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  » Sezione Speciale - "Tirocinio" ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Le teorie - Sezione Speciale - "Tirocinio"

Il tirocinio come percorso formativo integrato (IV)

di Franco Biancardi, Dirigente scolastico, supervisore coordinatore delle attività di tirocinio nell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

4. L’organizzazione del tirocinio

Tenuto conto della complessità delle variabili in gioco, il tirocinio non può essere organizzato secondo un approccio di tipo lineare ma occorre una modalità sistemica. In primo luogo si evidenziano gli aspetti istituzionali, cioè tutta quella serie di rapporti più o meno formalizzati che si stabiliscono fra l’università e l’istituzione scolastica accogliente; vi è poi il complesso dei rapporti di natura spiccatamente gestionale che impegnano da un lato gli organi accademici preposti al corso di laurea e, dall’altro, la scuola sede del tirocinio; vi sono altresì i fattori collegati al tutoring propriamente detto che coinvolge i tutor operanti nell’università e quelli attivi a scuola; infine emerge l’aspetto strettamente formativo che riguarda lo studente, nella complessità delle sue relazioni sia all’interno sia all’esterno dell’università.
In tal modo si struttura una rete organizzativa che vede, da un lato, i supervisori impegnati in sede universitaria guidare ed orientare gli studenti, dall’altro i docenti mèntori operanti nelle sedi scolastiche attivare e sostenere le esperienze formative nelle concrete situazioni didattiche; è naturale che fra supervisori e mèntori debba sussistere un condiviso ed esplicito patto collaborativo di tutoring come risultato di una preliminare convenzione stipulata fra la sede universitaria e l’istituzione scolastica. In questa logica organizzativa è pure fondamentale la preventiva stipula di uno specifico contratto formativo fra il tirocinante ed il suo supervisore.
È altresì necessario assicurare un costante raccordo fra i vari momenti formativi per garantire un continuum esperienziale che consenta al tirocinante una sicura progressione nei livelli di competenza ed abilità, fino alla definizione di una solida professionalità in fieri.
La gradualità dei passaggi va definita e salvaguardata già al momento della progettazione dell’itinerario formativo delle attività di tirocinio didattico. In sintonia con i già citati orientamenti provenienti dalle disposizioni normative relative all’organizzazione del corso di laurea, emerge l’opportunità di scandire il percorso in quattro fondamentali fasi, ciascuna delle quali corrisponde ad ognuno degli attuali quattro anni accademici (comunque, è già in fase organizzativa la triennalizzazione del corso di laurea e la successiva biennalità di specializzazione, in sintonia con il già vigente ordinamento didattico universitario generale e con la recente riforma del sistema nazionale d’istruzione e di formazione di cui alla legge n.53/2003).
Il vigente 1° biennio è propedeutico, comune alla scuola dell’infanzia ed alla scuola elementare, e rappresenta la “piattaforma” su cui edificare la struttura della futura professionalità docente; la sua finalità è quella di fornire una preparazione di base comune nelle scienze dell’educazione oltre che nelle seguenti aree disciplinari: linguistico-letteraria, delle lingue straniere, storico-geografica e matematico-scientifica. Il biennio d’indirizzo ha l’obiettivo di dotare i futuri insegnanti delle competenze specifiche e dei metodi di ricerca.
La seguente scansione delle attività di tirocinio trova fondamento nelle disposizioni generali relative all’organizzazione del corso di laurea e si richiama alle più significative esperienze già attivate in Italia, fra le quali si segnalano quelle caratterizzanti il curricolo formativo messo a punto nell’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.
È opportuno evidenziare, a tale riguardo, che le attività di tirocinio, proprio per le loro caratteristiche di accentuata flessibilità e di spiccata tendenza alla realizzazione di esperienze sinergiche ed integrate nell’economia del complessivo curricolo formativo universitario, hanno l’esigenza di articolarsi in almeno tre essenziali momenti, che si incrociano e si completano a vicenda:
- tirocinio diretto : è costituito da tutte le attività esperienziali che il tirocinante effettua “in situazione”, cioè nella concretezza della quotidiana pratica educativa, con la guida e l’assistenza del suo tutor o supervisore universitario e dei mentori operanti nella struttura scolastica d’accoglienza.
- Tirocinio indiretto: rappresenta la fase della riflessione e dell’analisi “a mente fredda” delle esperienze svolte, da effettuare in ambiente universitario e/o scolastico, con la guida del tutor universitario.
- Autoformazione : è l’attività di studio, di ricerca, di riflessione e di analisi condotta dal tirocinante in autonomia e successivamente verificata e discussa con il tutor.

