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"I rapporti tra Nido e Famiglia"

• Condividere un'esperienza: Il laboratorio genitori-figli sul gioco euristico
di Carmelita Lipari, Katiuscia Mari, Antonietta Michelangeli, Vanessa Moretti, educatrici della sezione dei Piccoli del nido “Rataplan” di Terni.

Utilizzando lo spazio riservato al gioco euristico realizzato già due anni fa, abbiamo previsto l’allestimento di una scatola che raccogliesse tutta una serie di elementi appartenenti al mondo naturale. Questo avrebbe facilitato il raggiungimento degli obiettivi generali di sviluppo delle competenze psico-sensoriali, motorie, cognitive e relazionali, attraverso un focus specifico, che da un lato parte proprio dalla ricchezza degli “oggetti” forniti dalla natura, e dall’altro facilita il contatto con questa importante area di esperienza.
Tale tematica, inoltre, consentiva di mantenere un filo conduttore con la programmazione della sezione dei Medio-Grandi e con il progetto di continuità con la scuola dell’infanzia, con cui condividiamo la struttura e che ha visto la co-costruzione di un tappeto tattile lungo 15 metri, che congiungesse le porte dei due servizi, incentrato su tre elementi: l’aria, l’acqua e la terra.
La scelta della modalità con cui realizzare questo progetto parte da un presupposto fondamentale: l’interesse dei bambini per la natura, in quanto fonte inesauribile di stimoli, è un elemento che può essere dato per scontato, ma la costruzione di un rapporto equilibrato e positivo con l’ambiente naturale dipende dalla possibilità di un’esplorazione libera, che passa attraverso il ruolo facilitatore dell’adulto. In tal senso, ci è sembrato opportuno favorire l’incontro tra i bambini e l’ambiente, creando un percorso condiviso e coerente con i genitori attraverso, l’organizzazione di un laboratorio che coinvolgesse le famiglie. Inoltre, analizzando più nel dettaglio sia le motivazioni che gli esiti di questa scelta metodologica, possiamo affermare che essa ha consentito:

  • Ai bambini di chiudere un percorso, allargando alle figure genitoriali quello che rappresenta uno dei primi spazi individuali (la sezione del nido) e, di conseguenza, arricchendo e affinando il processo di elaborazione della separazione;

  • Ai genitori di appropriarsi di un contesto significativo per i propri figli e di avere un altro angolo di osservazione, sia del bambino che del suo modo di relazionarsi con i coetanei e con gli adulti;

  • Alle educatrici di rendere partecipi i genitori delle tematiche che hanno guidato il progetto educativo e delle principali metodologie utilizzate per proporre e realizzare le attività con i bambini;

  • Al ricercatore (la Dott.ssa Camilla Monaco) di entrare nel servizio e di osservare una situazione particolarmente interessante dal punto di vista psico-educativo, quale può essere un laboratorio incentrato sulla co-costruzione di un’attività da parte di tutte le principali figure coinvolte nella vita del nido: bambini, educatori e genitori.

Il prodotto finale del laboratorio è una scatola per il gioco euristico che contiene gli oggetti della natura ed è composta di diverse sezioni, ciascuna relativa ad una sfera sensoriale (cfr. foto 1 e 2).



Foto 1
 


Foto 2

Più dettagliatamente:

  • la sezione degli odori è stata realizzata con scatole trasparenti forate (i.e. quelle dei formaggini) contenenti stecche di vaniglia, rosmarino, alloro, salvia, lavanda, timo, chiodi di garofano, fiori di stagione, chicchi di caffè, saponette profumate, tappi di sughero impregnati di essenze profumate;

  • la sezione dei sapori è stata realizzata con piccoli vasetti di vetro (i.e. quelle degli omogeneizzati), al cui interno si trovano diversi tipi di zucchero e di sale, miele, cacao dolce e amaro, marmellate e succhi di frutta;

  • la sezione delle sensazioni tattili contiene pigne, terra, sabbia, sassi, conchiglie, acqua, legno, sughero, noci, lana e farina;

  • la sezione dei colori contiene foglie, frutta e ortaggi di stagione di diverso colore;

  • la sezione dei rumori ha attivato un laboratorio specifico all’interno di un progetto relativo ad un corso di aggiornamento musicale tenuto dalla Dott.ssa Paola Anselmi, attivo già da tre anni, che coinvolge anche la sezione dei Medio-Grandi e ha visto la realizzazione di strumenti musicali per un “concerto finale” di genitori e figli.

