» Le ATTIVITA' A SCUOLA - Sezione Speciale - "
Infanzia e lingua scritta"
"Progettare e programmare
l’introduzione alla Lingua Scritta come insegnamento / apprendimento"
a cura della Redazione di Infanzia e Lingua Scritta
Tra le lettere che abbiamo ricevuto durante l’estate e
che poi vi abbiamo proposto nella news del 19 Settembre, sollecitando
le vostre opinioni, ci ha colpito particolarmente un tema perché
è emerso più volte e perché prospettato in
modo diverso.
Citiamo:
“…l’inutile rituale” espressione con
la quale l’Insegnante di Roma definisce le riunioni per
la programmazione;
“…suggeritemi una bella programmazione” come
richiede l’insegnante di Torino;
“…mi è mancata la sistematicità”
dichiara l’Insegnante di Siracusa a proposito delle proposte
della sezione speciale “Lingua Scritta”.
Il tema della programmazione è sicuramente sentito dagli
insegnanti di ogni ordine e grado di scolarità e all’inizio
dell’anno risulta particolarmente urgente e scottante. In
questo senso quindi la richiesta dell’Insegnante di Torino
così come le parole dell’Insegnante di Roma –
vicine concettualmente molto più che geograficamente -
risultano “agghiaccianti”.
Se la programmazione si riduce all’inutile rituale, allora
vale la pena copiarla e copiarne una “bella”, con
la quale si può fare belle figura e su cui nessuno può
trovare niente da ridire… “ammesso che qualcuno la
legga” come generalmente si dichiara a mo’ di alibi
giustificatorio.
Non vogliamo difendere rituali di sorta, né celebrazioni,
né offerte votive. Per questo motivo prima di proporre
un tentativo di definizione dell’attività di programmazione
preferiamo ritornare velocemente sul significato di “lingua
scritta” e degli ambiti relativi così come possono
essere pensati per i bambini della Scuola dell’Infanzia
e del primo ciclo della Scuola Elementare.
“Entrare” in una lingua ci rimanda a Austin (1972)
per cui “imparare un linguaggio significa imparare come
fare delle cose con le parole”. Ci rimanda, inoltre, all’ultima
prospettiva di Bruner, quella espressa ne “La ricerca del
Significato” (1992) o ne ”La cultura dell’Educazione”
(1997), da cui deriva che ogni rapporto con la lingua parlata
o scritta, di produzione o di comprensione - sia come ascolto
che come lettura- si realizza sempre come una ricerca di significato.
Anche di quello relativo a “chi sono io in questo mondo
il cui significato devocontribuire a interpretare, ma anche a
costruire”.
Di conseguenza, per un Insegnante, pensare una programmazione
per l’ambito della lingua scritta significa certamente,
altro da come far realizzare la memorizzazione o l’analisi
di parole o di “letterine”.
Piuttosto, come suggeriva la docente di Siracusa, significa cercare
e realizzare una sistematicità che tenga insieme e attribuisca
un
senso e un significato organico e coerente alle proposte che
ormai costituiscono l’archivio della nostra sezione su Infantiae.org,
ma anche a tutto quello che vi proponiamo a partire da oggi.
Cominciamo ponendoci due semplici domande.
- Che cosa si progetta ?
- Per chi si progetta ?
Cui segue inevitabilmente una terza…
- Chi è, allora, che può progettare ?
Le risposte alla prima domanda possono essere tante, ma al di
là di ogni definizione “da manuale”, nella
programmazione sicuramente si progetta un’azione degli adulti
che dovrebbero garantire (ed è una bella responsabilità
per i docenti!) l’inizio o lo sviluppo di processi di apprendimento
nei bambini.
In riferimento alla seconda domanda, siamo tutti d’accordo
sul fatto che i destinatari della progettazione sono i bambini,
in quanto fruitori della proposta operativa, e gli insegnanti
in quanto ideatori, organizzatori ma soprattutto osservatori dell’efficacia
della proposta stessa. “La programmazione mi serve perché
mi fa capire dove sto andando.
Mi mostra se la mia progettazione iniziale era giustificata,
era su misura … o mostrava la sua genericità o inadeguatezza
in quanto frutto di “un’abile e astuta operazione
di riciclaggio”.
All’inizio dell’anno si procede alla prima stesura,
a una sorta di prima bozza indicativa della Programmazione. Prima
però di impegnarsi nella definizione degli obiettivi generali
e specifici, nell’identificazione dei contenuti, dei mezzi
e degli strumenti –operazione indubbiamente più facile
che diviene rapidamente di routine (certo che si vuole promuovere
lo sviluppo di… il potenziamento di… l’affinamento
di…! Si progetta forse un’involuzione e si programma
per l’impoverimento, la regressione, l’insuccesso
??) prima però, dicevamo, è irrinunciabile prendere
un po’ di tempo per l’organizzazione dei propri pensieri
sui bambini e per chiedersi:
- qual è il mio progetto per te?
- ti conosco (ma ti conoscerò meglio) e quindi penso che
tu possa…
- penso che tu sappia…
- penso che a te piacerebbe…
- penso che a te farebbe bene…
- penso che per te è più facile…
- quanto ho faticato con te l’anno scorso (e anche tu)!…
ma ho capito perché…
La peculiarità di questo atteggiamento, dunque, libera
la progettazione educativa e didattica dagli aspetti ritualistico
/ punitivi e di odiato inutile compito inflitto agli Insegnanti
e la distacca da altre modalità proprio perché sottolinea
il fatto di partire realmente dai bambini e dall’Insegnante,
cioè dal lavoro che Loro faranno insieme e di non ridursi
ad applicazione delle procedure da “manuale”.
Il seguito (più divertente !) alla prossima settimana.
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» Prodotto editoriale
di riferimento
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» Titolo
"FOAI - Bambini e lingua scritta nella Scuola dell'Infanzia"
- (Cd-rom + Libro "Come scrivo come leggo" pp.82)
- a cura di Franca Rossi, Università di Perugia e Insegnanti delle
Scuole
Comunali dell'Infanzia del Comune di Padova
» Spese di spedizione
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(*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi)
= € 2,70
- PACCO CELERE TRE CONTRASSEGNO (consegna 3/4 gg lavorativi)
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