» Comunicazione & Contatti
Info e contatti
Portfolio

» Seminari & Convegni
» Eventi e prodotti editoriali

» Newsletter
Archivio newsletter
Pagina di registrazione
Newsletter 323/2008

» Ricerca nel sito

» Le Sezioni Speciali
ZeroTre Nido - Novità!
Infantiae Nido 2002-2006
Sviluppo del linguaggio
Programmazione e Pof
Il tirocinio
Come romanzi...
Diagnosi e intervento
Giocare con Infantiae.Org™
Infanzia e Lingua Scritta
» Le Edizioni Infantiae.Org™

» I Cd-Rom/libri di Infantiae.Org™

"ZEROTRE Bambini al Nido"
• "DAP Discorso e apprendimento"
"PLAYWAY Giocare per crescere"
"SUONO o SONO?"
"ELABORA Le Scienze nella scuola"
"FOAI Bambini e lingua scritta"
Entra nel catalogo online!
Torna alla pagina principale
  » Sezione Speciale - "Tirocinio" ©®2000-2008 Tutti i diritti riservati Infantiae.Org™ s.r.l.

» Le teorie - Sezione Speciale - "Tirocinio"

Il tirocinio come percorso formativo integrato (II)

di Franco Biancardi, Dirigente scolastico, supervisore coordinatore delle attività di tirocinio nell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli – Facoltà di Scienze della Formazione – Corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria

2. Il progetto di tirocinio

Abbiamo già accennato all’importanza del tirocinio didattico nell’economia del corso di laurea in Scienze della formazione primaria.
Se si esaminano analiticamente gli obiettivi formativi di tale curricolo, lucidamente delineati nell’allegato A al D.M. 26.5.98, si percepisce chiaramente la presenza di un tipico modello pedagogico di riferimento grazie al quale si intende costruire un forte profilo professionale dell’insegnante, configurato non soltanto in termini di peculiari attitudini e di competenze ma incentrato anche sull’urgente recupero e valorizzazione di una dimensione etica in grado a sua volta di sollecitare ed agevolare un deciso processo di rilegittimazione della funzione educativa sul piano sociale. L’allegato A rappresenta, dunque, un vero e proprio manifesto pedagogico per gli educatori dei nostri tempi, articolato in 12 punti.
Al primo punto si legge che l’insegnante “deve possedere adeguate conoscenze nell’ambito dei settori disciplinari di propria competenza, anche con riferimento agli aspetti storici ed epistemologici”. Vi è qui un diretto, immediato riferimento alla valenza di competenze di natura strettamente disciplinare sorrette da sicuri approfondimenti a livello storico ed epistemologico al fine di non incorrere, ancora una volta, in un sapere che, seppure enciclopedico, rischia di rivelarsi non pienamente fruibile da parte dei soggetti in formazione in quanto didatticamente non sostenuto.

Nel 2° punto è prontamente presente un invito all’educatore affinché ascolti, osservi e comprenda gli allievi “durante lo svolgimento delle attività formative, assumendo consapevolmente e collegialmente i loro bisogni formativi e psicosociali al fine di promuovere la costruzione dell’identità personale, femminile e maschile, insieme all’auto-orientamento”. È qui molto evidente la preoccupazione di dotare gli educatori degli indispensabili strumenti di percezione e di mediazione psico-sociale per attivare corretti percorsi di formazione integrale della personalità individuale e sociale, processo questo in cui, evidentemente, per l’educando la progressiva costruzione del sapere si contestualizza e si radica in un ambiente psico-sociale significativo e motivante, idoneo a favorire anche ogni opportuno processo di auto-orientamento, indispensabile per la formazione di uomini e donne coscienti e responsabili, oltre che maturi sotto un profilo culturale.