Passiamo ora ad esaminare nello specifico l’articolazione annuale delle attività di tirocinio, precisando che, al termine di ciascuna annualità, il tirocinante discute con il suo tutor e con un componente del gruppo di coordinamento una relazione sulle esperienze svolte, evidenziando anche tutti i possibili collegamenti con le conoscenze teoriche acquisite durante le lezioni accademiche.

Il 1° anno di corso è dedicato alla fase dell’accoglienza: lo studente riceve dal suo tutor universitario ogni utile informazione e sostegno per fruire appieno dei vari momenti formativi. Una particolare cura va dedicata alla predisposizione, alla consegna ed all’illustrazione della modulistica di supporto e, soprattutto, del kit formativo che accompagnerà lo studente nel suo percorso sia come indispensabile strumento di lavoro e di riflessione sia come testimonianza storica della sua graduale crescita esperienziale.
Un altro importante elemento caratterizzante il 1° anno è dato dalla stipula del contratto formativo con lo studente, mediante il quale il tirocinante ed il suo tutor s’impegnano reciprocamente, ciascuno per la sua parte di responsabilità, ad intraprendere e condurre a buon fine l’itinerario formativo, prestabilendo fra l’altro alcune essenziali regole di comportamento da parte dello studente stesso. Per quanto riguarda specificamente le esperienze da attivare, esse sono incentrate sull’osservazione dell’ambiente educativo, con particolare interesse per le dinamiche relazionali, considerato che queste sono alla base di qualsiasi corretta impostazione del rapporto educativo. Una specifica attenzione viene riservata ad una prima lettura degli Orientamenti e dei Programmi didattici vigenti nella scuola di base e ad un’iniziale esame del POF (Piano dell’Offerta Formativa) della scuola accogliente.

