolarmente significativa è stata un’esperienza all’estero: la visita di studio Arion dei progetti Socrates a Siviglia nel novembre del 1998 il cui argomento della visita era proprio “Violenza e protezione degli alunni”. Allora gli Spagnoli si sentivano orgogliosi sia di essere stati tra i primi ad occuparsi del problema da loro definito “Bullismo”, infatti la Dott.ssa Rosario Ortega ed altri studiosi dell’Università di Siviglia portavano avanti studi sulla violenza giovanile, sia di aver introdotto nella scuola “L’educazione ai valori morali”. Per quel tempo era considerato un sistema scolastico innovativo; quando tornai in Italia e cominciai a scrivere un reportage di tale esperienza diverse riviste, con notevole interesse, pubblicarono i miei scritti che ho voluto raccogliere in questo opuscolo. Anche in Italia si cominciò sempre più a studiare sul bullismo, la Dott.ssa Menesini, docente nel Dipartimento di Psicologia dell’Università di Firenze, per esempio, ricercatrice confermata nel settore della psicologia dello sviluppo, ha posto particolare attenzione all’aspetto comportamentale del bambino con difficoltà relazionali e sociali nel contesto scolastico, raccogliendo i dati delle ricerche effettuate in numerose pubblicazioni in lingua italiana e in lingua inglese (Menesini E. Gini G., “Il bullismo come processo di gruppo”, 2000); altri studiosi in tutto il mondo si occupano di tale tematica, esistono a questo proposito due siti Internet di cui si suggerisce la consultazione della pagina web.

Prima della partenza per la Spagna preparai del materiale sul sistema educativo allora vigente in Italia e feci una ricerca sull’argomento della violenza dei minori, recandomi presso il Tribunale dei minori di Ancona per cercare testi su cui studiare allo scopo di riferire ai colleghi stranieri la situazione italiana. Mi fu consegnato un libro dal titolo: “Diritto di crescere e disagio”- rapporto del 1996 sulla condizione dei minori in Italia, pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’editoria, di cui preparai una breve sintesi che intitolai “Violenza e protezione dell’infanzia in Italia”, pubblicata l’anno successivo nella rivista scolastica “Innovazione Scuola” dell’Irre – Marche.

Una volta ritornata in Italia, l’entusiasmante esperienza spagnola, mi stimolò a tradurre nella nostra lingua e a studiare tutto il materiale cartaceo che ci era stato consegnato dai colleghi e dai relatori spagnoli. Ne scaturirono delle sintesi che risultarono interessanti e vennero pubblicate in alcune riviste, i titoli sono: “Educazione e valori: l’esperienza spagnola”; “L’educazione ai valori morali in Spagna”; Progetto”Educhiamoci e rispettiamoci insieme”.

L’esperienza vissuta in Spagna entusiasmò un’altra e unica, oltre me, partecipante italiana al gruppo Arion, la Dott.ssa Lo Giudice, allora Provveditrice di Terni, che mi inviò il suo “Progetto integrato” chiedendo una collaborazione da parte dell’Irre – Marche, ma, forse per motivi finanziari, il mio Istituto di appartenenza non aderì all’iniziativa. Sconsolata e delusa in un primo tempo, non mi volli arrendere e, dal momento che il fine ultimo dei progetti europei è quello di dare massima divulgazione di ciò che si è appreso durante le visite di studio all’estero, inviai il materiale grigio da me prodotto all’Istituto degli Innocenti di Firenze, che si occupa dei problemi dei minori; alla Dott.ssa Leengren della allora BDP (oggi INDIRE) a Firenze; in alcune scuole delle Marche.

Nel dicembre 2000 venne organizzato dall’Università degli studi di Verona un bellissimo Convegno nazionale “L’altro mi guarda e mi riguarda – educarsi ed educare all’altruismo” a cui partecipai con molto interesse. Gli atti del Convegno mi furono spediti dopo alcuni mesi e li ho voluti inserire sintetizzati in questa raccolta. Veniva anche segnalata una bibliografia specifica al fine di consigliare buone pratiche didattiche per lo sviluppo socio-affettivo negli alunni.