Il 3° punto è la naturale prosecuzione ed integrazione del precedente in quanto vi è presente l’invito ad “esercitare le proprie funzioni in stretta collaborazione con i colleghi, le famiglie, le autorità scolastiche, le agenzie formative, produttive e rappresentative del territorio”. Si tratta del recupero e della valorizzazione della professionalità sociale dell’insegnante il quale, più in una dimensione di collegialità e di condivisione delle responsabilità che in quella individuale, è chiamato ad esercitare il suo insostituibile ruolo storico di promotore di senso sociale. L’esplicito segnale al recupero dell’idea di educazione integrata che si svolge non soltanto nelle sedi scolastiche istituzionalmente a ciò deputate ma che vede nelle risorse territoriali l’occasione di proficue esperienze di “aule decentrate” rappresenta la ferma volontà di storicizzare ed ambientalizzare la complessiva azione educativa, in una logica di co-educazione esercitata da tutti coloro che, ai diversi livelli funzionali e di responsablità, si trovano a gestire le molteplici realtà territoriali. A riprova di tutto questo, il susseguente punto 4 raccomanda all’insegnante di “inquadrare, con mentalità aperta alla critica e all’interazione culturale, le proprie competenze disciplinari nei diversi contesti educativi”. Nello specifico, risulta evidente la necessità dell’attivazione di percorsi formativi multidirezionali in cui la cultura codificata non sia più costretta in una sorta di monodimensionalità autolegittimantesi e sostanzialmente configurata su basi quasi esclusivamente disciplinaristiche ma si contestualizzi e si espanda pervasivamente in senso orizzontale oltre che verticale, pronta a cogliere ogni occasione di libero confronto dialettico con le “culture altre” in uno scenario storico oggi caratterizzato dalla diffusa interculturalità e dal policentrismo ideologico e che, indubbiamente, marcherà queste caratteristiche di fondo ancora di più nel futuro.

Nel 5° punto si raccomanda all’insegnante di “continuare a sviluppare e approfondire le proprie conoscenze e le proprie competenze professionali, con permanente attenzione alle nuove acquisizioni scientifiche”. È inequivocabile l’attenzione ad una professionalità docente che si costruisce e si aggiorna in itinere non soltanto su base empirica-esperienziale ma anche sulla scorta di un aggiornamento puntuale e mirato in grado esso stesso di riorientare al meglio la quotidiana azione educativa. In quanto professionista a pieno titolo, l’insegnante, come d’altronde qualsiasi altro professionista, ha il dovere di non trascurare la costante riqualificazione professionale non tanto per restare genericamente “al passo coi tempi” quanto per meglio promuovere un’incisiva ed innovativa azione culturale in tutta la società, nel ruolo di sollecitatore e di “regista” seppure in collaborazione con le altre realtà territoriali, ad esempio la famiglia ed i centri territoriali che, in forma diretta o indiretta, cogestiscono nel loro complesso i processi educativi nel sociale.
Il 6° punto invita l’educatore a “rendere significative, sistematiche, complesse e motivanti le attività didattiche attraverso una progettazione curricolare flessibile che includa decisioni rispetto ad obiettivi, aree di conoscenza, metodi didattici”. Si entra qui nel vivo delle caratteristiche tecniche della nuova professionalità docente, sottolineando come la pur innegabile necessità di una programmazione curricolare tecnicamente corretta ed orientata debba pur essere affiancata da capacità progettuali più ampie ed improntate alla flessibilità ed alla decisionalità; si tratta di due elementi fondamentali per assicurare la storicizzazione ambientale delle azioni educative, tenendo conto delle molteplici e sovente discordanti variabili che entrano in gioco ed anzi trattandole non come fattori di perturbazione bensì come preziose occasioni per ricalibrare tempestivamente gli interventi formativi. La stessa attenzione che nel punto 6 si dà alle aree di conoscenza piuttosto che ai contenuti in qualche modo standardizzati è il segnale di una nuova sensibilità ai domìni dei saperi extracurricolari che certamente sfuggono in gran parte ad ogni pur attenta pianificazione preliminare dei contenuti curricolari ma che pure rappresentano una buona parte dell’universo cognitivo di ciascun educando. L’ultima nota d’attenzione va ai metodi didattici da utilizzare in modo creativo più che rigoroso, adattandoli ai vari contesti ed alle molteplici situazioni, in modo da scongiurare il sempre presente pericolo di vuoti tecnicismi autoreferenziali.
Il 7° punto raccomanda all’insegnante di “rendere gli allievi partecipi del dominio di conoscenza e di esperienza in cui operano, in modo adeguato alla progressione scolastica, alla specificità dei contenuti, alla interrelazione contenuti/metodi, come pure all’integrazione con altre aree formative”. In questo caso si tratta, nel concreto, di far sì che l’allievo diventi pienamente consapevole dei propri percorsi formativi imparando a gestirli con progressiva autonomia, rendendosi così protagonista della sua crescita culturale e, soprattutto, umana.
L’8° punto è dedicato all’esigenza di organizzare la scuola come un significativo e creativo ambiente inteso non tanto come indispensabile scenario per l’attuazione di determinati percorsi di conoscenza quanto come luogo fisico e psichico dell’intenzionalità dell’agire educativo, perciò già di per sé stimolatore e sostenitore di processi formativi di ampio respiro, da esplicitare sia nella dimensione individuale sia in quella comunitaria; in tal senso il ruolo dell’educatore è quello di “regista” (“organizzare il tempo, lo spazio, i materiali, anche multimediali, le tecnologie didattiche per fare della scuola un ambiente per l’apprendimento di ciascuno e di tutti).
Nel 9° punto si sottolinea l’importanza per un buon insegnante di saper gestire la comunicazione con gli allievi e fra loro, in quanto fondamentale strumento non solo di trasmissione culturale ma anche di comune crescita dei livelli esperienziali e cognitivi, grazie al costante incontro e confronto delle idee e delle sensibilità individuali; (“gestire la comunicazione con gli allievi e l’interazione tra loro come strumenti essenziali per la costruzione di atteggiamenti, abilità, esperienze, conoscenze e per l’arricchimento del piacere di esprimersi e di apprendere e della fiducia nel poter acquisire nuove conoscenze”).
L’insegnante, inoltre, (ed è questo il contenuto del 10° punto) è chiamato a farsi promotore del cambiamento in un’ottica di cooperazione da attivare sia fra reti di scuole sia fra scuola e mondo del lavoro, per agevolare il graduale passaggio dalla fase cognitiva a quella applicativa (promuovere l’innovazione nella scuola, anche in collaborazione con altre scuole e con il mondo del lavoro).
L’11° punto riguarda l’essenziale momento della verifica e della valutazione delle attività di insegnamento e di apprendimento e dell’azione globale della scuola, in una complessiva logica di autovalutazione del sistema scuola strettamente correlata all’ampliamento ed alla qualificazione dei fattori di qualità del servizio.
Il 12° punto, infine, fa esplicito riferimento all’assunzione da parte del docente di uno specifico ruolo sociale nel quadro dell’autonomia scolastica. Non mancano, peraltro, i riferimenti alla composita e complessa realtà civile e culturale italiana ed europea in cui si pone l’urgenza storico – pedagogica di significative aperture interetniche per favorire l’integrazione di allievi provenienti da altre culture.

