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» Presentazione
del CD-ROM "DAP - Discorso e apprendimento"
- a cura di Clotilde Pontecorvo
- CD-ROM + libretto/guida pp.48, Ediz. Infantiae.Org™, Roma 2005
- € 34,00 + spese di spedizione
- € 17.00 con "Sconto 50% Università"
»
"Le comunità di apprendimento"
a cura di Donatella Cesareni*, Antonio Iannaccone**, Beatrice
Ligorio***
*Università “La Sapienza” Roma, ** Università
di Salerno, *** Università di Bari
- Sezione "Le
comunità di apprendimento" dal cd-rom (guida
pp.48 + CD-ROM) "DAP - Discorso e Apprendimento",
Edizioni Infantiae.Org™, Roma, 2005
Le Comunità di apprendimento
costituiscono ormai una consolidata cornice teorica e metodologica che
guida il lavoro in molte classi dove l’insegnamento/apprendimento
è inteso come costruzione di conoscenza svolta in collaborazione
con i pari e gli adulti che gestiscono la comunità (Brown e Campione,
1990).Con il termine Comunità di apprendimento
si intende l’organizzazione di una situazione di classe diversa
da quella tradizionale, in cui adulti e ragazzi lavorano insieme con lo
scopo di costruire conoscenza.
Gli studenti sono quindi considerati costruttori attivi di conoscenza
e prendono parte a tutte le pratiche discorsive, operative, tecnologiche
della comunità nel pieno rispetto delle diversità individuali.
Se dal punto di vista teorico il punto di partenza della comunità
di apprendimento è la visione costruttivista della conoscenza,
dal punto di vista pratico questo si traduce nella necessità di
puntare alla realizzazione di prodotti concreti e culturalmente significativi.
Il processo di realizzazione dei prodotti della comunità di pratica
assomiglia a quello attraverso cui le comunità scientifiche realizzano
le loro scoperte e i loro prodotti: da una parte vi è un esperto
responsabile (l’insegnante assimilabile al capo-progetto scientifico)
che forgia e supporta i progressi dell'apprendista, utilizzando la tecnica
dello scaffolding; dall'altra vi è un gruppo di altri esperti (gli
studenti) che mettono a disposizione le loro competenze e conoscenze allo
scopo di raggiungere un obiettivo condiviso e negoziato.
In sostanza, le comunità di apprendimento puntano sia alla dimensione
cognitiva e riflessiva del saper fare, sia a quella metacognitiva del
saper riflettere e i diversi momenti necessari alla sua realizzazione
sono resi "visibili" (Collins, Brown, Holum, 1991).
La necessità di documentare il lavoro svolto, tipica del lavoro
di ricerca, porta a conservare quanto più possibile traccia di
tutti i momenti di lavoro, sui quali ritornare per capire meglio i passaggi
effettuati e i processi attivati.
In concreto, insegnanti e studenti rendono espliciti i modi di insegnare
e di apprendere grazie ai momenti di dialogo e di interazione sociale
e producendo una documentazione puntuale di tutto ciò che accade
in classe.
L'aspetto più innovativo
delle comunità di apprendimento riguarda la ridefinizione dei ruoli
tradizionali all'interno della classe (insegnante e studenti) e l'introduzione
in classe di ulteriori nuovi ruoli, quali il ricercatore come partecipante
attivo e produttivo, esperti residenti in altre sedi diverse dalla classe
e raggiungibili grazie alla comunicazione mediata, genitori che in funzione
di loro competenze particolari ed interessanti per il lavoro della classe
possono svolgere lezioni o dimostrazioni, ma anche osservatori a vario
titolo. A tutti il modello della comunità di apprendimento assegna
ruoli precisi: i ricercatori contribuiscono alla progettazione, realizzazione
e valutazione del curricolo, cercano di infondere nell'insegnante l'atteggiamento
tipico di ricerca che implica curiosità verso il nuovo e tolleranza
alle incertezze e alle difficoltà; gli esperti non sono chiamati
a fornire risposte precise ma a dare tracce per il ragionamento verso
la messa a punto di soluzioni e di nuove concettualizzazioni; gli insegnanti
detengono l'esclusiva di conoscere il contesto della classe nei suoi limiti
e con le sue potenzialità, si appropriano dello scaffolding come
metodologia di intervento verso gli studenti e assumono gradualmente la
percezione della classe come laboratorio. Si tratta di ruoli tutti intercambiabili
e l'aver aumentato il numero di persone e ruoli che intervengono nel contesto
didattico ha significato rendere l'intercambiabilità un processo
complesso e ricco di potenzialità (Ligorio, 1996). Gli studenti
diventano insegnanti ed esperti quando passano ad altri le conoscenze
che hanno elaborato e agiscono da ricercatori tutte le volte che prendono
parte ad attività da cui sono solitamente esclusi, quali la progettazione
delle attività e la valutazione.