Il 12 settembre del 2001 organizzai per l’IRRE-Marche a Senigallia un Seminario di studio dal titolo “Le relazioni tra pari a scuola. Strategie di prevenzione e di intervento per una gestione corretta dei conflitti”; furono invitati tre relatori che da tempo si occupavano della tematica “bullismo”: la Dott.ssa Carmen Belacchi, la Dott.ssa Ersilia Menesini, il Dott. Lorenzo Talamelli. Una sintesi del Corso di formazione dal titolo “A proposito di intolleranza...” fu pubblicata nella rivista “Innovazione Scuola” dell’Irre-Marche di dicembre 2001. Un abstract del Corso fu pubblicato anche in Internet.
Nel mese di marzo 2002 a Carpi si svolse un altro importante Convegno Internazionale di Educazione alla Pace a cui partecipai. Tra gli ideatori del progetto Daniele Novara, Direttore del Centro Psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti di Piacenza. Il centro si occupa da numerosi anni dei temi legati alla gestione e alla trasformazione costruttiva dei conflitti e organizza Corsi e Seminari negli ambiti educativi e socio-relazionali.
Nell’agosto 2002 a Manerba si svolse un Seminario residenziale “Luoghi comuni” promosso dall’MCE (Movimento di Cooperazione Educativa) in cui si toccavano i temi del conflitto e del dialogo attraverso i quali si sviluppa la comunicazione; l’esperienza formativa creò veramente le condizioni di “luogo comune” inteso come luogo dove ci si può incontrare con il “rispetto delle proprie intimità”, come affermò il prof. Canevaro in quell’occasione.

Una delle ultime iniziative, rivolte agli educatori, sul tema del bullismo è stata la Conferenza “Bullismo, prevaricazione e rispetto nella scuola dell’obbligo” che ha avuto luogo in Ancona nel febbraio del 2004, promotore l’Assessorato alla cultura del Comune di Ancona. Il relatore prof. Claudio Baraldi, docente dell’Università di Modena, ha presentato i dati di una ricerca dalla quale emergono le caratteristiche tipiche del fenomeno “bullismo”: azione offensiva nei confronti del più debole; continuità dell’azione offensiva; sistematicità.
Nell’ultima parte della raccolta ho voluto inserire anche la recensione del libro di Fabrizio Mori “Nessun bambino nasce cattivo” perché ho cercato nel libro delle risposte ad alcuni dubbi che ho sempre avuto:
si può veramente educare l’essere umano al rispetto dell’altro? In qualche individuo è già innata una certa sensibilità interiore e quindi l’educazione non serve più di tanto? Altri individui, invece, nascono già con forti cariche aggressive e con l’educazione c’è poco da fare? Esisteranno sempre, nonostante una educazione adeguata impartita dalla famiglia e dalla scuola, dei gran prepotenti ed egoisti che nella vita non sapranno mai costruire rapporti positivi con gli altri?
Secondo Fabrizio Mori “nessun bambino nasce cattivo”, quindi l’essere umano avrebbe una bontà innata che si rovina e deteriora nell’ambiente negativo in cui il bambino è costretto a vivere. Attraverso, invece, una educazione adeguata, l’inserimento in un gruppo positivo e la proposta di regole da rispettare, il bambino o l’adolescente difficile può essere recuperato. Se posso esprimere il mio modesto parere, anche per esperienze personali vissute, ritengo che ciò che afferma l’autore sia piuttosto discutibile, non sono stati messi in conto tutti i possibili fattori e aspetti che compongono le dinamiche comportamentali umane. Su questo argomento si potrebbe aprire un lungo dibattito. Auspico tuttavia che ciò che afferma l’autore sopracitato possa verificarsi davvero, purtroppo però, come ben sappiamo, la strada per il raggiungimento di una buona comunicazione e una buona relazionalità tra individui è tortuosa e difficile, se fosse così facile non ci sarebbero più le guerre!

Tuttavia il compito degli educatori, operatori scolastici, insegnanti è proprio quello di EDUCARE termine che ha molti significati basta consultare un vocabolario: allevare, nutrire, istruire, ammaestrare, avvezzare, coltivare, affinare, dirozzare, allenare, portare metodicamente a un conveniente livello di maturità sul piano intellettuale e morale, ecc., ecc.. Quindi educare al rispetto del prossimo, affinando le maniere aggressive, poco gentili dei propri allievi rientra tra le mansioni di un qualsiasi buon educatore se vuole raggiungere gli obiettivi dell’educazione alla Convivenza civile le cui indicazioni sono chiaramente esplicitate nei Nuovi Ordinamenti Scolastici della Legge delega 28 marzo 2003, n. 53, pag. 232 e segg. (Riforma Moratti). Infatti, tra gli obiettivi dell’Educazione alla cittadinanza da raggiungere entro il termine della classe quinta della scuola primaria si afferma: “Interagire, utilizzando buone maniere, con persone conosciute e non, con scopi diversi” e ancora “Accettare, rispettare, aiutare gli altri e i “diversi da sè”, comprendendo le ragioni dei loro comportamenti”. Tra gli obiettivi dell’Educazione all’affettività da raggiungere al termine della classe terza della scuola secondaria di 1° grado si afferma: “Essere consapevole delle modalità relazionali da attivare con coetanei e adulti di sesso diverso, sforzandosi di correggere le eventuali inadeguatezze”.

