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  » Sezione Speciale - "Tirocinio" ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Le teorie - Sezione Speciale - "Tirocinio"

Il tirocinio come percorso formativo integrato (III)

di Franco Biancardi, Dirigente scolastico, supervisore coordinatore delle attività di tirocinio nell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

3. Il tirocinio come percorso formativo integrato

L’introduzione di uno specifico percorso di tirocinio nel curricolo del corso di laurea si colloca nell’ambito di una più generale ricerca di rinnovamento identitario dell’università nel suo rapporto con la società circostante, obiettivamente ipercomplessa, policentrica e densa di prospettive di sviluppo, specialmente in dimensione multiculturale ed interculturale. A questo proposito, il tirocinio si propone come uno dei fondamentali strumenti d’innovazione metodologica del corso di studi, qualificandosi come cerniera di collegamento fra l’universo dei saperi ragionati ed il mondo dei saperi agiti nelle molteplici situazioni operative quotidiane. È in tal senso che le attività di tirocinio rappresentano una risorsa preziosa almeno a tre livelli: il primo si riferisce alla già evidenziata esigenza di costante incrocio e ricomposizione fra teoria e pratica lavorativa e che si sostanzia in una dimensione di circolarità evolutiva; il secondo livello riguarda l’utilizzazione delle esperienze di tirocinio come preziosa risorsa per la pratica scientifica, visto che questa si alimenta proprio grazie alle costanti verifiche in situazione. I vantaggi, tuttavia, non riguardano solo il ricercatore ma lo stesso studente che ha modo di approfondire la strumentazione scientifica ai fini del proficuo esercizio professionale.

Il terzo livello, non certo ultimo in ordine d’importanza, investe direttamente la dimensione politica del sistema formativo integrato a livello territoriale in quanto le esperienze di tirocinio sollecitano, inevitabilmente, le varie istituzioni coinvolte a ripensare al loro ruolo e all’efficacia dei loro interventi; in pratica, una scuola che accoglie i tirocinanti vive un’importante esperienza di riflessione circa la sua stessa organizzazione metodologico-didattica e strutturale, uscendo in tal modo da una situazione di sostanziale autoreferenzialità per ripensare dinamicamente se stessa ed i suoi rapporti con le realtà esterne. Il tirocinio, in effetti, è una sorta di specchio in cui chi si prepara a svolgere le delicatissime funzioni educative vede riflessa non tanto la propria immagine globale di professionista in situazione quanto l’insieme dei problemi professionali a cui tentare di dare una risposta, mentre, sul versante dei docenti già operanti full time nell’istituzione accogliente, si crea un’importante occasione di verifica e di valutazione complessiva del proprio operato sia come singoli che nell’ambito dei gruppi. Le esperienze di tirocinio, in definitiva, non costituiscono soltanto, per consolidata definizione, il “felice” terreno d’incontro fra teoria e pratica ma si configurano come lo spazio aperto ad ogni possibile inferenza in cui si confrontano indicazioni teoriche e prassi didattiche, nel quale si realizza un’integrazione dinamica tra la cultura del conoscere e quella del fare ed in cui l’insegnante professionista è chiamato, in ultima analisi, ad offrire costantemente il suo originale contributo in termini non solo di estemporanea creatività prassica ma anche di attenta e consapevole progettualità sperimentale ed innovativa. L’idea che informa tutto il processo è, perciò, quella del learning by doing.

Il tirocinio didattico si pone, pertanto, come teatro del confronto dialettico fra saperi ed implica ad substantiam apprendimenti assolutamente nuovi ed originali; è in tal senso che questo percorso formativo assume le caratteristiche di autonomo processo di crescita professionale in termini di consapevolezza e di responsabilità e diventa una peculiare pratica riflessiva, oltre a rappresentare per il tirocinante l’ideale luogo di osservazione e di valutazione della professione agita e del correlato status sociale.

Un ulteriore, speciale approfondimento merita il processo d’integrazione fra teoria e prassi: lo studente dev’essere guidato e progressivamente accompagnato a notare come i singoli fattori del complessivo processo educativo siano riconducibili al tutto e come sia diretto e congiunto il rapporto tra i fini ed i mezzi.

È importante, soprattutto, che lo studente si abitui a considerare e, di conseguenza, a vivere le esperienze di tirocinio non come un adempimento formale, a latere del curricolo universitario statutario, bensì come l’indispensabile specificazione professionalizzante dell’intero itinerario formativo. È in questa logica che il progetto di tirocinio si articola in specifiche fasi, scandite annualmente, in modo da creare e sostenere tutti i necessari collegamenti con i cosiddetti “insegnamenti di cattedra” in corrispondenza della graduale implementazione formativa dei vissuti professionalizzanti agiti nel contesto delle Istituzioni scolastiche “accoglienti”.

Un’ultima notazione riguarda il fatto, spesso misconosciuto, che è proprio grazie alle attività di tirocinio che la scuola “militante” può far sentire al mondo universitario tutto il peso ed il valore della sua esperienza, evidenziando in maniera decisiva l’esigenza di una formazione dell’insegnante forte, flessibile, unitaria ed integrata. La società ha sempre più bisogno di educatori competenti perché padroni delle discipline, flessibili perché esperti delle varie metodologie, aperti perché capaci di interagire fra loro e con le diverse espressioni sociali, sensibili perché preparati a conoscere l’allievo e ad instaurare con lui un rapporto empatico. La società, in breve, ha bisogno di insegnanti poliedrici, idonei a rispondere con tempestività ed efficacia alle formidabili sfide educative dei nostri tempi.

Indice "Teorie"
Indice generale "Tirocinio"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

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