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"Le tavole dello sviluppo di K. Beller"

Le TAVOLE DELLO SVILUPPO di Kuno Beller: uno strumento di osservazione del bambino nel proprio contesto di sviluppo

di Battista Q. Borghi, dirigente pedagogico, Città di Torino

Le Developmental Chart elaborate da Kuno E. Beller consistono in un repertorio di item che rimandano a descrittori di comportamento in bambini di età compresa fra zero e tre-quattro anni. Si tratta di azioni, comportamenti, atteggiamenti o situazioni che sono facilmente osservabili perché fanno sempre riferimento al contesto quotidiano di vita. Attraverso di esse l’osservatore verifica la propria percezione dello sviluppo di ciascun bambino osservato. E, ciò che più conta, mentre osserva “allena l’occhio”, impara ad osservare.

Le tavole di sviluppo sono organizzate in otto aree, ognuna delle quali a sua volta è suddivisa in quattordici fasi. Queste ultime contengono un numero variabile da un minimo di due-tre ad un massimo di otto-dieci di descrittori di comportamento: azioni o attività del bambino che è possibile osservare in situazione quotidiana da parte di chiunque conosca quel determinato bambino (all’asilo nido oppure a casa). Le singole aree sono poi ordinate per livello progressivo di abilità.

Le aree sono:

1.   Dominio delle funzioni del corpo

2.   Consapevolezza dell’ambiente circostante

3.   Sviluppo sociale ed emotivo

4.   Gioco

5.   Linguaggio

6.   Sviluppo cognitivo

7.  Motricità generale

8.   Motricità fine.

L’organizzazione delle fasi di cui sono composte le aree contengono la descrizione di un determinato comportamento (o di una classe di comportamenti) seguito da alcuni esempi di situazioni desumibili dall’esperienza quotidiana. Riportiamo qui di seguito un esempio di organizzazione delle tavole.

3.8.1.[1]

Limita o modifica i propri bisogni in rapporto a quelli degli altri bambini

Durante particolari attività con altri bambini fa degli scambi, divide i giocattoli con altri bambini con piacere, con difficoltà o spontaneamente se questo gli viene proposto da un adulto; accetta delle piccole regole di gioco

3.8.2.

Aiuta altri bambini e gioca in modo coo­pera­tivo

Aiuta a costruire una torre, spinge un altro bambino seduto su una automobilina

3.8.3.

Gioca contemporaneamente con uno o due bam­bini

Nell'angolo della bambola, in una attività a tavolino, ai giardini, nella sabbia, sullo scivolo

3.8.4.

Mostra simpatia, preferenza o antipatia per le persone

Consola o difende certi bambini, carezza sulla schiena un amico che piange, gli offre un oggetto, dice "Il mio amico Stefano!"; sceglie gli amici per un gioco o non vuole giocare con certi bambini

3.8.5.

Comincia a mostrare gentilezza, tatto e conside­razione nei confronti degli altri

Mostra di essere colpito quando ha fatto qualcosa di male a qualcuno, non strappa le cose di mano agli altri bambini, dice "Grazie!", sta attento a fare piano se gli altri dormono

3.8.6.

Mostra sentimenti di affettuosità verso i bambini più piccoli e verso gli animali

Abbraccia, accarezza

3.8.7.

Manifesta alcune capacità di autocontrollo

Si sforza di respingere espliciti atti aggressivi; smette di gridare quando vede un adulto; interrompe un comportamento sbagliato quando vede un adulto

Al termine dell’osservazione si ottiene un profilo di sviluppo che permette di vedere, in forma sintetica ed intuitiva, in quali aree il bambino è più attivo e mostra un comportamento più articolato e ricco ed in quali invece si mostra maggiormente inattivo e demotivato.