Poiché ogni stimolo interessava necessariamente tutti e cinque i sensi, ai fini della collocazione in una sezione specifica abbiamo identificato una modalità di esplorazione che valorizzasse una caratteristica prevalente. Questo ha il vantaggio di poter utilizzare uno stesso oggetto per diverse attività, in un processo di integrazione delle informazioni provenienti dai diversi canali sensoriali. Proprio per tali ragioni, ciascuna sezione è stata pensata in modo da poter essere arricchita nel corso dell’anno con nuovi stimoli.
Nell’individuare la forma migliore per documentare il laboratorio, ci è parso opportuno sottolineare la dimensione esperienziale, costruendo una sorta di diario in cui confluissero i racconti delle educatrici sugli elementi salienti di ciascuna giornata, integrati con i commenti e le riflessioni dei genitori e della Dott.ssa Camilla Monaco, oltre che con i video e le foto che danno voce anche ai principali protagonisti: i bambini.

SABATO 5 APRILE 2008
E’ iniziata la preparazione dei sacchetti per raccogliere i vari stimoli naturali, della scatola da rivestire con la tecnica del découpage e dei sugheri imbevuti con le essenze profumate. Sicuramente il dato più importante da osservare è stata l’accoglienza fatta dai bambini, oltre che alle tre mamme presenti (di Lucrezia, di Pietro e di Alessandro), al papà di Lucrezia e al fratellino di Pietro (di tre anni).
Il papà di Lucrezia aveva il compito specifico di ricavare dei bastoncini dalle canne di bambù lo ha svolto nel patio con grande interesse dei bambini. I maschietti sono stati i primi ad uscire per osservarlo e poi sono stati coinvolti nell’attività ( video papà Lucrezia). Il fratello di Pietro, Elia, ha manifestato in diversi momenti il piacere di esplorare questo nuovo contesto e di relazionarsi col fratello e i suoi compagni, assumendo spesso il ruolo di esperto nella attività strutturate e libere effettuate nel corso della giornata. In generale, i bambini hanno espresso curiosità per il lavoro che i genitori stavano svolgendo. Una volta realizzati i tappi profumati, un’educatrice li ha presentati ai bambini, il cui primo approccio è stato quello di soffiare o di assaggiare, anche se presto hanno acquisito la competenza di inspirare, mostrando di preferire alcuni profumi rispetto ad altri.

“Partecipare alla giornata aperta ai genitori qui all'asilo è stato straordinario. Poter condividere con loro le loro abitudini è servito per conoscere quella parte della giornata che non trascorro con mio figlio. L'idea poi di collaborare per creare qualcosa che sarebbe rimasto a loro come gioco è ottima. La scuola dovrebbe coinvolgere sempre più i genitori, e i genitori dovrebbero maggiormente vivere l'esperienza dei propri figli all'asilo”
(Commento di Silvia, mamma di Pietro).

GIOVEDI’ 10 APRILE 2008
Nel secondo incontro c’era solo la mamma di Mirko, che si è occupata dell’allestimento della scatola, coadiuvata in alcuni momenti dal figlio e osservata attentamente da alcuni dei bambini più grandi (cfr. foto 3 e 4).



Foto 3
 


Foto 4

Durante la mattinata è stata proposta un’attività di movimento con un lungo telo blu stellato, sul quale i bambini potevano tuffarsi, passeggiare o restare semplicemente fermi per farsi “accarezzare” dalle onde ( video mare).

La presenza della mamma di Mirko è stata così discreta che le ha consentito di osservare il figlio in situazioni di vita quotidiana. In effetti, ha apprezzato quanto Mirko si sia mostrato autonomo e in grado di rispettare i tempi e le regole delle routine, sottolineando il buon esito del percorso di crescita.

SABATO 12 APRILE 2008
La giornata è stata caratterizzata dal desiderio dei tre bambini (Noemi, Leonardo e Alessandro), le cui madri erano presenti, di concedersi uno spazio di vicinanza e di contatto quasi esclusivo con le mamme (cfr. foto 5 e 6).



