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"Le comunità di apprendimento"
a cura di Donatella Cesareni*, Antonio Iannaccone**, Beatrice
Ligorio***
*Università “La Sapienza” Roma, ** Università
di Salerno, *** Università di Bari
- Sezione "Le comunità
di apprendimento" dal cd-rom (guida pp.48
+ CD-ROM) "DAP - Discorso e Apprendimento",
Edizioni Infantiae.Org™, Roma, 2005
Le Comunità di apprendimento costituiscono
ormai una consolidata cornice teorica e metodologica che
guida il lavoro in molte classi dove l’insegnamento/apprendimento
è inteso come costruzione di conoscenza svolta in
collaborazione con i pari e gli adulti che gestiscono la
comunità (Brown e Campione, 1990). Con il termine
Comunità di apprendimento si intende l’organizzazione
di una situazione di classe diversa da quella tradizionale,
in cui adulti e ragazzi lavorano insieme con lo scopo di
costruire conoscenza.
Gli studenti sono quindi considerati costruttori attivi
di conoscenza e prendono parte a tutte le pratiche discorsive,
operative, tecnologiche della comunità nel pieno
rispetto delle diversità individuali.
Se dal punto di vista teorico il punto di partenza della
comunità di apprendimento è la visione costruttivista
della conoscenza, dal punto di vista pratico questo si traduce
nella necessità di puntare alla realizzazione di
prodotti concreti e culturalmente significativi. Il processo
di realizzazione dei prodotti della comunità di pratica
assomiglia a quello attraverso cui le comunità scientifiche
realizzano le loro scoperte e i loro prodotti: da una parte
vi è un esperto responsabile (l’insegnante
assimilabile al capo-progetto scientifico) che forgia e
supporta i progressi dell'apprendista, utilizzando la tecnica
dello scaffolding; dall'altra vi è un gruppo di altri
esperti (gli studenti) che mettono a disposizione le loro
competenze e conoscenze allo scopo di raggiungere un obiettivo
condiviso e negoziato.
In sostanza, le comunità di apprendimento puntano
sia alla dimensione cognitiva e riflessiva del saper fare,
sia a quella metacognitiva del saper riflettere e i diversi
momenti necessari alla sua realizzazione sono resi "visibili"
(Collins, Brown, Holum, 1991).
La necessità di documentare il lavoro svolto, tipica
del lavoro di ricerca, porta a conservare quanto più
possibile traccia di tutti i momenti di lavoro, sui quali
ritornare per capire meglio i passaggi effettuati e i processi
attivati.
In concreto, insegnanti e studenti rendono espliciti i modi
di insegnare e di apprendere grazie ai momenti di dialogo
e di interazione sociale e producendo una documentazione
puntuale di tutto ciò che accade in classe.
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Il cofanetto "DAP - DISCORSO
E APPRENDIMENTO" ( CD-ROM + libretto/guida
pp.48), Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2005 - Euro 34,00
+ spese di spedizione.
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L'aspetto più innovativo delle comunità
di apprendimento riguarda la ridefinizione dei ruoli tradizionali
all'interno della classe (insegnante e studenti) e l'introduzione
in classe di ulteriori nuovi ruoli, quali il ricercatore come
partecipante attivo e produttivo, esperti residenti in altre sedi
diverse dalla classe e raggiungibili grazie alla comunicazione
mediata, genitori che in funzione di loro competenze particolari
ed interessanti per il lavoro della classe possono svolgere lezioni
o dimostrazioni, ma anche osservatori a vario titolo. A tutti
il modello della comunità di apprendimento assegna ruoli
precisi: i ricercatori contribuiscono alla progettazione, realizzazione
e valutazione del curricolo, cercano di infondere nell'insegnante
l'atteggiamento tipico di ricerca che implica curiosità
verso il nuovo e tolleranza alle incertezze e alle difficoltà;
gli esperti non sono chiamati a fornire risposte precise ma a
dare tracce per il ragionamento verso la messa a punto di soluzioni
e di nuove concettualizzazioni; gli insegnanti detengono l'esclusiva
di conoscere il contesto della classe nei suoi limiti e con le
sue potenzialità, si appropriano dello scaffolding come
metodologia di intervento verso gli studenti e assumono gradualmente
la percezione della classe come laboratorio. Si tratta di ruoli
tutti intercambiabili e l'aver aumentato il numero di persone
e ruoli che intervengono nel contesto didattico ha significato
rendere l'intercambiabilità un processo complesso e ricco
di potenzialità (Ligorio, 1996). Gli studenti diventano
insegnanti ed esperti quando passano ad altri le conoscenze che
hanno elaborato e agiscono da ricercatori tutte le volte che prendono
parte ad attività da cui sono solitamente esclusi, quali
la progettazione delle attività e la valutazione.