Sulla base di quanto esplicitato dall’allegato A, è possibile individuare e descrivere quattro macro aree caratterizzanti il portfolio delle competenze oggi richieste all’insegnante della scuola di base; a ciascuna area corrispondono specifiche capacità ed abilità professionali. Le quattro aree sono classificabili in due blocchi: il primo è strettamente connesso alle competenze di natura metodologico-didattica e comprende l’area delle conoscenze epistemologiche e della progettazione didattica e l’area dell’azione metodologica; il secondo blocco è afferente alle qualità relazionali ed a quelle più marcatamente personali. È evidente che la nuova professionalità docente emerge dalla sinergica combinazione dei fattori distintivi di ciascuna area; il corso di laurea in Scienze della formazione primaria, pertanto, si configura da questo punto di vista come specificamente professionalizzante.



1. – Area delle conoscenze epistemologiche e della progettazione didattica

Si articola nelle capacità/abilità di:
a) individuare e discriminare idee chiave e contenuti fondamentali relativi ai saperi essenziali;
b) essere in grado di rilevare ed analizzare i bisogni formativi degli alunni avvalendosi di specifiche metodologie;
c) stabilire obiettivi formativi chiari e ragionevoli, con precise scansioni temporali nel breve, medio e lungo periodo;
d) precisare i tempi e le modalità di realizzazione;
e) identificare tecniche idonee e strumenti efficaci;
f) progettare e realizzare appropriate procedure e tecniche di osservazione, verifica e valutazione.

2. – Area dell’azione metodologica.