Nel 2° anno di corso le attività di osservazione allargano il loro campo d’attenzione alle competenze metodologiche-didattiche che rappresentano indubbiamente uno degli assi portanti della professionalità docente. Nello specifico, il tirocinante segue i mentori dell’istituzione scolastica accogliente nella graduale realizzazione di alcune significative fasi della programmazione didattica nella scuola dell’infanzia e nella scuola elementare quali, ad esempio, attività e “lezioni”; in tal modo egli ha l’opportunità di integrare sul piano operativo le conoscenze e le riflessioni teoriche acquisite durante gli “insegnamenti di cattedra”, sperimentando in prima persona l’inevitabile scarto esistente fra teoria e pratica e, quindi, la necessità che tale scostamento sia attenuato dal sapiente intervento dell’educatore nelle concrete contingenze educative.
Un altro importante obiettivo delle esperienze di tirocinio nel 2° anno di corso è rappresentato dall’altrettanto indispensabile acquisizione della consapevolezza dell’importanza della fase progettuale, preliminare a qualsiasi azione ed intervento formativo. Il primo documento oggetto di analisi è ancora il POF, con una particolare attenzione alla programmazione educativa ed a quella didattica. Altri documenti sui quali incentrare mirate attività di analisi e di riflessione sono costituiti dagli stessi vigenti Orientamenti del ’91 per la scuola dell’infanzia e dai programmi didattici per la scuola elementare dell’85. Ulteriori aree di analisi sono rappresentate dai “saperi essenziali” e dal complesso delle norme attinenti l’autonomia delle istituzioni scolastiche, compreso il susseguente Regolamento applicativo. Lo studente, inoltre, partecipa ad alcune fasi di elaborazione progettuale, a livello micro e macro.
Terminato il 1° biennio, il tirocinante inizia un nuovo percorso nel biennio cosiddetto “d’indirizzo”, cioè finalizzato alla formazione docente nella scuola dell’infanzia o nella scuola elementare. È evidente che ciascun biennio ha le sue peculiari articolazioni funzionali alla precipua formazione professionale; in ogni caso è possibile individuare le essenziali e comuni aree formative. Nel corso del 3° anno lo studente acquista consapevolezza e conoscenza dei vari livelli e dei vari modelli dell’organizzazione scolastica nelle molteplici dimensioni diacroniche e sincroniche, soffermandosi su progetti, programmazioni e progettazioni. Egli, inoltre, progetta e realizza, in sintonia con il POF della scuola accogliente, unità o moduli formativi con l’assistenza del suo tutor e del mentore ed al termine procede alle attività di verifica, riflessione e valutazione. In tal modo il tirocinante ha la possibilità di sperimentare in prima persona le conoscenze teoriche acquisite, verificandole opportunamente attraverso le esperienze fino a quel momento vissute. La relazione annuale finale, evidentemente, deve tener conto di questi importanti momenti formativi.

Nel 4° e finale anno di corso, il tirocinante effettua tutta una serie graduale di esperienze per imparare a gestire l’intero processo d’insegnamento / apprendimento, dalla fase della progettazione sino alla verifica e valutazione finale. Una speciale attenzione è riservata alle attività di verifica e valutazione in un contesto più generale di valutazione della pertinenza, dell’efficienza e dell’efficacia del complessivo servizio scolastico.
Al termine dell’intero percorso formativo lo studente elabora una tesi conclusiva delle attività di tirocinio, da presentare in sede di laurea, in cui, individuata preliminarmente un’area professionale di riflessione, riassume e sistematizza tutte le sue esperienze, evidenziando ogni possibile collegamento con gli insegnamenti di cattedra.
Secondo la disposizione normativa inserita in ultima battuta (e provvidenzialmente) nell’art.5 della già citata Legge 53/2003, la laurea in Scienze della Formazione Primaria costituisce titolo abilitante a tutti gli effetti all’esercizio della professione docente. Alla luce di questa disposizione, il tirocinio assume, dunque, una valenza formativa straordinariamente importante.

Un’ultima doverosa annotazione riguarda l’attuale possibilità per lo studente di seguire, a partire dal terzo anno di corso (ma anche successivamente) un curricolo specialistico biennale per l’insegnamento agli alunni diversamente abili; si tratta di 400 ore complessive (200 per ciascun anno) fra lezioni teoriche e attività di tirocinio da effettuare naturalmente in sezioni o classi in cui sono presenti questi alunni. Fin dall’inizio questo percorso “a latere”, indubbiamente facilitato e, forse, anche eccessivamente facilitante l’accesso ad incombenze educative eccezionalmente complesse e delicate, ha suscitato non poche perplessità, anche tenendo conto delle precedenti esperienze di formazione dei docenti di sostegno svolte da vari Enti e che, pur fra luci ed ombre, assicuravano comunque una preparazione almeno formalmente più adeguata e maggiormente rispondente ad una logica di formazione integrata in un contesto di molteplici sinergie territoriali fra Enti formativi e strutture di assistenza e di riabilitazione. È indubbio che il curricolo specialistico dovrà essere ristrutturato, anche nell’ottica della complessiva riorganizzazione dell’intero corso di laurea prevista dalla legge 53/2003.

Indice "Teorie"
Indice generale "Tirocinio"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

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