Secondo il loro autore le tavole di sviluppo vogliono costituire “Un modello di evoluzione per il bambino in crescita”[2]. Beller insiste in particolare sul fatto che il suo modello è stato concepito per essere utilizzato in condizioni normali e per essere rivolto al bambino normale. I suoi principali scopi sono essenzialmente due:

·di offrire al bambino un ruolo attivo che lo renda partecipe nella determinazione delle proprie esperienze e del ritmo della propria evoluzione;

·di instaurare una comunicazione aperta e diretta fra adulto e bambi­no in modo che entrambi imparino ad accettare l’autonomia dell’altro. Rispettando questi principi, l’adulto che si avvale delle tavole può sostenere il bambino nel raggiungimento dei diversi traguardi evolutivi prospettati (si tratta delle otto aree).

Le caratteristiche significative delle tavole di sviluppo, alla luce del loro impiego pratico in situazione educativa ma anche secondo le intenzioni del loro autore, sono sostanzialmente le seguenti:

a. sono uno strumento di osservazione di facile utilizzo perché basta indicare (e per fare questo è sufficiente apporre un “si”, un “no”, un “non so” o un “a volte” alle domande presentate nei diversi item) ciò che si è visto o si è presunto di vedere il bambino fare: si tratta perciò di uno strumento di lavoro alla portata di tutti enon finalizzato ad un uso esclusivamente specialistico;

b. non sono utilizzabili indifferentemente da chiunque: possono avvalersene, in riferimento ad un determinato bambino, solamente coloro che lo conoscono bene perché vivono con lui o perché per un certo periodo hanno avuto a che fare con lui e soprattutto nel caso abbiano interagito con lui in situazione di vita quotidiana. Non si tratta di uno strumento che possa essere utilizzato dal pediatra, dal neuropsichiatra, dallo psicologo, dall’assistente sociale o da chiunque è da considerarsi un esperto di problemi dell’infanzia: le tavole di sviluppo si prestano invece ad essere utilizzate con profitto da genitori, insegnanti e altre eventuali figure parentali che vivono a stretto contatto con il bambino;

c. partono dal punto di vista del “bambino sano”: si pongono cioè nella prospettiva di osservare qualsiasi bambino perché fanno riferimento al bambino normale; è possibile tuttavia (e tale utilizzo può, in certi casi, rappresentare un valido aiuto) avvalersene anche in riferimento a bambini con particolari problemi o anche a bambini handicappati.

d.  sono uno strumento di formazione di base perché offrono, in modo chiaro e semplice, informazioni e conoscenze anche a chi ne fosse sprovvisto perché privo di un occhio “allenato” come genitori in difficoltà oppure insegnanti ed operatori che per la prima volta si occupano in modo concreto di bambini. Aiutano insomma a guardare meglio. Inoltre, l’organizzazione per aree, fasi ed item progressivi offre una visione dinamica e non statica dello sviluppo del bambino. Questo fra l’altro aiuta, come già in parte s’è detto, a:

·       vedere meglio ciò che non si è abituati a vedere;

·       guardare con attenzione ciò che non si guarda mai o non si vorrebbe mai guardare;

·       guardare con occhio maggiormente tranquillo e distaccato ciò che si sarebbe tentati di enfatizzare o che potrebbe ingenerare eccessiva ansia e preoccupazione;

·     guardare con occhio critico quello che si vorrebbe guardare con occhio eccessivamente benevolo.

Per saperne di più, si veda: (1) Le tavole di Sviluppo di Kuno Beller (con presentazione di Susanna Mantovani e (2) B. Q. Borghi, Le tavole di Sviluppo di Kuno Beller, Bergamo Junior, 1995.


(1) Da “Lo sviluppo sociale ed emotivo”, fase 8. Legenda: la prima cifra, nel nostro caso il ‘3’, indica l’area, che corrisponde allo sviluppo sociale ed emotivo; la seconda, che nell’esempio riportato è ‘8’ indica la fase, siamo perciò nella fase ottava, la terza cifra, ‘1’, ‘2’ e così via, indica i singoli item.

(2) Questa definizione è stata proposta dallo stesso Beller in occasione di due giornate di studio svoltesi a Reggio Emilia nel marzo dell’87: K. BELLER, Un modello di evoluzione per il bambino in crescita, Centro di Documentazione educativa, Municipio di Reggio Emilia, 1987. Ciclostilato non pubblicato.

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