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» Le ATTIVITA' A SCUOLA - Sezione Speciale - " Infanzia e lingua scritta"

Le attività di confronto di scritture spontanee" (terza ed ultima parte)

a cura di Franca Rossi (Redazione di Infanzia e Lingua Scritta)

Giacomo: “ Quando uno scrive e copia, non sa quello che c'è scritto, ma se scrive da solo si può vedere chi ha ragione”.

Anna Gloria: Sono tutte scritte diverse perché non dobbiamo ricopiare gli altri bambini, perché se no saremo tutti Leonardi, Irene, Susanne e Anne Glorie!
(bambini della Scuola dell’Infanzia comunale di Pistoia)

Le considerazioni di Giacomo e di Anna Gloria sono state raccolte dall’insegnante al termine di una attività di confronto di scritture spontanee in risposta alla domanda fatta dall'insegnante “perché ogni scritta è diversa dalle altre?”. Alcuni bambini hanno fornito risposte che implicano una "forte" riflessione sul significato dell’attività e ne sottolineano gli elementi caratterizzanti.

Scrivere non è copiare, è questa  la raffinata considerazione che Giacomo fa distinguendo tra attività tradizionali  in cui si richiede ai bambini di copiare da un modello e attività di confronto di scritture spontanee  in cui il bambino è sollecitato a costruire la scrittura di un nome così come lui sa. In quest’ultimo caso è il bambino che  ha la responsabilità di decidere come scrivere  ed è proprio per tale responsabilità che difendendo la propria scritta con argomentazioni   “si può vedere chi ha ragione”.  Quindi  “ lasciamoli scrivere, seppure  in un sistema diverso da quello alfabetico-convenzionale; lasciamoli scrivere non perchè si inventino un loro proprio sistema idiosincratico, ma perchè possano scoprire che il loro sistema non è il nostro e perchè possano individuare ragioni valide per sostituire le proprie ipotesi personali con le nostre”. (Ferreiro & Teberosky 1985).

Ognuno può scrivere come sa:nell’affermazione di Anna Gloria emerge la consapevolezza che, se non si sa ancora scrivere e non si ricopia, inevitabilmente ci si troverà di fronte a differenti modalità di scrittura di uno stesso nome. E’ ovvio e banale  per noi adulti che un nome non possa essere scritto in modi diversi, ma per i bambini la corrispondenza stabile tra segni per scrivere e suoni da scrivere è una consapevolezza che può essere raggiunta dopo un lungo lavoro di riflessione che richiede prima l’analisi di altri problemi come si può vedere nell’esempio che segue.

L'attività è stata svolta da un gruppo di quattro bambini di 4 e 5 anni d’età in una Scuola Comunale di Padova. E' stato chiesto ai bambini di scrivere la parola /NEVE/ in seguito alla realizzazione del calendario del mese di Gennaio dove si è scelto come simbolo il pupazzo di neve.

La parola viene scritta dai bambini in 4 modi diversi, ma la prima differenza che loro colgono nelle scritte è legata alla quantità di caratteri (15). I bambini contano le lettere (19-22) e decidono che bisogna cancellare quelle in più (23-24). Anche Alex corregge, ma ha sempre più lettere di tutti (59) ed è Jacopo che (76) argomentando in modo convincente l’ipotesi sillabica condivisa con Natalia e Giulia riassume le conclusione del  gruppo che “ NEVE si scrive con due” e Alex corregge anche la sua scritta.

Bambini All’inizio scrive... Alla fine corregge...  
Jacopo NAO NA  
Natalia EOLIE OA  
Giulia NT NT  
Alex ALELELIU ALELX TN

1. Insegnante: Adesso che avete finito di scrivere, uno alla volta proviamo a leggere con il dito quello che avete scritto.  Inizia tu Jacopo!

2. Jacopo: NE (N)-VE (AO).
...
.
7. Natalia: (legge di seguito col dito) NEVE (EOLIE).
.
...
.
10. Giulia: NE (N)-VE (T).
.
...
.
14. Alex: N-E-E-E-EN-E-EVE (A-L-EL-E-L-IU).