La presente raccolta si conclude con indicazioni bibliografiche ed in Appendice sono allegate: - alcune schede operative per lo sviluppo delle abilità prosociali tratte dal volume del Prof. Michele De Beni “Educare all’altruismo”, Erickson, 2000 (Università di Verona); - l’elenco dei partners europei che si occupano di “bullismo”; - un progetto nazionale di Educazione alla cittadinanza redatto dall’Irre – Veneto; - la sintesi di una Tavola Rotonda sul bullismo svoltasi ad Urbino il 15 maggio 2003; - le pubblicazioni dell’INDIRE on-line; un progetto di una scuola superiore sul bullismo e disagio inserito nel POF; - un articolo “Bullismo cultura di violenza a scuola” di Ivaldo Casula pubblicato nella rivista Cem/Mondialità, maggio 2001; la segnalazione da parte del sito Sophia delle iniziative per le scuole sul Progetto Legalità avviate dal Ministero; - il programma di un convegno sul “bullismo” a scuola tenutosi nella scuola elementare San Lorenzo in Campo (Marche) il 31 gennaio 2004.

Vai al progetto

Newsletter di riferimento

 
   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

» Clicca qui per informazioni su "Sconto 50% Università"

» Acquista "DAP" a € 34,00
» Acquista "DAP" a € 17,00


» Spese di spedizione
- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 2,70
- PACCO CELERE TRE CONTRASSEGNO (consegna 3/4 gg lavorativi) = € 8,00

(*) Pagamento in carta di credito, bonifico bancario, c/c postale

Contatti
- Ordini via FAX ai numeri +39.06.7102526
- Informazioni al numero mobile 329.7004539 e/o a commerciale@infantiae.org


  » Cos'è e come iscriversi alla nostra newsletter ©®2000-2009 Infantiae.Org™ s.r.l. - Note legali
 

» Cos'è una newsletter
La newsletter è una modalità di comunicazione via Internet (testo scritto e/o pagina web) che generalmente viene inviata nella casella di posta elettronica di un utente/abbonato. Tutti gli abbonati alla news di Infantiae.Org™ ricevono periodicamente e gratuitamente un breve messaggio di testo con i titoli dei diversi contributi settimanali.

» Iscriviti subito!
Progetti didattici, esperienze, recensioni di testi, notizie di attualità sulle politiche educative delle diverse realtà territoriali, rappresentano solo una parte dei contenuti che settimanalmente proponiamo ai nostri lettori. » Pagina di registrazione

» Come consultare le newsletter precedenti
(A) Visitando il nostro "archivio"
(B) Utilizzando il motore di ricerca delle newsletter in basso

» Il motore di ricerca delle "newsletter"

» Cosa trovare all'interno

Questo motore di ricerca è collegato solo ed esclusivamante all'elenco completo delle newsletter di Infantiae.Org™ e non deve essere consultato per la ricerca di articoli/contributi suddivisi per argomento e/o parole chiave. Per la ricerca di questi ultimi utilizzare il motore di ricerca generale presente nella parte alta di questa pagina.

» Come funziona il motore di ricerca
(A) Digitare all'interno della casella di testo l'istruzione letter01 per la newsletter n.1 (letter con numero senza spazi e senza virgolette), "letter02" per la newsletter n.2 e così via.
(B) Cliccare il pulsante "Invia" a lato.

- ATTENZIONE! Per evitare l'intero elenco delle newsletter precedenti, ovvero centinaia di news in un singolo files, digitare specificatamente letter01 (letter con numero senza spazi e senza virgolette) e non soltanto la parola "letter". In caso contrario il database pubblicherà l'intero elenco dei files contenenti la parola letter!

» Trova le newsletter precedenti


 

 
  » Torna alla pagina principale ©®2000-2008 Infantiae.Org™ s.r.l.