Si articola nelle abilità/capacità di:
a) accertare gli specifici bisogni formativi degli educandi e, in particolare, le peculiari esigenze conseguenti da condizioni di handicap e/o di svantaggio socio-culturale, oltre che dalle varie situazioni di difficoltà di inserimento. Una speciale attenzione meritano tutte le situazioni di ritardo cognitivo o di disadattamento sociale riguardanti immigrati, nomadi e, in genere, individui che vivono in situazioni di emarginazione o di devianza;
b) adeguare le metodologie didattiche, selezionare e differenziare i materiali, organizzare i tempi ed i ritmi d’intervento educativo in relazione a tali diversità;
c) selezionare ed organizzare metodi e tecniche per attivare proficui percorsi di apprendimento;
d) essere in grado di gestire in modo flessibile e mirato i processi d’insegnamento-apprendimento e di proporre i contenuti disciplinari in forma lineare, attraente e motivante;
e) avvalersi nei processi didattici dei vari linguaggi analogici e digitali.

3. – Area delle relazioni interpersonali

Si articola nelle abilità/capacità di:
a) lavorare in gruppo nei vari momenti e contesti di progettazione e programmazione dell’attività educativo-didattica;
b) essere in grado di partecipare attivamente a gruppi di lavoro particolarmente orientati alla produzione di idee e di materiali originali, in una dimensione operativa di forte progettualità sperimentale ed innovativa;
c) costruire e mantenere proficue relazioni professionali nell’ambito della complessiva organizzazione scolastica;
d) essere disponibili ad accettare consigli e suggerimenti provenienti dai docenti esperti, dai docenti tutor e dai colleghi;
e) creare un accogliente e sereno clima d’aula;
f) costruire e mantenere relazioni empatiche con gli alunni;
g) realizzare un proficuo e duraturo rapporto di reciproco ascolto e di mutua assistenza con le famiglie degli alunni, da un lato, e con le altre agenzie formative, intenzionali e non, istituzionali e non formalizzate, operanti nel territorio, dall’altro.

4. – Area delle qualità personali.

a) affidabilità sul piano umano e professionale;
b) puntualità;
c) impegno;
d) capacità organizzative e di pianificazione del lavoro;
e) flessibilità;
f) capacità di relazioni interpersonali;
g) flessibilità;
h) capacità di autovalutazione;
i) disponibilità alla formazione continua ed alla costante riqualificazione professionale.

Queste quattro aree, dunque, configurano tipicamente il corso di laurea in Scienze della formazione primaria predisponendo tutte le condizioni per la legittimazione del titolo finale come laurea pienamente abilitante all’esercizio delle funzioni educative. Una delle sue più rilevanti caratteristiche innovative è data dal fatto di essere stato ideato ed organizzato secondo il sistema europeo ECTS dei crediti didattici e formativi che, nello specifico, si conseguono non soltanto mediante la frequenza delle lezioni di cattedra ed il superamento dei relativi esami ma anche con la partecipazione a tutte le attività di tirocinio didattico e di laboratorio.
In particolare, il curricolo formativo viene organizzato nei seguenti momenti:
a) lezioni accademiche, funzionali per struttura, contenuti e metodologie alle specifiche conoscenze ed alle distintive competenze professionali da acquisire. In tal modo si supera la tradizionale impostazione di tipo lineare-trasmissivo e si offrono nuovi ed ampi spazi a momenti di significativa interazione dialettica con gli studenti.
b) Contenuti disciplinari. Anche in questo caso i contenuti sono selezionati e veicolati con particolare attenzione agli statuti epistemologici, alla traducibilità metodologico-didattica ed alla significatività e rispondenza per tutto ciò che attiene alla nuova professionalità docente.
c) Tirocini e laboratori, articolati in moduli flessibili e strutturati per rispondere funzionalmente e tempestivamente ai bisogni formativi dei futuri docenti, dotandoli degli indispensabili strumenti tecnico – operativi e ponendo così le premesse affinché ciascuno di essi possa in seguito proseguire autonomamente il proprio individuale progetto di crescita sul piano culturale, in generale, e su quello professionale, in particolare.

