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Contatti


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» Presentazione
del CD-ROM "DAP - Discorso e apprendimento"
- a cura di Clotilde Pontecorvo
- CD-ROM + libretto/guida pp.48, Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2005
- € 34,00 + spese di spedizione
- € 17.00 con "Sconto 50% Università"
» "Integrazione
della disabilità e partecipazione al discorso in classe"
Marilena Fatigante, Università ‘Sapienza’
di Roma
Franca Orletti, Università di Roma Tre
- Sezione "L’insegnante
e il bambino con difficoltà" dal CD-ROM (guida
pp.48 + CD-ROM) "DAP - Discorso e Apprendimento",
Edizioni Infantiae.Org™, Roma, 2005
L’Italia è uno dei
paesi mossisi con maggiore anticipo - rispetto a quanto è avvenuto
in altre nazioni europee e negli Stati Uniti- in materia di legislazione
relativa all’integrazione scolastica dei bambini con disabilità;
è del 1977 il primo testo (legge 517) che abolisce le classi differenziali
e dispone ‘forme particolari di integrazione e di sostegno a favore
degl alunni portatori di handicap’. Alla conquista legislativa tuttavia
è a lungo seguita una pratica scolastica - incoraggiata anche da
parte della ricerca scientifica - centrata sull’individualizzazione
e sulla differenziazione del percorso di apprendimenti del bambino rispetto
a quello del gruppo- classe. Come consulente psicologa alle famiglie (vedi
Marilena Fatigante ndr), ancora oggi sento riferire di casi nei quali
il bambino viene sistematicamente sottratto alla classe durante l’ora
di sostegno. Del resto, una certa letteratura sull’handicap e la
riabilitazione ha concentrato i suoi sforzi sullo studio del funzionamento
mentale individuale del bambino e sull’individuazione di strumenti
che ne potenziassero le strategie cognitive o metacognitive, e ne colmassero
le lacune specifiche associate al ritardo o disabilità di un certo
tipo. Senza sottrarre validità agli studi condotti in questo ambito,
riteniamo tuttavia che esista un altro modo di fare ricerca e, con essa,
di individuare una pratica educativa utile ad un’autentica integrazione
del bambino con disabilità, sia sul piano delle competenze e apprendimenti,
sia sul piano delle relazioni.
Dal 2001 abbiamo preso parte ad un progetto cofinanziato - Discorso e
Apprendimento Cofin 2000- che ha visto la collaborazione di cinque unità
di ricerca afferenti a diverse università sul territorio nazionale.
Interesse comune delle diverse unità di ricerca è stato
lo studio dell’interazione e del discorso in classe come veicolo
per gli apprendimenti (cf. Pontecorvo, Ajello, Zucchermaglio 1991; Orletti
2000; Fasulo & Girardet 2001), realizzato attraverso la collezione
di materiale audio e videoregistrato in diverse classi durante il normale
orario di lezione.
Come unità di ricerca dell’Università di Roma Tre,
diretta dalla prof.ssa Franca Orletti , abbiamo scelto di osservare e
documentare l’interazione tra insegnante e bambini in una classe
dove fosse segnalato un/a bambino/a con disabilità, allo scopo
di analizzare se e come cambiano, da un lato, le strategie discorsive
impiegate con un tipo di bambino ‘diverso’ da quello normativamente
atteso e, dall’altro, il tipo di partecipazione del bambino stesso
al discorso e all’attività del gruppo.
Troppo spesso le aspettative di inadeguatezza su questi bambini guidano
il comportamento comunicativo delle figure educative nei loro confronti,
che dunque non sollecitano una partecipazione pari a quella degli altri
bambini ‘nella norma’ (Orletti 2003). Se
si considera il bambino nella sua globalità e non nella parcellizzazione
delle competenze o lacune, si può osservare che anche il bambino
con possibilità limitate di apprendimento e limitate capacità
di elaborazione cognitiva possa invece mostrare un'elevata competenza
in qualità di interlocutore, una competenza che può essere
sfruttata come veicolo per la costruzione di conoscenze e per la costruzione
di un’immagine di sé più efficace.
La ricerca si colloca entro una prospettiva costruttivista, secondo la
quale il bambino (e, più in generale, l’individuo) non si
costruisce isolatamente ma nell’interazione con l’altro, e
dunque qualsiasi definizione, es. quella di bambino ‘normale’,
come quella di bambino ‘con difficoltà’ o ‘disabilità’,
non è qualcosa di stabilmentente associato all’individuo,
bensì realizzato e costantemente negoziato attraverso il discorso
con gli altri (Antaki e Widdicombe, 1998).
