» "Oltre le paure: verso un'idea di micromusica.
Un'esperienza" (III) - Infantiae.Org™ n.228/2005
Lo spazio e gli spazi al nido
d'infanzia
a cura della redazione di Infantiae.org
Iniziamo con questa newsletter di Infantiae.Org una riflessione
sugli spazi all'asilo nido che ci accompagnerà per diverse
settimane.
Le qualità dello spazio riveste un ruolo di importanza
cruciale per determinare il benessere dei bambini e delle bambine
all'asilo nido.
Non deve solo rispondere a caratteristiche tecniche ed essere
conforme alle disposizioni di legge (che, pur fra loro simili
nella sostanza, variano da regione a regione per alcuni particolari
aspetti). Questi compiti, di norma, sono affidati rispettivamente
al costruttore (o ristrutturatore, se si tratta di spazi già
esistenti) e/o al gestore che si assume la responsabilità
dell'apertura del nido d'infanzia ed ottiene le necessarie autorizzazioni
dagli organismi competenti. Debbono anche rispondere a requisiti
pedagogici e, da questo punto di vista, le opportunità
non sono univoche, poiché vi sono molti modi buoni di realizzare
un nido e, conseguentemente, vi sono molti modi corretti ed adeguati
di organizzazione degli spazi, senza che vi sia di necessità
un modello assoluto che si presenti come il migliore di tutti.
Modi diversi rispondono ad esigenze ed aspetti diversi.
A questo proposito occorre sfatare, innanzi tutto, due falsi miti
che tendono a porre esigenze (ed in qualche caso a sollevare tensioni)
senza una risposta adeguata alle necessità effettive.
a.
Il primo consiste nella convinzione che qualsiasi spazio vada
bene purché corrisponda ai parametri tecnici stabiliti
dalle norme di legge previste. Il numero dei metri quadrati pro-capite,
così come il numero dei water a disposizione, la presenza
di luce esterna sufficiente sono parametri tecnici tesi a garantire
gli standard minimi di 'agibilità' che poco hanno a che
fare con l'adeguatezza educativa ed ancor meno con la qualità
pedagogica. Spesso tali parametri non tengono conto infatti della
necessità di organizzare le attività per gruppi
(esistono situazioni nelle quali un numero elevato di bambini
è obbligata a stare insieme perché vi sono a disposizione
solamente spazi ampi e poco specializzati). In altri casi, per
passare da un servizio all'altro occorre attraversare spazi nei
quali i bambini stanno lavorando o giocando, creando inevitabili
situazioni di disturbo.
E' necessario cioè che gli spazi siano anche opportunamente
'specializzati' affinché rispondano in modo adeguato alle
molteplici e mutevoli esigenze dei servizio e della sua organizzazione.
b.
Il secondo consiste nella convinzione che non vi siano mai spazi
a sufficienza e che sia necessario avere a disposizione un numero
elevato di spazi . Si tratta, a ben vedere, del limite opposto,
rappresentato da coloro che vorrebbero che ogni attività
fosse caratterizzata da uno spazio (un'aula, un laboratorio, ecc.)
ad hoc. Ad esempio, una stanza per le attività di sezione,
una stanza per il pasto, una stanza per le attività pittoriche,
una stanza per le attività manipolative, uno spazio specifico
per la lettura e così via.
In questo caso l'abbondanza degli spazi può far correre
il rischio di creare dispersione e frammentazione. Gli spazi del
nido d'infanzia rappresentano un contesto da 'abitare' e da 'vivere'
quotidianamente. E' importante che, entro certi limiti, gli spazi
siano modificabili, anche giornalmente, secondo le necessità
e le occasioni.
Pensare alla strutturazione ed all'organizzazione
degli spazi del nido in funzione del bambino significa da un lato
riflettere sulla sua articolazione fisica e sulla collocazione
dei materiali e degli arredi, dall'altro occuparsi della qualità
del contesto, nella molteplicità dei suoi piani: comunicativo,
relazionale e cognitivo.
Ci poniamo, alla luce di queste riflessioni,
due domande: la prima si interroga, sul piano culturale, quali
sono gli ambiti significativi di riflessione all'interno dei quali
muoversi nella prospettiva di un'analisi degli spazi del nido;
la seconda propone, sul piano organizzativo e pratico, alcune
indicazioni per la fattiva articolazione degli spazi.
Nelle situazioni comuni, il più delle volte gli spazi sono
dati per scontati. L'educatore quando inizia per la prina volta
il proprio lavoro li trova già predisposti e, tranne nei
casi in cui un nido d'infanzia viene aperto per la prima volta,
già 'abitati'. In generale, nn potrà perciò
fare altro che dare per scontato e prendere atto di ciò
che già esiste, ossia la loro articolazione preesistente
e l'uso consolidato che chi vi opera all'interno effettua. L'unica
possibilità è perciò quella di adattarsi
alla situazione, nella prospettiva di integrarsi il prima possibile
nella nuova situazione.
I casi nei quali si presenta l'occasione di progettare gli spazi
(come quando un nido viene realizzato per la prima volta oppure
se ne prevede la consistente ristrutturazione) e gli stessi educatori
vengono coinvolti nel processo sono infrequenti; il più
delle volte gli spazi sono stati pensati da altri (in qualche
caso in altre epoche che riflettono un'idea dell'infanzia e dei
suoi bisogni diversa da quella di oggi) e l'unica possibilità
è di accettarli così come sono ed adeguarvisi. I
bambini, del resto, faranno la stessa cosa.
Eppure una riflessione 'a monte' dell'impiego degli spazi può
rivelarsi importante per una loro migliore fruizione.
E' importante porsi domande in relazione alle loro:
• caratteristiche funzionali (sono
utilizzati nel modo migliore? vi sono dei miglioramenti possibili?
E' garantita la sicurezza e la protezione di bambini e adulti?
Consentono un clima di stabilità? Sono accoglienti? Alcune
necessarie funzioni sono sufficientemente adeguate e comode?);
• possibilità comunicative
ed alle garanzie che sono in grado di offrire sul piano degli
scambi interazionali e sociali (consentono l'autonomia? Garantiscono
il riconoscimento e la valorizzazione di ognuno? Permettono una
molteplicità di possibilità comunicative non verbali
e verbali? Favoriscono la condivisione? Consentono il lavoro di
piccolo gruppo? Lo scambio fra pari? Offrono, in generale, buone
condizioni di vivibilità?);
• prestazioni simbolico-culturali
tese a promuovere favorevoli condizioni di sviluppo di tutti i
bambini (Esistono ampie possibilità di gioco in tutte le
sue molteplici forme? E' garantita la possibilità di esplorazione,
scoperta, soddisfazione della incessante curiosità dei
bambini? E' favorito l'apprendimento nelle sue molteplici forme?
E ancora, le qualità estetiche sono tali da consentire
un gradimento pieno degli spazi a disposizione tanto da consentirne
un'autentuica immersione in essi?)
La riflessione proseguirà nelle prossime newletter con
lo sviluppo di alcuni indicatori culturali dell'organizzazione
degli spazi al nido secondo lo schema qui sotto riportato.
(1) Le prestazioni funzionali
• La sicurezza
• La stabilità
• La riconoscibilità
(2) Le prestazioni interazionali
• L'autonomia
• La condivisione
• la comunicazione
(3) Le prestazioni simbolico - culturali
• L'estetica
• L'apprendimento
• Il gioco