Foto 5
 


Foto 6

In effetti, i momenti più significativi in cui l’attività ha coinvolto tutto il gruppo dei bambini sono stati proprio quelli in cui le madri hanno partecipato attivamente alla vita educativa (foto 7 e 8).



Foto 7
 


Foto 8

Oltre al completamento dei sacchetti e della sezione degli odori, sono stati preparati i contenitori con le marmellate. In particolare, la mamma di Leonardo ha proposto i diversi sapori, dando l’avvio ad una serie di assaggi particolarmente apprezzati dai bambini, che poi hanno iniziato a sperimentarli anche in maniera autonoma ( video assaggi).

“E' un'esperienza talmente positiva che la consiglierei a tutti”
(Commento di Sonia, mamma di Alessandro).

GIOVEDI’ 17 APRILE 2008
Nell’ultimo incontro, a cui ha partecipato la mamma di Valentina, la scatola è stata completata e abbiamo colto l’occasione per presentare la sezione dei sapori anche ai bambini che non erano presenti il sabato precedente. L’attività è stata accolta in un clima generale di curiosità e divertimento, in cui non sono mancati i momenti d’interazione spontanea tra i bambini che proponevano ai compagni assaggi vari (cfr. foto 9 e 10).



Foto 9
 


Foto 10

L’esplorazione della sezione sulle sensazioni tattili è stata effettuata nel corso di più giornate in cui il gioco euristico si è spostato all’esterno: ad esempio, abbiamo sfruttato dei grandi recipienti riempiti di diverse sostanze (sabbia, farina, acqua, ghiaia) nei quali i bambini hanno utilizzato per l’esplorazione oltre alle mani anche i piedi (cfr. foto 11 e 12).



Foto 11
 


Foto 12

L’approccio prevalente nei confronti delle diverse sostanze inizialmente era di tipo individuale attraverso la bocca e successivamente con le mani, le palette e i setacci. Subito dopo, emergeva la dimensione sociale, ad esempio con l’imitazione dell’attività svolta dall’altro oppure mettendo la sabbia sul corpo dell’altro. Un altro dato molto interessante riguarda la difficoltà della maggior parte dei bambini di ricercare sensazioni tattili attraverso i piedi: evidentemente l’abitudine di indossare i calzini e le scarpe riduce enormemente questo canale.
Con l’arrivo delle giornate più calde, è stato possibile utilizzare le piscine piene di acqua, che per i bambini si sono rivelate uno stimolo particolarmente avvincente: in un primo momento, l’acqua è stata accolta con un tripudio di schizzi, poi si è attivato un vero e proprio processo di esplorazione. Alcuni bambini hanno utilizzato le mani, immergendole direttamente nell’acqua oppure bagnandosi alcune parti del corpo, altri hanno preferito immergere degli oggetti o usarli per fare dei travasi. La parte conclusiva dell’attività si è svolta in piccoli gruppi, che si sono creati spontaneamente intorno alle piscine.
Per la sezione dei colori abbiamo effettuato una prima giornata proponendo frutta e ortaggi. Prima ci siamo concentrate sulle caratteristiche esterne degli oggetti, poi su quelle interne. Ovviamente, i bambini non sono stati attratti solo dal colore, ma hanno anche voluto sentire il sapore e le diverse sensazioni provocate dal contatto ( video frutta e ortaggi). L’esperienza era così interessante che alcuni bambini della sezione dei Medio-Grandi hanno chiesto di partecipare e hanno svolto un ruolo fondamentale, facendo da “modello” e prolungando la durata dell’attività per l’intera mattinata. In effetti, dopo questa prima parte, abbiamo utilizzato la frutta e la verdura come stampini per realizzare con i colori a dito un “quadro collettivo”, che decorerà l’armadio del patio restando come stimolo visivo permanente. Sono stati realizzati anche dei disegni individuali, affiancati da un commento delle educatrici su come il bambino ha affrontato l’attività, che saranno consegnati ai genitori alla fine dell’anno.