15. Jacopo: Mamma mia che lunga!
.
...
.
19. Jacopo: E' troppo lunga perché 1,2,3,4,5,6,7........

20. Giulia :(interrompendo Jacopo conta lei) 1,2,3,4,5,6,7,8,9.......

21. Alex: (interviene,ridendo) 1,2,3,4,5,6,7,8!

22. Jacopo: Otto!

23. Giulia: Bisogna cancellarle un po'!

24. Jacopo: Si, sono tante!
.
...
.
26. Alex: Adesso cambio (riscrive).

27. Giulia: lo ho scritto bene? (rilegge)

28. Jacopo: Si perché ce ne sono due, NE-VE.

29. Insegnante: E tu Jacopo, quante ne hai?

30. Jacopo: Tre (NAO).

31. Insegnante: E allora?

32. Giulia:  Devi cancellare la O.
.
...
.
37. Insegnante: Guardiamo insieme la scritta di Natalia...

38. Jacopo: NE-VE, e no, bisogna arrivare a due lettere NE-VE, sì perché bisogna arrivare fin qua; (legge di nuovo) non doveva arrivare fin qua.

39. Natalia: Beh, provo a cambiare.

40. Giulia: Basta che non copi da me; scrivi con due lettere.
.
...
.
50. Insegnante: Natalia vuoi leggere tu intanto,visto che hai finito di scrivere?

51. Natalia: Si, NE(O)- VE(A).

52. Jacopo: E' vero ha letto subito adesso!

53. Giulia: Ne ha fatto due, ma non le ha copiate da me.
.
...
.
57. Jacopo: Noi tre abbiamo fatto bene, vedi?  NE-V-E.

58. Insegnante: E Alex?

59. Alex: lo ne ho più di tutti.

60. Jacopo: (ridendo) E' vero, perché ne ha cinque.

61. Insegnante: E allora come facciamo?

62. Giulia: Beh, lo rifacciamo forse.

63. Insegnante: Chi la deve rifare lui o voi?

64. Jacopo: No, noi no; io ne ho fatte due.
.
...
.
Tutti cominciano a contare le lettere che compongono la propria scritta.

76. Jacopo: La Giulia ha scritto giusto perchè è da due e Alex ha sbagliato perchè ne ha fatti cinque... NEVE (legge), ma fino a cinque! E no, bisogna fare forte NEVE (legge in fretta fermandosi sulle prime due lettere scritte da Alex) e no piano NE...VE (copre con la lettura tutte le lettere scritte da Alex).
.
...
.
86. Jacopo: E adesso sono tutte quattro uguali.

87. Giulia: Adesso si va bene!  Sono tutte giuste perché sono da due.

Obiezione: ma non può risultare  fuorviante per i bambini il fatto che l’insegnante  accetti  le soluzioni non convenzionali da loro elaborate(la parola /NEVE/ non si scrive con due sole lettere)?

L’accettazione delle soluzioni del momento trovate dai bambini non esclude, né vanifica   lo scopo finale delle attività di confronto di scritture spontanee che è quello della  ri-costruzione del sistema convenzionale da parte del bambino di cui, però, si rispettano tempi, passaggi e modalità  individuali.

E per finire consigliamo alcune letture:

- Ferreiro E. Teberosky A. (1985) La costruzione del testo scritto nel bambino. Firenze Giunti.  pagg.313-340.

- M.Pascucci Formisano (1995) Itinerari di insegnamento della lingua scritta. In E.Becchi (a cura di) Manuale della scuola del bambino dai tre ai sei anni. Milano Franco Angeli. pagg. 191-214.

- Zucchermaglio C. (1991)  Condividere socialmente la convenzionalità della lingua scritta in C.Pontecorvo, A.M.Ajello , C.Zucchermaglio Discutendo si impara. La Nuova Italia pagg.246-249



Indice di "Le attività a scuola"


Indice generale di "Infanzia e lingua scritta"
   

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» Titolo
"FOAI - Bambini e lingua scritta nella Scuola dell'Infanzia"
-
(CD-ROM)
- a cura di Franca Rossi, Università di Perugia e Insegnanti delle Scuole
Comunali dell'Infanzia del Comune di Padova
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