È molto interessante notare come nel nostro paese molti corsi di laurea in Scienze della formazione primaria, a seguito della positiva influenza esercitata dalla modularità e dalla flessibilità delle attività di tirocinio e di laboratorio, si siano rapidamente organizzati secondo logiche di natura “liceale” nel senso di predisporre percorsi di studio in cui la mentalità del tutoring continuo investe tutti i momenti formativi e non solo quelli istituzionalmente collegati alle esperienze “pratiche”. In tal modo si è riusciti in molte realtà, fra cui quella dell’Istituto Universitario “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, a superare il tradizionale sistema del cosiddetto servizio universitario “self- service”, a totale responsabilità dello studente, al quale viene accollato in toto l’onere della puntuale fruizione di servizi didattici in qualche modo standardizzati, cioè configurati sulla base ipotetica di un “ideal-tipo” di studente che, naturalmente, non esiste né mai potrà esistere nella realtà. La struttura organizzativa di tipo “liceale” ha consentito, dunque, contrariamente a quanto paventato dai detrattori della prima ora, di responsabilizzare ulteriormente lo studente rendendolo pienamente cosciente e consapevole del suo percorso formativo e permettendogli così di interagire dialetticamente e dinamicamente con le varie figure professionali accademiche, in primo luogo, evidentemente, con i supervisori delle attività di tirocinio e di laboratorio.

Indice "Teorie"
Indice generale "Tirocinio"

   

  » Prodotto editoriale di riferimento








» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
-
(Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università "La Sapienza" Roma
- Vai alla Sezione dedicata al "DAP" per conoscere gli altri autori: clicca qui


» Costo

- Prezzo al pubblico = € 34,00 + spese di spedizione
- Prezzo "Sconto 50% Università" = € 17,00 + spese di spedizione

» Clicca qui per informazioni su "Sconto 50% Università"

» Acquista "DAP" a € 34,00
» Acquista "DAP" a € 17,00


» Spese di spedizione
- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 2,70
- PACCO CELERE TRE CONTRASSEGNO (consegna 3/4 gg lavorativi) = € 8,00

(*) Pagamento in carta di credito, bonifico bancario, c/c postale

Contatti
- Ordini via FAX ai numeri +39.06.7102526
- Informazioni al numero mobile 329.7004539 e/o a commerciale@infantiae.org


 

  » Cos'è e come iscriversi alla nostra newsletter ©®2000-2008 Infantiae.Org™ s.r.l. - Note legali
 

» Cos'è una newsletter
La newsletter è una modalità di comunicazione via Internet (testo scritto e/o pagina web) che generalmente viene inviata nella casella di posta elettronica di un utente/abbonato. Tutti gli abbonati alla news di Infantiae.Org™ ricevono periodicamente e gratuitamente un breve messaggio di testo con i titoli dei diversi contributi settimanali.

» Iscriviti subito!
Progetti didattici, esperienze, recensioni di testi, notizie di attualità sulle politiche educative delle diverse realtà territoriali, rappresentano solo una parte dei contenuti che settimanalmente proponiamo ai nostri lettori. » Pagina di registrazione

» Come consultare le newsletter precedenti
(A) Visitando il nostro "archivio"
(B) Utilizzando il motore di ricerca delle newsletter in basso

» Il motore di ricerca delle "newsletter"

» Cosa trovare all'interno

Questo motore di ricerca è collegato solo ed esclusivamante all'elenco completo delle newsletter di Infantiae.Org™ e non deve essere consultato per la ricerca di articoli/contributi suddivisi per argomento e/o parole chiave. Per la ricerca di questi ultimi utilizzare il motore di ricerca generale presente nella parte alta di questa pagina.

» Come funziona il motore di ricerca
(A) Digitare all'interno della casella di testo l'istruzione letter01 per la newsletter n.1 (letter con numero senza spazi e senza virgolette), "letter02" per la newsletter n.2 e così via.
(B) Cliccare il pulsante "Invia" a lato.

- ATTENZIONE! Per evitare l'intero elenco delle newsletter precedenti, ovvero centinaia di news in un singolo files, digitare specificatamente letter01 (letter con numero senza spazi e senza virgolette) e non soltanto la parola "letter". In caso contrario il database pubblicherà l'intero elenco dei files contenenti la parola letter!

» Trova le newsletter precedenti


 

 
  » Torna alla pagina principale ©®2000-2008 Infantiae.Org™ s.r.l.