Il modello della Comunità di apprendimento propone quindi
una scuola che si apre al mondo, i cui membri, siano essi adulti
bambini o ragazzi, sono impegnati in una seria e responsabile
attività di ricerca e di costruzione di conoscenza, una
scuola in cui vige il rispetto delle diversità e la valorizzazione
delle singole identità e capacità.
Perché questo si realizzi è necessario, oltre che
instaurare un clima di rispetto e collaborazione, organizzare
l’attività della classe, prendendo in considerazione
aspetti quali gli spazi, i partecipanti, i contenuti e gli strumenti.
Il discorso nelle comunità di apprendimento assume un’importanza
fondamentale, diviene il luogo di costruzione della conoscenza
attraverso il confronto costante dei punti di vista e l’attivazione
di conflitti socio-cognitivi positivi (Iannaccone, 1992), agevolati
proprio dalla dimensione simmetrica degli scambi e dal ruolo che
l’insegnante svolge. La comunità si struttura essenzialmente
come comunità di discorso, ed inoltre le diverse attività
che si svolgono permettono interazioni discorsive di tipo diverso.
Le tecnologie entrano nelle comunità di apprendimento come
strumenti, artefatti cognitivi al servizio della comunità,
e consentono inoltre di ampliare gli spazi della comunità,
gli individui che vi partecipano e le loro interazioni, consentendo
la creazione di comunità a distanza.
Inoltre, il computer rappresenta un ulteriore soggetto attivo
dell’interazione, sia perché permette la comunicazione
con partner a distanza sia perché spesso introduce nuovi
elementi informativi e di riflessione.
Il percorso formativo sulle Comunità di apprendimento realizzato
all’interno del CD-rom “Discorso e apprendimento”
intende quindi descrivere le caratteristiche salienti del discorso
pedagogico all’interno delle comunità di apprendimento
che usano tecnologie per la comunicazione e l'interazione a distanza.
Utilizzando come base di dati varie esperienze realizzate in classi
e scuole diverse, dove l'ausilio di vari software ha svolto un
ruolo fondamentale, sono state analizzate le registrazioni audio
e video oltre che materiali elettronici prodotti nell'ambito di
tali esperienze. Si sono così individuate le interazioni
produttive ai fini della costruzione di conoscenza e della realizzazione
stessa della comunità. Soggetti di tali interazioni sono
sia i partecipanti alla comunità locale sia i partecipanti
remoti, residenti altrove e che si incontrano grazie alla comunicazione
mediata.
Tali interazioni sono state proposte alla riflessione degli insegnanti,
inserite in un percorso formativo sistematizzato all'interno del
CD-Rom, allo scopo di illustrare come avvengono le interazioni
e come si organizzano le diverse attività in modo da coordinare
il lavoro in classe con il lavoro on-line.
Il percorso formativo si rivolge principalmente ad insegnanti,
in servizio ed in formazione, che operano nel primo ciclo d’istruzione
(scuola primaria e scuola secondaria di primo grado). Inoltre,
è sicuramente interessante per tutti gli educatori che
a vario titolo entrano nei contesti scolastici: insegnanti di
sostegno, genitori, tirocinanti.
Il percorso formativo è diviso in 8 moduli,
ognuno dei quali illustra i principi teorici che sono alla base
delle comunità di apprendimento, proponendo filmati o trascritti
che hanno lo scopo di consentire una facile riconoscibilità
degli aspetti cruciali di tali forme di organizzazione didattica.
1: Allestire gli ambienti
2: Lavorare per progetti
3: Produrre conoscenza
4: Accettare e valorizzare le diversità
5: Usare diverse fonti di informazione
6: Riflettere insieme
7: Sperimentare ruoli diversi
8: Valutare il lavoro fatto
Bibliografia
Brown, A., Campione J. C. (1990) Communities of learning or a
context by any other name, in D. Kuhn (ed.) Contributions to Human
development, 21, pp. 108-126Collins, A., Brown, J. S., & Holum,
A. (1991). Cognitive apprenticeship: Making thinking visible.
American Educator, 15 (3), 6-11, 38-46.Iannaccone, A. (1992) Interazione
sociale e sviluppo cognitivo: ricerche sul conflitto socio-cognitivo
e lavori attinenti, Dossiers de Psychologie de l'Université
de Neuchâtel, n. 42.Ligorio, M.B. (1996) Tutti apprendisti,
tutti insegnanti, tutti scienziati. In (Ed.) Trentin G., Didattica
in Rete. Garamond, Roma. 71-81.
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Prodotto editoriale di riferimento
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» Titolo
"DAP - Discorso e apprendimento"
- (Cd-rom + guida pp.48) - Progetto interuniversitario
- a cura di Clotilde Pontecorvo, Facoltà di Psicologia 2, Università
"La Sapienza" Roma
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