Il modello della Comunità di apprendimento propone quindi una scuola
che si apre al mondo, i cui membri, siano essi adulti bambini o ragazzi,
sono impegnati in una seria e responsabile attività di ricerca
e di costruzione di conoscenza, una scuola in cui vige il rispetto delle
diversità e la valorizzazione delle singole identità e capacità.
Perché questo si realizzi è necessario, oltre che instaurare
un clima di rispetto e collaborazione, organizzare l’attività
della classe, prendendo in considerazione aspetti quali gli spazi, i partecipanti,
i contenuti e gli strumenti.
Il discorso nelle comunità di apprendimento assume un’importanza
fondamentale, diviene il luogo di costruzione della conoscenza attraverso
il confronto costante dei punti di vista e l’attivazione di conflitti
socio-cognitivi positivi (Iannaccone, 1992), agevolati proprio dalla dimensione
simmetrica degli scambi e dal ruolo che l’insegnante svolge. La
comunità si struttura essenzialmente come comunità di discorso,
ed inoltre le diverse attività che si svolgono permettono interazioni
discorsive di tipo diverso.
Le tecnologie entrano nelle comunità di apprendimento come strumenti,
artefatti cognitivi al servizio della comunità, e consentono inoltre
di ampliare gli spazi della comunità, gli individui che vi partecipano
e le loro interazioni, consentendo la creazione di comunità a distanza.
Inoltre, il computer rappresenta un ulteriore soggetto attivo dell’interazione,
sia perché permette la comunicazione con partner a distanza sia
perché spesso introduce nuovi elementi informativi e di riflessione.
Il percorso formativo sulle Comunità di apprendimento realizzato
all’interno del CD-rom “Discorso e apprendimento” intende
quindi descrivere le caratteristiche salienti del discorso pedagogico
all’interno delle comunità di apprendimento che usano tecnologie
per la comunicazione e l'interazione a distanza.
Utilizzando come base di dati varie esperienze realizzate in classi e
scuole diverse, dove l'ausilio di vari software ha svolto un ruolo fondamentale,
sono state analizzate le registrazioni audio e video oltre che materiali
elettronici prodotti nell'ambito di tali esperienze. Si sono così
individuate le interazioni produttive ai fini della costruzione di conoscenza
e della realizzazione stessa della comunità. Soggetti di tali interazioni
sono sia i partecipanti alla comunità locale sia i partecipanti
remoti, residenti altrove e che si incontrano grazie alla comunicazione
mediata.
Tali interazioni sono state proposte alla riflessione degli insegnanti,
inserite in un percorso formativo sistematizzato all'interno del CD-Rom,
allo scopo di illustrare come avvengono le interazioni e come si organizzano
le diverse attività in modo da coordinare il lavoro in classe con
il lavoro on-line.
Il percorso formativo si rivolge principalmente ad insegnanti, in servizio
ed in formazione, che operano nel primo ciclo d’istruzione (scuola
primaria e scuola secondaria di primo grado). Inoltre, è sicuramente
interessante per tutti gli educatori che a vario titolo entrano nei contesti
scolastici: insegnanti di sostegno, genitori, tirocinanti.
Il percorso formativo è diviso in 8 moduli, ognuno
dei quali illustra i principi teorici che sono alla base delle comunità
di apprendimento, proponendo filmati o trascritti che hanno lo scopo di
consentire una facile riconoscibilità degli aspetti cruciali di
tali forme di organizzazione didattica.
1: Allestire gli ambienti
2: Lavorare per progetti
3: Produrre conoscenza
4: Accettare e valorizzare le diversità
5: Usare diverse fonti di informazione
6: Riflettere insieme
7: Sperimentare ruoli diversi
8: Valutare il lavoro fatto
Bibliografia
Brown, A., Campione J. C. (1990) Communities of learning or a context
by any other name, in D. Kuhn (ed.) Contributions to Human development,
21, pp. 108-126Collins, A., Brown, J. S., & Holum, A. (1991). Cognitive
apprenticeship: Making thinking visible. American Educator, 15 (3), 6-11,
38-46.Iannaccone, A. (1992) Interazione sociale e sviluppo cognitivo:
ricerche sul conflitto socio-cognitivo e lavori attinenti, Dossiers de
Psychologie de l'Université de Neuchâtel, n. 42.Ligorio,
M.B. (1996) Tutti apprendisti, tutti insegnanti, tutti scienziati. In
(Ed.) Trentin G., Didattica in Rete. Garamond, Roma. 71-81.
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