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Infantiae.Org Nido"
Le prestazioni interazionali degli spazi
al nido: l'autonomia
a cura della redazione di Infantiae.org
Di che cosa si tratta
L'organizzazione degli spazi del nido, così come la disposizione
degli arredi e la collocazione dei materiali, dei supporti didattici
e dei giocattoli contribuiscono anch'essi a favorire lo sviluppo
dell'autonomia del bambino.
Vi è la necessità, in primo luogo, di garantire,
attraverso l'organizzazione fisica dello spazio, il superamento
di impedimenti e barriere (soprattutto se non sono necessarie,
e fatte salve le norme di sicurezza) per garantire protezione
e cura. In questo senso, l'organizzazione degli spazi deve essere
in massima misura funzionale allo sviluppo dell'autonomia personale
di tutti i bambini, rinunciando ad ogni possibile situazione di
mortificazione delle possibilità di crescita di ognuno.
Vi è anche la necessità, in secondo luogo, di attribuire
allo spazio ed alla sua organizzazione una dimensione il più
possibile personalizzante: da questo punto di vista lo spazio
deve cioè essere - usiamo un termine "darwiniano"
- ‘adatto’, ossia non solamente portatore di un sistema
organizzativo pratico stabile, ma anche in grado di mantenere
aperto un ponte di contatto fra i medium della cultura ed in singoli
soggetti (i bambini) che se ne debbono appropriare.
Un ulteriore aspetto importante, in terzo luogo, tira direttamente
in ballo le capacità organizzative degli adulti e consiste
nella possibilità e disponibilità a progettare e
ri-progettare gli spazi secondo le necessità e le opportunità
di un progetto di educativo di ampio respiro ad di là delle
'intuizioni' del momento. Ci si riferisce, in altre parole, alla
capacità di un impiego insieme funzionale e polivalente
degli spazi senza perdere di vista la linea progettuale di fondo
che ci si è dati.
Che fare
Sul piano operativo occorre:
• Prestare attenzione alle difficoltà create ad esempio
da una eccessiva penuria di arredi e di materiali. Spesso nidi
d'infanzia eccessivamente spogli e vuoti corrono il rischio di
creare una situazione di 'monotonia percettiva' a causa dell'eccessiva
esiguità e povertà degli stimoli (percettivi, visivi,
tattili, ecc.).
• Prestare attenzione anche alla situazione opposta, rappresentata
da una ridondanza non necessaria di materiali. Si crea, in questo
caso, una situazione di 'bombardamento percettivo' creando una
situazione caotica di stimoli.
• Prestare attenzione agli eventuali impedimenti (ad esempio
nel movimento quotidiano, nel facile accesso agli oggetti ed agli
strumenti a disposizione) a causa di arredi non ben disposti,
così come di materiali immediatamente messi a disposizione
in modo confuso e non finalizzato. Anche in questo caso il bambino
finisce per trovarsi immerso in un caos percettivo dal quale non
sa districarsi e non è quindi in grado di imprimere una
direzione coerente alle sue azioni.
• Consentire la possibilità di 'percorsi personali'
caratterizzati dal riconoscimento di un proprio spazio anche individuale
sia in ambito funzionale (l'armadietto nel quale inserire i propri
indumenti, il pendaglio personale a cui appendere il proprio bavaglino,
lo spazio per le scarpe, ecc.) che in ambito didattico (un raccoglitore
per la propria storia personale, per le proprie fotografie ed
i propri disegni, ecc.).
• Consentire il riconoscimento dei 'percorsi sociali' del
gruppo o dei sottogruppi all'interno della sezione (uno spazio
per appendere i disegni prodotti dal gruppo, un luogo nel quale
riporre tutti i materiali di un certo tipo, come ad esempio il
materiale per il disegno o per le attività espressive).
• Favorire in massimo grado la partecipazione alla vita
della comunità coinvolgendo per quanto possibile e nelle
modalità considerate opportune i bambini nello svolgimento
delle incombenze quotidiane, come la partecipazione all'apparecchiatura
della tavole, ai lavori di riassetto e di riordino, alla sistemazione
delle sedie, dei tavolini, ecc.
Domande e problemi
L'impedimento maggiore alla conquista dell'autonomia è
rappresentata dal timore, che a volte gli adulti nutrono, che
il bambino sia ancora troppo piccolo, e quindi non ancora in grado
di affrontare da solo alcuni piccoli problemi della vita quotidiana.
L'epoca attuale sembra inoltre caratterizzata, almeno in alcune
circostanze da una mala intesa idea di cura che si traduce in
un eccesso di protezione nei confronti dell'infanzia che può
portare a considerare i bambini ancora incapaci di alcune prestazioni
alle quali sarebbero invece pronti.
Si assiste anche, oggi, ad un sentimento di malintesa adeguatezza
genitoriale che fa sì che molte madri e padri vedano pericoli
ovunque e siano critici su qualsiasi cosa che per mancanza di
sicurezza personale in relazione ai rapporti di cura. Ad esempio
le garanzie della sicurezza si traducono a volte in un controllo
ansioso del bambino che, per non fargli correre rischi, gli si
impedisce qualsiasi esperienza se non sotto il diretto e personale
controllo dell'adulto. Accade così, ad esempio, che ogni
scalino venga visto come una barriera, ogni porta od ogni finestra
come un possibile pericolo, ogni irregolarità del terreno
come un possibile rischio, ecc.
Il limite derivante da tutto questo è quello di costruire
un bambino eccessivamente protetto e perciò fragile, incapace
di affrontare i piccoli problemi della quotidianità o di
superare piccole barriere personali perché è circondato
da adulti si sostituiscono a lui ed agiscono in sua vece.
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» Prodotto editoriale
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» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
- (Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo
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Spese di spedizione
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