Quale prodotto della ricerca - qui solo brevemente delineata – sarà
presto disponibile (maggio 2005) un CD-ROM di formazione dal titolo
"DAP - Discorso e apprendimento". Il Cd-rom, con allegata
una guida di pp.48, è rivolto ad insegnanti degli ambiti disciplinari
e di sostegno, a figure professionali quali terapisti della riabilitazione,
logopedisti e psicomotricisti, e infine a coloro (psicologi, pedagogisti,
psicopedagogisti etc.) che si occupano di formazione e di elaborazione
di strumenti e tecniche psico-pedagogiche specifiche per sostenere gli
apprendimenti in bambini con ritardo nelle acquisizioni scolastiche. Proponendo
esempi di interazioni reali audioregistrati, corredati dei relativi trascritti
(che riportano ciò che bambini e insegnanti dicono durante la registrazione)
e di tracce di analisi per l’osservazione dei fenomeni conversazionali
rilevanti, il Cd-rom promuove una riflessione sull’importanza del
discorso in classe come opportunità per creare integrazione sia
nelle relazioni che nelle competenze di bambini che hanno maggiori difficoltà
‘a stare al passo’ degli altri negli apprendimenti
Abbiamo deciso di titolare la sezione del cd-rom "L’insegnante
e il bambino con difficoltà", volutamente lasciando
il riferimento alle difficoltà aspecifico, in quanto l’intento
è di concentrarsi non già sul diagnosticare e differenziare
il percorso formativo (sia dell’insegnante che del bambino) su una
specifica area di disabilità quanto di considerare prioritario
intervenire sulla difficoltà di partecipazione al discorso in classe,
che qualsiasi tipo di difficoltà può (o meno) motivare nel
bambino. Come vedremo, i bambini delle classi che hanno preso parte alla
ricerca, pur possedendo una ‘certificazione’ diversa (per
due di loro si tratta di ‘disturbo del linguaggio’, per una
terza bambina invece di generico ritardo dell’apprendimento e difficoltà
di relazione), condividono come elemento fondamentale la difficoltà
a partecipare alle ‘ordinarie’ pratiche di interazione e apprendimento
della classe, ed è sulle forme di questa mancata o differente partecipazione
che il Cd-rom proporrà una serie di analisi e riflessioni specifiche.
Speriamo di stimolare, con questa proposta, una riflessione sulle modalità
di dialogare con questi bambini, e di costruire conoscenza insieme con
loro e con la classe attraverso la conversazione. Da punto di vista tecnico,
infine, speriamo di motivare un interesse maggiore all’esercizio
e allo studio analitico del discorso in classe, perché crediamo
che questo sia territorio e strumento per osservare la costruzione non
solo delle conoscenze e delle abilità dei bambini ma anche nella
loro identità sociale di abili, e partecipi, interlocutori. E’,
infatti, attraverso il linguaggio e attraverso la partecipazione del bambino
al discorso e alle pratiche sociali significative di una data comunità
che il bambino si costruisce come persona.
Bibliografia
Antaki, C., Widdicombe, S. (eds.), (1998) Identities in Talk, London,
Sage.
Fasulo, A., Girardet, H., (2001) “Il dialogo nella situazione scolastica”,
in Bazzanella, C. (a cura di), Sul dialogo. Contesti e forme di interazione
verbale, Torino, Guerini e associati.
Orletti, F. (2000) La conversazione diseguale, Carocci Editore, Roma.
Orletti, F. “La costruzione conversazionale dell’identità
sociale: disabilità in classe”, in Studi Italiani si Linguistica
Teorica e Applicata, III, 2003
Pontecorvo, C., Aiello, A.M., Zucchermaglio, C. (1991) Discutendo si impara.
Roma: NIS
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SUL TITOLO DELLE AREE) le singole presentazion relative alle diverse
aree tematiche del CD-ROM "DAP Discorso e apprendimento"
•
Le comunità di apprendimento
- a cura di Donatella Cesareni*, Antonio Iannaccone**, Beatrice Ligorio***
- *Università “La Sapienza” Roma, ** Università
di Salerno, *** Università di Bari
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