“Come ricercatrice ho avuto l’opportunità di entrare in un contesto educativo come la sezione dei Piccoli del nido Rataplan e di osservare – con i miei occhi, ma anche attraverso strumenti di rilevazione come la fotocamera o la videocamera – tutto quello che accadeva al suo interno. Si è trattato, senza dubbio, di un’importante occasione dal punto di vista scientifico e professionale. In particolare, ho trovato interessante la mattinata in cui le educatrici hanno proposto ai bambini della sezione di sperimentare, attraverso l’utilizzo delle diverse sfere sensoriali, un «contatto ravvicinato» con tutta una serie di frutti e di ortaggi (i.e. mela, pera, kiwi, limone, zucchina, cipolla, patata, etc.).
I bambini hanno accolto con grande curiosità e partecipazione questa attività per loro decisamente insolita, che si basava sulla possibilità di esplorare – in maniera autonoma o in collaborazione con altri - alcuni oggetti della vita quotidiana. Si trattava, infatti, di poter conoscere da vicino (e qualche volta ri-conoscere) materiali che vengono comunemente utilizzati per la preparazione dei pasti, ma che di solito gli adulti non presentano come possibili oggetti di conoscenza e di sperimentazione sensoriale. I colori e, soprattutto, i sapori più decisi - come quelli del limone, della cipolla, del pomodoro o del kiwi - sono stati spesso oggetto di manipolazioni e assaggi ripetuti e prolungati.
Uno degli aspetti più interessanti dell’attività è stato quello legato all’interazione e allo scambio tra bambini: in diverse occasioni, si è assistito a momenti di esplorazione condivisa o, quanto meno, a tentativi di coinvolgimento dell’altro nell’osservazione, nella sperimentazione e nell’assaggio un frutto o di un ortaggio ritenuto degno di nota e di approfondimento”

(Commento della Dott.ssa Camilla Monaco).

Per concludere, volendo fare un bilancio complessivo del laboratorio, è importante sottolineare quanto esso si sia rivelato per tutti un momento di approfondimento della conoscenza reciproca, di consolidamento della relazione e di scambio sia sul piano cognitivo che su quello emotivo. In effetti, una giornata trascorsa al nido da genitori e figli non può che essere un evento significativo, in primo luogo per la varietà e l’intensità delle emozioni che è in grado di mobilitare. La lettura di questa situazione nuova ha visto per la maggior parte dei bambini la compresenza di momenti di forte intensità affettiva, di coinvolgimento giocoso ( video mamma Pietro) nelle attività proposte e di richiesta di vicinanza al genitore, determinata probabilmente dal timore di un’imminente separazione.
Inoltre, anche gli stessi genitori hanno dovuto cercare un equilibrio relazionale col proprio figlio in un contesto diverso, sperimentando una sorta di ambientamento che richiedeva un mettersi in gioco in prima persona. Noi, in quanto educatrici, eravamo doppiamente attivate: da un lato nel tentativo di garantire il buon esito del laboratorio, sia per i bambini che per i genitori, e dall’altro nell’esigenza di modulare la nostra presenza con l’obiettivo di privilegiare lo spazio relazionale tra genitori e figli. Tutto questo è confluito in un clima emotivo generale che ha determinato la ricchezza di questa esperienza, che meritava di essere documentata sia attraverso i video e le immagini, sia attraverso i commenti e le riflessioni di chi vi ha preso parte (educatori, genitori, ricercatore), nell’intento di restituirne la dimensione più personale, ma anche di condividerla in un contesto più allargato, quale può essere la Sezione speciale “ZeroTre – Nido” di Infantiae.OrgTM, per far sì che l’esperienza individuale non rimanesse tale.

di Carmelita Lipari, Katiuscia Mari, Antonietta Michelangeli, Vanessa Moretti, educatrici della sezione dei Piccoli del nido “Rataplan” di Terni.

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  » Prodotto editoriale di riferimento

» Titolo
"ZeroTre - Che cosa fanno i bambini al Nido"
-
(Cd-rom + guida pp.24)
- di Camilla Monaco
- Prefazione di Clotilde Pontecorvo





Catalogo "ZeroTre" (CD-ROM + GUIDA/libretto pp.24) a € 18,50 + spese di spedizione

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- PACCO ORDINARIO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 0,93 (*)
- PACCO ORDINARIO CONTRASSEGNO (consegna 8/10 gg lavorativi) = € 2,70
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